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Pagina inziale » Musica » Articolo n. 1408 del 20 ottobre 2003 (2483) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
La musica negli U.S.A
La musica negli U.S.A

Appena tornato da un viaggio di 20 giorni in giro per gli Stati Uniti (per la precisione la East Coast; New York, Washington, Boston, New Haven-Yale, il Connecticut, il Massachussett, il Maine, il New Hampshire, il Vermont e la Virginia) molti mi chiedono ''Ma com'è la musica negli USA? Chissà cosa avrai sentito!''.

Bella domanda! Così mi sono deciso a fare una specie di bilancio musicale di questo viaggio.

Furio Sollazzi mentre si prova il cappello Di Lincoln

La prima cosa di cui mi sono accorto…è che non c'è una musica ''main stream'' ma una serie di torrenti musicali che scorrono paralleli, ignorandosi a vicenda.

Per esempio, ho passato tutto il tempo del mio viaggio in macchina ascoltando un canale di Country (che, tra parentesi, è la musica ideale per viaggiare in auto). E' chiaro che almeno il 45 % di quello che ho ascoltato non arriverà mai da noi, ma solo per una minore domanda commerciale del genere. Non è che abbia sentito cose diverse da quelle che già conosciamo.

Il genere Vintage (quello che noi definiamo ''Revival'') è sempre molto seguito. Facilissimo trovare canali che trasmettono musica anni '60 e '70 a getto continuo. La sola differenza è che là non li ascoltano solo i vecchi ''babbioni'' come me, ma anche i ragazzini.

Il Blues è diventata una musica colta istituzionalizzata, I canali televisivi trasmettono tutti i giorni documentari sulla nascita e la storia del Blues (e l'interesse è dimostrato anche dagli ultimi film realizzati da grandi registi proprio sull'argomento).

Il cosiddetto Pop si sente poco ed è relegato a momenti per teen agers. In compenso il Jazz è molto diffuso anche nelle famiglie e non è certo una musica d'elite.

Quello che ancora invade trasversalmente tutto è ancora il Rap: modificato, maturato, snaturato, ha contagiato soprattutto le pubblicità che ne hanno assunto i ritmi, la freneticità e il linguaggio. C'è gente che vende auto o frigoriferi rappando.

L'offerta discografica è sconvolgente sia per la quantità, che per la tipologia (tutti i generi sono ben rappresentati negli scaffali dei negozi), per la metodologia dell'offerta (Novità in offerta per il primo mese, ribassi sul catalogo e gran numero di usati) e anche per il prezzo decisamente inferiore a quello del mercato italiano.

Anche il numero di concerti in cui potete imbattervi è notevole ma, putroppo, è notevole anche il prezzo (in questo caso i prezzi dei concerti negli Stati Uniti sono decisamente più alti dei nostri).

In compenso vi può capitare spessissimo di entrare a bere una birra in un pub o mangiare qualche cosa al ristorante e ritrovarvi un gruppo di musicisti sconosciuti che suonano divinamente; per non parlare poi dei musicisti da strada che sono uno più bravo dell'altro.

Pavarotti durante un'esibizione

Vi potete anche imbattere in personaggi famosi come Pavarotti che ho scoltato cantare nella sala concerti di un grande magazzino a Time Square, nel centro di New York.

Sono ritornato da questo viaggio con delle novità?

No, direi di no, ma con la certezza che in quel paese la musica è trattata con un'altra dignità, seguita con maggiore interesse e vissuta in modo molto più semplice e naturale che non da noi.

 
 Informazioni 
 

Furio Sollazzi

Pavia, 20/10/2003 (1408)

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