Pavia e provincia: Pavese, Oltrepò Pavese, Lomellina, eventi, spettacoli e manifestazioni di Pavia e provincia
giovedì, 19 luglio 2018 (457) Qual Buon Vento, navigante! » Entra


 
Articoli della stessa rubrica
» Nicola Attadio racconta Nellie Bly
» Moro. L'inchiesta senza finale
» Incontro con Elda Lanza
» In viaggio con Mino Milani
» Letizia Moratti ospite al Nuovo
» Tutta colpa del '68?
» Festa mobile. Un giro d'Italia a tappe di letture ad alta voce
» La passione della letteratura
» 4 amici al bar
» L'Africa di Andrea De Giorgio
» Alessia Gazzola al Nuovo
» Come adottare uno stile di vita alcalino
» Una donna che scrisse il suo destino: Adelaide di Borgogna
» Raccontare il territorio pavese fra banche e imprese locali
» Costantino Nigra. L'agente segreto del Risorgimento
» Dal reportage al sogno
» Ti dico la verità
» Spettri, miei compagni. Charlotte Delbo, Auschwitz e il senso della memoria
» Laviamole un pò la faccia
» Come la politica entra nelle nostre case

Vedi archivio

 
Altri articoli attinenti
» Copia dal vero e fotografia
» Roberto Kusterle: Cronache da un altro mondo
» Concorso fotografico "Ci siamo!"
» Incontri d’Arte: Stefano Zacconi
» Vox Animae
» Nicola Attadio racconta Nellie Bly
» Bloomsday
» Incatenarsi all'oro e al vento
» Siro Comics
» Italiani, al voto!
» La Fratelli Toso: i vetri storici dal 1930 al 1980
» Incontri d’Arte: Tomoko Nagao
» Nel segno di Olivetti
» Moro. L'inchiesta senza finale
» Il mito della Nazione
 
Pagina inziale » Cultura » Articolo n. 15160 del 23 aprile 2018 (174) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Io e il mostro. Frankenstein, quasi una autobiografia.
Io e il mostro. Frankenstein, quasi una autobiografia.

Nel marzo del 1818 a Londra fu pubblicata la prima edizione di Frankenstein, o il Prometeo moderno di Mary Shelley opera popolare ma non banale ricca di significati ancora attuali.

Dato il suo influsso sull’immaginario popolare, sull’arte e sul cinema quest’opera meritava di avere il suo spazio anche a Pavia, dove si svolsero i primi esperimenti sulla cosiddetta “elettricità animale”. La diatriba tra Volta e Galvani arrivò finì per coinvolgere gli scienziati inglesi. Mary Shelley apparteneva a una famiglia di altissimo livello culturale e conosceva di persona molti scienziati e medici del suo tempo, che stavano approfondendo le scoperte italiane. Tra questi il famoso Humphry Davy e James Lind (che era anche suo vicino di casa). Fu da questo illustre vicino che prese l’idea di animare un corpo morto grazie alla scienza. In realtà nel romanzo non si parla mai esplicitamente di elettricità: tutt’al più si cita nelle ricerche del dottor Frankenstein il “galvanismo”.

Sebbene la prima pubblicazione del romanzo Frankenstein – ovvero il Prometeo moderno sia avvenuta duecento anni fa, il romanzo di Mary Shelley è ancora perfettamente leggibile e continua ad attrarre nuovi lettori. A renderlo attuale sono diversi fattori. La giovanissima autrice del romanzo decise di utilizzare, come metodo per dare la vita alla creatura artificiale da lei inventata, le più avanzate ricerche scientifiche dell’epoca.
Mary Shelley era insofferente all’autoritarismo e al puritanesimo almeno quanto suo marito e credeva nella scienza e nel progresso, anche se non ne nascondeva i possibili pericoli. Sapeva dunque bene quello che intendeva dire, definendo il medico svizzero Victor Frankenstein “il moderno Prometeo”. Il vero peccato del medico non è l’hybris, non è l’aver voluto creare la vita sostituendosi a Dio. Non è un novello Faust. La sua colpa è di aver dunque abbandonato a se stessa la propria creatura, anziché aiutarla dopo averla messa al mondo. Ed è questo rifiuto, quasi edipico, che spinge la creatura stessa a vendicarsi di Frankenstein in modo terribile.

Il Sistema Bibliotecario Comunale ha realizzato un evento per celebrare il bicentenario della pubblicazione del romanzo Frankenstein, o il Prometeo Moderno d Mary Shelley durante il quale, partendo dalla presentazione del libro Da Frankenstein a Star Trek. Scienza medica e fantasie scientifiche, l'autore, il medico pavese Franco Piccinini, parlerà dell’ispirazione che Mary Shelley trasse, per la creazione del suo personaggio, della diatriba sull’elettricità animale che si era svolta a Pavia tra Volta e Galvani e di come  la medicina abbia influenzato la narrativa fantastica.
 
Il discorso dell'autore sarà accompagnato da una performance che prevede un'alternanza di suggestioni sonore, visive, di lettura e improvvisazione scenica; la serata Io e il mostro. Frankenstein quasi un’autobiografia, nel dettaglio prevede la proiezione di spezzoni di film ad opera del critico cinematografico Roberto Figazzolo con la narrazione di parti dell’edizione originale di Frankestein e una performance teatrale studiata per l’occasione dall’attore Francesco Mastrandrea che ha assunto, insieme all’attrice Piera Dattoli, il coordinamento artistico della serata in collaborazione con la Biblioteca Bonetta.

Dopo un attento e approfondito studio del testo si è giunti a delineare il mostro quale sorta di alter ego dell’autrice e si creato un intreccio narrativo tra Mary e la sua creatura. Il mostro uccide coloro che hanno un legame d’affetto con il suo creatore, il fratello, l’amico, la moglie per farlo restare solo come lui. Questa fu anche la condanna di Mary Shelley che perse i suoi figli e l’amore della sua vita e restò sola e delusa dai suoi amici con il solo affetto della moglie dell’unico figlio sopravvissuto. 
 
 Informazioni 
Dove: Pavia - cinema Teatro Politeama
Quando: giovedì 26 aprile 2018
Orario: 21.00
Note:  ingresso libero

 
 
Pavia, 23/04/2018 (15160)




MiaPavia è una testata giornalistica registrata, © 2000- 2018 Buon Vento S.r.l. - P.I. IT01858930181
Tutti i diritti sono riservati - Chi siamo - Contatti - Mining pool