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Pagina inziale » Cultura » Articolo n. 1681 del 5 febbraio 2004 (2738) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Vedo Nero
''Corpo'' di Ugo Carrega (1978)

Vedo Nero: il pensiero di un pessimista? No, è il titolo della mostra di dipinti grafica e sculture interamente dedicata al colore-non colore per eccellenza.
Alle 18.00 di sabato 7 verrà inaugurata alla galleria del Collegio Cairoli di Pavia la mostra che raccoglie le opere di 75 artisti: dipinti, disegni e sculture che hanno in comune la caratteristica di essere o totalmente o prevalentemente giocate sul colore nero.

"Il nero è colore. E' pigmento e sostanza vera che trattiene dentro di sé la luce, ovvero gli altri colori del mondo che costituiscono la sua essenza segreta, concreta e reale quanto inaspettata e sorprendente" - scrive Fabrizio Parachini nel catalogo della mostra - "Non una pausa della percezione o di un contrattempo della nostra vista; il nero è davanti, sopra, intorno, è un vero e proprio stimolo oggettivo che deve essere "sentito" e i cui indizi di presenza vanno colti e letti nelle mille differenze di qualità e quantità che costruiscono la visione: opaco/lucido, liscio/rugoso, grande/piccolo (...)
Il nero usato dalla pittura restituisce al vedente la concretezza della materia con cui è fatto il quadro. Una scultura nera sfida l'idea stessa del vuoto. Il suo volume occupa uno spazio che la luce svela e mostra come forma ma che contemporaneamente nega diventando sulla sua superficie buio e assenza (...)
Si dice Vedo nero quando lo svenimento si avvicina o quando, pessimisticamente, pensiamo un futuro solo di sventura. La verità che l'opera d'arte ci mostra a questo proposito è però diversa: non si tratta di annuvolamento dei sensi o depressione dell'umore, ma piuttosto della grande possibilità che ci è data di vedere finalmente nel nero e con il nero "al di là" di un mondo che, con la sua reale, ma scontata e appagante policromia, raramente induce a farsi superare attraversando le porte sempre aperte della percezione e del pensiero
".

La rassegna copre un periodo che va dal 1908 al 2003 e comprende rare testimonianze storiche, quali quelle di alcuni simbolisti cecoslovacchi, come le prime esperienze simboliste di F. Kupka, un linoleum del 1924 dell'allora "futurista" Victor Brauner realizzato quando ancora viveva in Romania. Dipinti come The big bang di Eugène Brands (1973) o sculture come Corpo di Ugo Carrega (1978).

Catalogo di Peggy Guggenheim

Le opere esposte provengono dalle raccolte del Collegio Cairoli assieme a opere di collezioni private e altre direttamente richieste agli artisti. Molte sono le presenze di artisti attivi a Pavia tra i quali Albanesi, Alberti, Capsoni, Cascella, Ferro, Fra, Giavotto, Greco, Leonardelli, Necchi, Pellitta e Pusch.

Verranno esposti anche alcuni rari manifesti e testi di importanti eventi del passato come il manifesto a due strati opera di Rot Diter per la mostra Bewogen Beweging del 1961 o il libro Testa a Testa (dalla copertina rigorosamente nera) realizzato da Umberto Eco e Enrico Baj e il celebre Portacenere nero di Bruno Munari.
Una curiosità: in mostra c'è anche un mini catalogo curato dalla stessa Peggy Guggenheim in occasione della prima esposizione della sua collezione alla Biennale di Venezia nel 1948.

 
 Informazioni 
Dove: Galleria Collegio Cairoli
Piazza Collegio Cairoli, 1 - Pavia
Quando: dal 7 al 17 febbraio 2004, nei seguenti orari:
lun.- ven.: 17.00-19.30
Ingresso: libero
 
 
Pavia, 05/02/2004 (1681)

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