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Pagina inziale » Oggi si parla di... » Articolo n. 1391 del 13 ottobre 2003 (2000) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Rilevazioni mese di settembre
Rilevazioni mese di settembre

L'inflazione annua tendenziale - indice NIC per l'intera comunità - rilevata nello scorso mese di settembre è al 2,8% su base Nazionale ed è variata dello + 0,2% rispetto al mese precedente . L'indice armonizzato, sempre riferito allo stesso mese, segna un + 2,9% ed ha rilevato un aumento, per settembre, di +0,8%.

L'inflazione in Italia quindi non scende anzi, tutti i segnali congiunturali volgono al peggio a fronte di un calo della produzione e di una contrazione dei consumi.
Gli indici delle città campione confermano in settembre il dato del 2,8% con punte a Milano e Palermo che superano il 3,0%. Le tensioni sui prezzi non accennano a diminuire; non c'è segno di raffreddamento e i prezzi sono sempre sostenuti da manovre speculative.
Finalmente il Governo, gli industriali e gli stessi commercianti riconoscono l'anomalia della situazione e ammettono gli aumenti. Non c'è però accordo sulle responsabilità e tutti accusano gli altri di aver combinato i guai Gli aumenti di questi ultimi mesi stanno impoverendo le famiglie Italiane con la perdita di un consistente potere di acquisto, stimabile in 850,00 € nei 9 mesi trascorsi del 2003 che si aggiungono ai 1.400 già persi nel 2002.

In settembre sono ancora ''caldi'' i capitoli dei prodotti alimentari, degli alberghi, ristoranti e pubblici esercizi, delle bevande e tabacchi. Questi tre capitoli aumentano più del 4% ciascuno e sono quelli che spingono gl'indici al rialzo.
A livello locale si registra un ulteriore aumento dei prezzi dei ristoranti e delle consumazioni nei pubblici esercizi.
Gli stessi tre capitoli appena citati, presi in esame qui a Pavia, segnalano un aumento medio che si avvicina al 6%; e le rilevazioni complete da noi effettuate dicono che a Pavia e provincia l'inflazione è ancora in salita.
Infatti i dati rilevati in settembre dicono che il costo della vita a Pavia è superiore dello 0,7% rispetto all'indice nazionale: l'inflazione a Pavia è quindi attualmente al + 3,5% ed è invece stabile in oltrepo +3,2% e in lomellina + 3,3 % . Sono "caldi" i capitoli ": dei prodotti alimentarii, alberghi e ristoranti, i tabacchi e le bevande alcoliche e l'istruzione che da sola ha registrato un aumento del 3,5%. Alcune tensioni negative si scaricano ancora sui prodotti alimentari dove si segnalano di nuovo crescite anomale nel settore ortofrutticolo.

L'indagine di prodotto - nel settore alimentare - che da sette mesi rileva i prezzi di un paniere di merci di largo consumo, evidenzia ancora l'esistenza di spinte inflazionistiche che espongono il consumatore alla volubilità di mercato.
L'andamento degli aumenti è preoccupante e le tensioni sui prezzi della frutta e verdura oscillano in modo del tutto ingiustificato.
La frutta e la verdura sono oramai beni di lusso e il loro consumo si va contraendo in ragione di un reddito familiare che tende a restringersi.
I prodotti trasformati subiscono meno l'incidenza della intermediazione e aumentano in modo più contenuto.
I prezzi delle consumazioni ai bar e in particolare quelli delle pizzerie e ristoranti sono invece in costante aumento e la loro ascesa è segnalata da più di nove mesi.
Nei ristoranti oramai è stata raggiunta la parità di 1.000 lire uguale ad 1 € e le consumazioni al bar registrano in settembre un incremento medio del 3%.

Tra i prodotti non contenuti nel ns. paniere vale la pena di segnalare in settembre gli aumenti di: carne di coniglio + 5,0%; patate comuni + 8,5%; cipolle +13,05%; zucchine + 4% e i prodotti per la squola che sono aumentati del + 4,8% in media.

 
 Informazioni 
 

Mario Spadini

Pavia, 13/10/2003 (1391)

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