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Di chiesa in chiesa
Chiesa S. Gervasio e Protasio

Si dice che sia stata la prima chiesa fondata a Pavia nel IV secolo d.C. da San Siro, evangelizzatore e protovescovo della città.
Per lungo tempo svolse il ruolo di cattedrale e ospitò le spoglie mortali del suo fondatore.
Stiamo parlando della chiesa dedicata ai Santi Gervasio e Protasio che, a dispetto delle sue illustri origini, tende ad essere un po' dimenticata da studiosi e visitatori.

L'occasione per conoscere tutti i segreti dell'antichissima basilica si potrà cogliere sabato prossimo, quando la chiesa sarà protagonista del terzo appuntamento di "Andar per chiese", il ciclo di visite guidate dedicato dalla cooperativa Progetti a quattro monumenti pavesi poco noti.

Le trasformazioni settecentesche hanno conferito all'edificio il suo attuale aspetto, intervenendo pesantemente sulla precedente architettura romanica, di cui rimangono tracce solo nel fianco sud e nel campanile.
La basilica, intitolata a due martiri milanesi del III secolo le cui spoglie furono ritrovate nel 386 da Sant'Ambrogio grazie a una visione, conserva, tuttavia, molteplici motivi di interesse e suggestione.

All'interno, la seconda cappella di sinistra custodisce l'avello di San Siro, il sarcofago in serizzo che per primo accolse il corpo del patrono di Pavia, finché nel IX secolo il vescovo Deodato ordinò la traslazione delle preziosissime reliquie nella nuova cattedrale di Santo Stefano all'interno delle mura.
Siro è il santo più famoso che ha onorato questa chiesa, ma non è l'unico. Particolarmente curiosa è la presenza nella terza cappella di destra di un urna contenente il corpo, vestito alla maniera militare, del martire di origine scozzese Guniforte. L'agiografia ci dice che è lui il santo giusto da invocare nei momenti di maggior pericolo.
Le altre cappelle sono ricche di marmi e pregevoli tele del XVIII secolo.

Dopo la traslazione del corpo di San Siro, la chiesa dei Santi Gervasio e Protasio perdette gran parte del suo iniziale prestigio, finché la ricostruzione in forme romaniche nel XII secolo la riportò in auge. Da allora, le fu annesso un monastero e un ospedale, ovvero una struttura assistenziale per bisognosi che sopravvisse fino al XVI secolo.

Nel 1760 nell'arioso piazzale antistante la chiesa fu piantato un olmo che divenne popolarissimo a Pavia con il nome di olmo del Foscolo, poiché la tradizione vuole che il sommo poeta, durante il suo soggiorno pavese, amasse sedersi sotto le fronde dell'albero, forse affascinato dalla leggenda pagana che narrava di come le streghe di notte si dessero convegno tra i suoi rami. Il mitico olmo purtroppo è stato ucciso da un fungo parassita nel 1901... Queste e altre storie sono legate alla chiesa dei Santi Gervasio e Protasio.

 
 Informazioni 
Dove: San Gervasio e Protasio. Ritrovo: sagrato della chiesa, via Severino Boezio
Quando: sabato 27 settembre 2003, ore 16.00
Partecipazione: 3 euro.

Per informazioni:
Progetti
Tel.: 0382.530150
E-mail: info@progetti.pavia.it

 

Alessandra Viola

Pavia, 23/09/2003 (1337)

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