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Pagina inziale » Cultura » Articolo n. 13967 del 13 maggio 2016 (3460) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
SEE SAW
SEE SAW

Dal 20 maggio al 30 giugno, in contemporanea con la mostra a Palazzo Gandini, saranno esposte alcune opere del “bestiario” di Carlo Pasini presso il Museo di Storia Naturale:  SEE SAW - Le zooicone di Carlo Pasini.

“Gli animali di Carlo Pasini, il lavoro che negli anni è diventato un vero e proprio bestiario, hanno la certezza che l'arte possa appropriarsi di tutto, anche della natura e dello stupore.

Tutto comincia ma non è certo che finisca, nella storia dell'arte non ci sono confini temporali e idee e pulsioni si rincorrono nel corso dei secoli perché alla base il concetto di Meraviglia è intessuto con i sogni di un mondo estetico che tende alla bellezza come energia interiore.
Vi sono grandi temi della storia dell’arte come il Barocco o la Metafisica in cui si va oltre la realtà fisica delle persone e degli oggetti e si attinge agli archetipi.

Tutto assume un valore assoluto, libero quindi da ogni legame con il mondo dei fenomeni. È l’arte a ritualizzarli con esperienze come quella di Pasini in cui il mondo della iperdecorazione si fonde con la struttura fisica dei corpi imbalsamati degli animali.
Attraverso una tecnica unica, originale, costruisce delle macchine visive, delle animalie, che affascinano come elementi distonici rispetto ad una realtà data per naturale.

Carlo Pasini lavora in un’ottica di ricomposizione del corpo secondo regole che non appartengono all’ordine immaginario ma soltanto estetico.
Nel suo bestiario tutto è iperbolico: il fascino degli animali come leopardi, gazzelle, coccodrilli, puma, cresce di pari passo con l’elemento della posa dinamica e delle ricomposizioni della superficie attraverso una tecnica sbalorditiva. Il pigmentare la pelle con un’infinità di puntine da disegno o spilli, ricrea un universo perduto, ridà senso al meraviglioso.

Certamente la memoria va ad altre esperienze che appartengono all’infanzia della scienza, quella che catalogava lo scibile e il visibile come le grandi raccolte umanistiche e la figura di Ulisse Aldrovandi, naturalista enciclopedico bolognese, che ha classificato l’impossibile e utto quello che nel XVI secolo era esotico e, comunque, singolare. Un tempo la meraviglia nasceva dalla distanza, dagli oceani invalicabili, da quelle terre incognite dove tutto era possibile e dove si nascondevano bestie inverosimili che sfuggivano alla catalogazione.

Le suo opere sono fuori dall’ordinario. Non a caso il simbolo della mostra è proprio il grande rinoceronte interamente ricoperto di materiali compositi che vanno dalle puntine da disegno con la testa colorata, agli spilli che formano stemmi araldici, fino a degli inserti di frammenti di marmo.
Al di là dello stupore per un’opera che richiama un’arte sfarzosa e disposta al meraviglioso come ormai nessun artista è capace di fare, vi sono molti elementi colti, per esempio, proprio l’araldica che quasi sempre ha attinto alla simbologia degli animali per recuperare valori simbolici ed esoterici.

Carlo Pasini mette insieme una capacità di attenzione manuale senza paragoni, con la lucidità di un’artista contemporaneo che conosce quello che è successo prima nell’arte e cerca nuovi stimoli e nuovi risultati.
Questa è un dimensione nuova e antica che non è consumabile, che deve essere vissuta fino in fondo, ogni volta”. (Valerio Dehò)

 
 
 Informazioni 
Dove: Pavia - Museo di Storia Naturale
Indirizzo: Palazzo Botta, piazza Botta 9
Quando: da venerdì 20 maggio 2016 a giovedì 30 giugno 2016
 

Comunicato Stampa

Pavia, 13/05/2016 (13967)




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