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Pagina inziale » Spettacoli » Articolo n. 13715 del 17 febbraio 2016 (2384) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
La torrefazione del male
La torrefazione del male

Liberamente ispirato a Lo Strano Caso del Dott. Jekyll e Mr. Hide di Robert Louis Stevenson, a La tragica storia del dottor Faust di Christopher Marlowe e a Faust-Marlowe-Burlesque di Aldo Trionfo e Lorenzo Salveti lo spettacolo La torrefazione del male è una produzione della compagnia In Scena Veritas di e con Alessandro Chieregato e Giuseppe Muliere.

La messa in scena è in calendario per sabato 20, presso il Teatro Marcello Mastroianni San Martino Siccomario.

Cosa è il “Male”? Dove inizia? Dove finisce? Cosa succede nello spazio di confine che lo divide dal “Bene”? Un non luogo che diventa tanti luoghi, una scatola bianca, claustrofobica ed asfissiante, all’interno della quale la parte oscura che latita dentro di noi si manifesta prendendo corpo, parola. Costringe, ammalia, tenta.

Due attori, due colori, due maschere, infinite sfaccettature. Un momento dilatato, l’ultimo momento prima di buttarsi, che ritorna, un ritmo ossessivo incastrato in una spirale in cui il tempo si rincorre, deformato, riflesso da uno specchio incastrato nell’anima, freddo, che taglia lo stomaco. L’attimo in cui tutto appare chiaro, semplice e per questo fa paura, un urlo senza fiato che ci ricorda che non possiamo fuggire da noi stessi. 

«L’urgenza che ci ha guidato nel lavoro è l’analisi dell’attimo in cui ognuno si trova faccia a faccia con il lato oscuro, quel momento in cui la consapevolezza del male diventa palpabile. C’è un istante in cui abbandoniamo le convenzioni, la normalità e lasciamo emergere quello che cerchiamo di nascondere agli altri per paura di essere vulnerabili e inadeguati. È l’incontro tra bene e male che ci rende veri, che ci mostra per quello che siamo. 
In letteratura il tema del doppio è stato affrontato fin dall’epoca classica, il
Faust di Marlowe e Lo Strano Caso del Dr Jekyll e Mr Hyde rappresentano forse gli esempi più alti. La rilettura del Faust di Aldo Trionfo ci ha conquistati da subito perché mette a nudo emozioni e suggestioni che il lavoro di Marlowe tiene apparentemente celate.
Accostare questi capolavori può sembrare a prima vista uno sterile esercizio di stile ma, nonostante le opere siano distanti per epoca e linguaggio, hanno numerosi punti di contatto che sono stati messi in risalto grazie a un attento studio dei testi e a una consapevole riscrittura scenica. Faust e Dr Jeckyll in fondo affrontano lo stesso viaggio, mossi dalla voglia di conoscenza, un viaggio che li porterà all’autodistruzione, a soccombere di fronte alla propria fragilità
».

La struttura narrativa è completata da videoclip e animazioni grafiche studiate ad hoc; la scatola bianca si sporca di colori e immagini a voler rappresentare la proiezione dell’inconscio nella realtà, una visione distorta, piatta, che annulla la profondità dell’azione

Questa è una strana storia di antiche credenze, di miscredenze se preferite, di avvenimenti bizzarri privi di fondamento tangibile, di fatti reali su cui la mente sbalordita dell’osservatore possa soffermarsi; di avvenimenti che, secondo la logica, non potrebbero assolutamente verificarsi all’esterno delle copertine di quei vecchi grandi libri miniati a mano che trattano di magia nera.

 
 Informazioni 
Dove: San Martino Siccomario - Teatro Mastroianni
Indirizzo: Via Piemonte, 8
Quando: sabato 20 febbraio 2016
Orario: 21.00
Note: Ingresso 10,00 euro.

 
 
Pavia, 17/02/2016 (13715)

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