Pavia e provincia: Pavese, Oltrepò Pavese, Lomellina, eventi, spettacoli e manifestazioni di Pavia e provincia
domenica, 15 dicembre 2019 (239) Qual Buon Vento, navigante! » Entra


 
Articoli della stessa rubrica
» Musicisti Teatranti
» The Watermill Sessions
» Tornano i Tambognola Sconnection
» Anteprima Lowlands Beyond
» Midnight in Paris - Mezzanotte a Parigi in anteprima nazionale a Pavia!
» Lowlands - Gipsy Child
» Il Nuovo EP dei Lowlands
» Anteprima Mandolin Brothers
» Durkovic presenta il nuovo album
» Aminta in anteprima a Pavia
» Spazio Blues
» In stampa il nuovo Cd dei Back
» Lennon Memorial Concert 2005
» Felicità raggiunta
» John Lennon acustico
» Ad agosto al cinema
» The Passion in Italy
» 03
» Cinema d'agosto
» Matrix Reloaded

Vedi archivio

 
Altri articoli attinenti
» Petit Cabaret 1924
» La Tempesta
» Crossroads 2019 - Il Cinema dei percorsi di fede
» Radiostrambodramma
» Un letto da favola
» Incontro con il Cinema d'Autore
» Anne Frank - Vite parallele
» Cartastorie
» I futuristi alla Guerra
» Festival del Sorriso
» Harold
» Carta Bianca a Moni Ovadia
» Ibridazioni sul mito di Frankenstein
» Ponta chi un’altra cadrega
» Home: la zona d’ombra
 
Pagina inziale » Spettacoli » Articolo n. 1400 del 15 ottobre 2003 (2201) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Prima ti sposo, poi...
Prima ti sposo, poi...

La trama è quella della classica commedia brillante americana. Stanco della solita vita Miles Massey, abile avvocato divorzista di Los Angeles, trova nell'incontro fortuito con Marilyn Rexroth l'occasione per dare una svolta alla sua esistenza. La donna ambiziosa e arrivista ha raggiunto l'indipendenza economica grazie a una serie di matrimoni e separazioni. Inizialmente l'avvocato cerca di incastrarla per evitare che il suo cliente sia costretto a pagarle gli alimenti, ma Marilyn, per vendicarsi, si ripromette di far cadere Miles ai suoi piedi.

Dalla Mostra del Cinema di Venezia 2003 ecco giungere anche a Pavia Intolerable Cruelty di Joel Coen.
Frutto del solito sodalizio dei due fratelli Coen: Ethan ufficialmente alla scrittura e produzione e Joel alla scrittura e regia, ma in realtà sempre insieme in ogni fase del processo creativo, Prima ti sposo, poi ti rovino, titolo non eccelso, ammettiamolo, dell'edizione italiana, è un grande esempio di cinema contemporaneo, che guarda con rispetto al passato.

I Coen d'altronde continuano coscientemente il loro lavoro di rivisitazione dei generi: dal noir (L'uomo che non c'era) alla commedia alla Capra (Mister Hula Hoop), dalle descrizioni del mondo hollywoodiano (Barton Fink) al gangster-movie (Crocevia della morte, ma anche il grandissimo Fargo).

Con Intolerable Cruelty viene riproposta la guerra tra i sessi che ha costituito il cuore della commedia hollywoodiana soprattutto tra gli anni Trenta e Quaranta. Ereditiere bizzose, ricchi e stupidi gentiluomini, sono i personaggi che ruotano attorno all'avvocato divorzista di Los Angeles Miles Massey (George Clooney), che è riuscito ad avere successo vincendo anche cause impossibili. Tra le sue vittime c'è Marylin Texroth (Catherine Zeta-Jones), ex-moglie di un ricco imprenditore immobiliare e inguaribile dongiovanni, che sposa intenzionalmente uomini facoltosi per poi separarsene e ottenere così gran parte del loro patrimonio dopo la causa di divorzio. Ma tra Miles e Marylin scatta l'attrazione.
L'amore vero o l'avvocato è una delle prossime vittime della donna? Intolerable Cruelty esalta così il gioco dell'inganno, in cui si ha sempre il sospetto che i personaggi siano altro da quello che appaiono.
Il meccanismo della simulazione, lo scontro acceso uomo/donna giocato su dialoghi brillanti e sull'accentuazione dei dettagli esibiti in chiave comica (i denti di Miles, i contratti prematrimoniali, gli arredi delle abitazioni eleganti dove vivono le donne divorziate amiche di Marylin) sono tra gli elementi principali di Prima ti sposo, poi ti rovino in cui il cinema dei Coen guarda alla frenesia delle commedie di Gregory La Cava, Leo McCarey e, all'eleganza di quelle di Preston Sturges ed Ernst Lubitsch.

I riferimenti nei confronti della Hollywood classica non sono per pura esibizione cinefila, operazione di plagio mascherata dalla deformazione grottesca dei protagonisti e degli ambienti, ma, come anche la bella fotografia di Roger Deakins (consueto collaboratore dei Coen) conferma, un sentito omaggio alla Hollywood che seppe far sognare generazioni e generazioni in tutto il mondo.
Un cinema del ''rimpianto'', allora, in cui soltanto la dimensione iperrealista fornisce, alla fine, una misura del tempo trascorso.

 
 Informazioni 
 

Roberto Figazzolo

Pavia, 15/10/2003 (1400)

RIPRODUZIONE VIETATA
www.miapavia.com è testata giornalistica, il contenuto di queste pagine è protetto dai diritti d'autore.
In caso di citazione o utilizzo, si prega di evidenziare adeguatamente la fonte.



MiaPavia è una testata giornalistica registrata, © 2000- 2019 Buon Vento S.r.l. - P.I. IT01858930181
Tutti i diritti sono riservati - Chi siamo - Contatti - Mining pool