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Pagina inziale » Spettacoli » Articolo n. 14291 del 26 ottobre 2016 (1923) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Ferdinando
Ferdinando

Appuntamento venerdì 4 novembre con il teatro di Annibale Ruccello e con il suo  spettacolo Ferdinando.

Nato a Castellammare di Stabia e morto in un tragico incidente automobilistico trent'anni fa, Annibale Ruccello ha infuso nel suo teatro lo sguardo attento, curioso ma profondamente rispettoso dell'antropologo. L'amore per le tradizioni e la cultura partenopea e l'interesse per la ricchezza della lingua vernacolare sono i tratti che contraddistinguono tutte le sue opere. I suoi personaggi - e in modo particolare le donne, vere protagoniste della sua poetica - sono emarginati del brulicante sottosuolo napoletano, figure che il "progresso" ha traghettato dalla cultura contadina di origine, povera ma autentica, verso una dimensione di finto benessere dai codici indecifrabili. La loro posizione emarginata traspare fortemente dalla lingua materica, sanguigna che resiste e allo stesso tempo cede ai linguaggi di consumo dei mass-media.

Ferdinando è unanimemente considerato il capolavoro dell'autore: siamo nel 1870, la fine dell'aristocratico Regno delle Due Sicilie, e l'avvento della nuova e così borghese Italia dei Savoia viene vissuto con disgusto dalla baronessa Clotilde, chiusasi in un esilio forzato nel suo letto e nel dialetto partenopeo. Da lì tiranneggia la cugina Gesualda, entrambe carceriere e prigioniere allo stesso tempo, e il parroco Don Catello, meschino, servile e ambiguo. In questo asfittico mondo di polvere e abitudini, di piccoli sgarbi e repressione arriva come una meteora il giovane Ferdinando dalla bellezza morbosa e strisciante, che diabolicamente fa affiorare tutti i desideri repressi e le pulsioni inconfessabili di quei tre esseri abbandonati dalla Storia.

La vicenda, che parte come un romanzo d'appendice, vira bruscamente al noir, quando le relazioni fra i personaggi esplodono. Il ritratto duro, impietoso, al limite del tollerabile, di questi personaggi egoisti, cinici, amorali non è privo di una sorta di umana compassione che stempera la scabrosità dei temi. 

 
 Informazioni 
Dove: Pavia - Salone Teresiano Biblioteca Universitaria di Pavia
Indirizzo: Strada Nuova 65
Quando: venerdì 4 novembre 2016
Orario: 17.00
 
 
Pavia, 26/10/2016 (14291)




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