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Pagina inziale » Spettacoli » Articolo n. 1611 del 23 gennaio 2004 (1623) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Rotterdam: secondo giorno
Rotterdam: secondo giorno

E' solo il secondo giorno qui a Rotterdam ma si può ben dire che il festival è entrato subito nel vivo. Dopo la prima sensazione di disordine le cose si fanno più chiare e si comincia ad apprezzare la grande opportunità che ti dà essere in un festival di queste dimensioni.

La serata d'apertura: tanto per essere subito grandi non la riportava nessun programma, nessun manifesto, cartello... e così ci sono capitato dentro per puro caso!
Come ho fatto? Beh mi è bastato seguire Kitano Takeshi dentro la sala più grande del già enorme Pathe' Cinema.
Quasi duemila persone lo stavano aspettando, e gli hanno tributato un applauso enorme!

Poi i due direttori, qui si fa tutto in grande, hanno presentato il festival ed è seguita la proiezione di Zatoichi l'ultimo film di Kitano in Italia già passato a Venezia ma qui ancora inedito.
Ed obiettivamente è pure un bel film, con un sacco di azione ed una morale condivisibile anche se non urlerei al capolavoro Takeshi al solito scrive, dirige, e recita con una leggerezza grandiosa questa volta il ruolo di un samurai, massaggiatore cieco Kitano poi nasce dalla tv e si vede...anche qui monopolizza in due minuti un pubblico così differente dal suo solito e fa ridere tutti dicendo che per anni avrebbe volentieri parlato parecchio dei suoi film precedenti, che non facevano una dollaro di incasso ed ora tutti gli chiedono di parlare di questo e lui ne è quasi stanco... anche perchè questo ormai i soldi li ha fatti e li sta facendo!!!

Un giappone desaturato nei colori, alla Ozu nelle inquadrature, un cinema classico, classicissimo che poi si velocizza tantissimo nelle violente scene d'azione che vedono protagonista Kitano stesso dicevamo, nelle vesti di un ''cieco'' massaggiatore e samurai in giro per le campagne di un paese in balia di signorotti locali e membri di gang che spadroneggiano tra i poveri contadini e le vedove orfane della guerra...
Una trama risibile, intendiamoci, ma supportate dalla bellezza di fotografia e stilizzazione tipizzata di personaggi e caratteri. come in molto altro suo cinema del resto.
Tipizzazione consapevole, certo, con parecchie strizzate d'occhio alla storia del cinema, giapponese e ed universale.
La notte passa tranquilla all'alberghetto che si affaccia su di un silenzioso canale e stamane un sacco di film mi hanno già accolto in un altro bel cinema multisala anche se molto più piccolo e modesto del Pathe' di ieri.

Il primo è Fighting Fish un kung fu movie girato nel 2003 a Rotterdam, nella locale Chinatown!!!
Impianto tradizionale, bei combattimenti, recitazione volontaristica ma il tempo passa che neppure te ne accorgi...

E poi Schmidt get the blues, un bel pamphlet ironico su di tre ex minatori pensionati nella ex DDR...
Uno comincia a suonare Blues anzichè le solite polke prussiane... e li iniziano i guai: ''Cos'è questa musica da negri?!'' gli chiedono gli amici... ma per lui esiste solo un tipo di musica: quella che gli piace... e come dargli torto!?

Adesso stacco perchè un altro filmino, l'ottavo della giornata mi aspetta...
Ci rileggiamo?

 
 Informazioni 
 

Roberto Figazzolo

Pavia, 23/01/2004 (1611)

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