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Pagina inziale » Spettacoli » Articolo n. 13792 del 15 marzo 2016 (1934) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Decamerone, vizi, virtù e passioni
Decamerone, vizi, virtù e passioni

Dopo il successo riscosso dalla loro versione dell’Orlando furioso, Stefano Accorsi e Marco Baliani tornano a lavorare insieme con una riscrittura fatta di leggerezza e ritmo, mettendo in scena una compagnia di guitti che accompagna gli spettatori tra vizi e virtù narrati nel trecentesco Decamerone.

L’adattamento teatrale del testo boccaccesco, arriva al Teatro Fraschini dal 16 al 18 marzo. La messa in scena rientra nel Progetto Grandi Italiani con cui si propongono di portare in teatro la lingua di tre grandi italiani Ariosto, Boccaccio, Machiavelli, sfidando la complessità delle loro opere, per scoprire quanto ancora ci si possa nutrire delle loro invenzioni, dei loro azzardi, delle loro intuizioni.

«Le storie servono a rendere il mondo meno terribile, a immaginare altre vite, diverse da quella che si sta faticosamente vivendo, le storie servono ad allontanare, per un poco di tempo, l’alito della morte. Finché si racconta, finché c’è una voce che narra siamo ancora vivi. – spiega Marco BalianiPer questo ci si sposta da Firenze verso la collina e lì si principia a raccontare. La città è appestata, la morte è in agguato, servono storie che facciano dimenticare, storie di amori ridicoli, erotici, furiosi, storie rozze, spietate, sentimentali, grottesche, paurose, purché siano storie, e raccontate bene, perché la vita reale là fuori si avvicina con denti affilati e agogna la preda.
Abbiamo scelto di raccontare alcune novelle del Decamerone di Boccaccio perché oggi a essere appestata è l’intera società. Ne sentiamo i miasmi mortiferi, le corruzioni, gli inquinamenti, le conventicole, le mafie, l’impudicizia e l’impudenza dei potenti, la menzogna, lo sfruttamento dei più deboli, il malaffare… anche se le storie sembrano buffe, quegli amorazzi triviali e laidi, quelle strafottenti invenzioni che muovono al riso e allo sberleffo, mostrano poi, sotto sotto, il mistero della vita stessa, un’amarezza lucida che risveglia di colpo la coscienza, facendoci scoprire che il “re è nudo” e che per liberarci dalla peste dobbiamo partire dalle nostre fragilità e debolezze
».

Baliani costruisce per l’attore protagonista e tutto il cast un percorso attraverso sette novelle boccaccesche, rappresentate con gradevolissimo ritmo drammaturgico, facendo risuonare la voce di personaggi e storie che toccano quindi i temi più attuali.

 
 Informazioni 
Dove: Pavia - Teatro Fraschini
Indirizzo: c.so Strada Nuova, 136
Quando: da mercoledì 16 marzo 2016 a sabato 19 marzo 2016
 
 
Pavia, 15/03/2016 (13792)

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