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Pagina inziale » Cultura » Articolo n. 13501 del 20 novembre 2015 (2001) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
A tu per tu con Medardo Rosso
A tu per tu con Medardo Rosso

Un’opera d’arte al mese, per un anno ricco di cultura. Domenica 29 novembre si terrà il nuovo appuntamento con Uno:Uno. A tu per tu con l’opera, l’iniziativa organizzata dai Musei Civici del Castello Visconteo, con il sostegno dell’Associazione Amici dei Musei Pavesi, che l'ultima domenica di ogni mese conduce alla scoperta delle collezioni dei Musei pavesi, un capolavoro alla volta.

L’appuntamento del 29 novembre è con la scultura in gesso Ritratto di Pacifico Buzio, una delle prime opere di Medardo Rosso (Torino, 1858-Milano 1928), che giunse a Pavia nel 1879 per il servizio militare e vi rimase anche oltre il congedo, fino al 1882. L'opera documenta le prime sperimentazioni di Medardo Rosso e i contatti con l'ambiente artistico locale, in particolare con il pittore Pacifico Buzio, di cui esegue un vivace ritratto in gesso, ancora parzialmente legato al gusto romantico, ma con una speciale finitura a cera, che diventerà il materiale plastico per eccellenza dello scultore.

L’opera Ritratto di Pacifico Buzio, inserita nel percorso di Scultura moderna e Gipsoteca, sarà presentata al pubblico da Susanna Zatti, direttrice dei Musei Civici di Pavia.

Si tratta di un’opera riconducibile all’attività giovanile dell’artista, tra il 1881 e il 1882 circa, sia in relazione alla sua presenza in quegli anni a Pavia e alla frequentazione del Buzio, sia in base a notazioni stilistiche.Si potrebbe presumere che si tratti di una tra le primissime sculture del Rosso – se non addirittura la prima nota – appena precedente al “Locch”: farebbero fede sia l’impianto volumetrico ancora definito e saldo, sia l’attenzione per la resa dei particolari fisionomici e della veste, sia la modellazione della materia tuttora legata al gusto romantico, elementi non più presenti nelle opere posteriori al 1882.
Medardo Rosso, chiamato alle armi ed assegnato al I Reggimento Genio, 4 Compagnia, Brigata Zappatori, giunge a Pavia nel febbraio 1879. Da documentazione archivistica (Les Archives Biographiques Contemporaines, Medardo Rosso, Parigi 1906) risulta che proprio nel periodo della leva egli si dedica per la prima volta alla scultura. Viene congedato nell’agosto del 1881 e il giorno 30 risulta lasciar Pavia per Milano senza più farvi ritorno.
Invece nell’ottobre 1882 egli è ancora residente nella città, in via Bernardino da Feltre 3; lo afferma la lettera inviata alla Commissione per il monumento a Garibaldi, in cui egli chiede una piccola dilazione di tempo nella consegna del bozzetto definitivo per il monumento, poiché in quello precedentemente presentato, dal titolo “Il Genio dell’Umanità”, non aveva potuto svolgere ampiamente il soggetto, ma dare soltanto un cenno di quanto voleva trattare. L’accertata presenza pavese oltre a spiegare i contatti con l’ambiente artistico locale, e con Pacifico Buzio in particolare, di cui Rosso farà il ritratto, ci rende consci dell’occasione che la città aveva avuto nel 1882 di dotarsi di un monumento a Garibaldi senz’altro migliore di quello realizzato da Egidio Pozzi.  
 
 
 Informazioni 
Quando: domenica 29 novembre 2015, alle ore 16.30
Ritrovo: presso la biglietteria dei Musei Civici alle ore 16.30, senza bisogno di prenotazione

 
 
Pavia, 20/11/2015 (13501)




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