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Pagina inziale » Cultura » Articolo n. 14472 del 17 febbraio 2017 (287) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
I volti dell'alienazione
 I volti dell'alienazione

Ai disegni di Roberto Sambonet, celebre pittore, designer e grafico italiano (Vercelli, 1924 – Milano, 1995) è dedicata la mostra I volti dell'alienazione, esposizione  promossa dalla Società della Ragione onlus, curata da Franco Corleone e Ivan Novelli in collaborazione con il Settore Cultura del Comune di Pavia, con StopOpg, con l’Archivio Roberto Sambonet e con il sostegno della Fondazione Banca del Monte di Lombardia, in Santa Maria Gualtieri fino al prossimo 12 marzo.

Finalmente tutti gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari sono stati chiusi. I luoghi tristemente noti di Napoli Secondigliano, di Reggio Emilia, di Aversa, di Montelupo Fiorentino e di Barcellona Pozzo di Gotto sono stati consegnati alla memoria dell’orrore. Si è realizzata una rivoluzione gentile inimmaginabile e ora dovrà continuare una battaglia culturale per impedire il risorgere di logiche manicomiali. La riforma deve essere sostenuta per affermare ogni giorno i valori di civiltà, umanità e dignità.

La mostra, che raccoglie 40 disegni e 70 studi realizzati da Sambonet tra il 1951 e il 1952 all’interno del manicomio brasiliano di Juqueri, a cinquanta chilometri da San Paolo in Brasile, dove venne invitato dal direttore Edu Machado Gomes, racconta e indaga il complesso fenomeno del disagio mentale. Questo viaggio nell’orrore smosse le coscienze e preparò il terreno per il lavoro di Franco Basaglia (che visitò quello stesso manicomio), mirato a far sì che non esistessero più “ergastoli bianchi”. Sambonet trascorse sei mesi nei reparti dell'ospedale, conducendo una sua personale ricognizione, e ritraendo gli internati in una serie di opere di grande intensità, a china e a matita, tutte capaci di andare al di là del volto e mostrare pensieri, emozioni, sentimenti.
Si tratta di una sorta di viaggio di umana partecipazione, uno scavo nelle pieghe della malattia e della sofferenza, che nel 1977 è stato raccolto nel volume Della Pazzia (M'Arte Edizioni, Milano 1977). Qui l'artista accosta ai ritratti dei malati di mente testi di autori che nei loro scritti hanno affrontato e raccontato il tema della pazzia, come Allen Ginsberg, Dino Campana, Gaetano Donizetti, Friedrich Wilhelm Nietzsche, Edgar Lee Masters, William Shakespeare, Voltaire Friedrich Holderlin, Edgar Allan Poe.

Roberto Sambonet, nato a Vercelli nel 1924 e morto a Milano nel 1995, è stato un importante pittore, designer e grafico. Si è formato all'Accademia di Brera e ha partecipato attivamente alla vita cittadina, frequentando l'ambiente delle avanguardie artistiche che avevano come punto di ritrovo il bar Giamaica. Ha partecipato all'avventura del gruppo dei Picassiani con Cassinari, Morlotti e Treccani. Tra il 1948 e il 1953 si è trasferito in Brasile, dove il suo linguaggio artistico ha vissuto una maturazione molto importante, che lo ha condotto verso quell'essenzialità della linea che divenne tratto fondamentale della sua opera, nella pittura, nella grafica e nella produzione di celebri oggetti di industrial design. La mostra è già stata ospitata alla Fabbrica del Vapore di Milano, al Teatro Chille de la balanza di Firenze, al Palazzo Municipale di Ferrara, al Museo in Trastevere di Roma, al Museo Ken Damy di Brescia, a Palazzo Lanfranchi di Matera, a Palazzo d'Accursio a Bologna e a Palazzo del Consiglio Regionale di Trieste.

 
 Informazioni 
Dove: Pavia - Santa Maria Gualtieri
Indirizzo: Piazza della Vittoria
Quando: da sabato 25 febbraio 2017 a domenica 12 marzo 2017
Orario: giovedì e venerdì ore 16-19, sabato e domenica 10.30-12.30 - 16-19
Note: Catalogo in mostra: Palombi Editori

 
 
Pavia, 17/02/2017 (14472)




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