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Pagina inziale » Cultura » Articolo n. 13280 del 21 luglio 2015 (2498) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
A tu per tu con la fanciulla che scrive...
A tu per tu con la fanciulla che scrive...

Nuovo appuntamento con Uno:Uno. A tu per tu con l’opera, l’iniziativa organizzata dai Musei Civici del Castello Visconteo, con il sostegno dell’Associazione Amici dei Musei Pavesi, che l'ultima domenica di ogni mese conduce alla scoperta delle collezioni dei Musei pavesi, un capolavoro alla volta.

L’appuntamento del 26 luglio è con Fanciulla che scrive, gesso dello scultore pavese Giovanni Spertini (Pavia, 1821 – MIlano, 1895), copia dell’originale in marmo realizzata dall’artista nel 1867 per l’Esposizione Permanente di Belle Arti di Brera, e oggi custodita presso la Galleria d’Arte Moderna di Milano.

Spertini ritrae la Fanciulla in un ambiente domestico borghese, intenta a scrivere una lettera, e la coglie nell’intimità del gesto, soffermandosi sull’ambito privato della sfera emotiva.

Nell’opera si legge una cura minuziosa per i dettagli, e l’attenzione al vero è esemplare nella resa dei capelli, del ciuffo che ricade sulla scollatura della veste ricamata, nelle maniche, nelle frange del cuscino che ricopre lo sgabello e nei piedi che sbucano dalla veste. Il gesso, attualmente inserito nel percorso della Quadreria dell’Ottocento, sarà presentato al pubblico da Silvia Salvaneschi – Musei Civici di Pavia.

Presso i Musei Civici di Pavia sono conservate sedici statue in gesso firmate dello scultore pavese Giovanni Spertini: busti che ritraggono personaggi illustri come Victor Hugo, Camillo Cavour e Gustavo Modena, altorilievi, medaglioni raffiguranti Enrico Cairoli e Antonio Mantovani, un bozzetto per il monumento a Mazzini e sei sculture di grandi dimensioni.
Giovanni Spertini s’inserisce nel gruppo della Scuola lombarda che a metà del secolo si riuniva nella città di Milano e realizzava opere di sapore borghese, in netta contrapposizione al gusto classicista.
La fanciulla che scrive dello scultore pavese, ritratta in un ambiente domestico borghese, intenta a scrivere una lettera. L’eleganza della ragazza traspare nella grazia con cui lo Spertini comunica l’intimità del gesto, dell’ambiente privato e della sfera emotiva. L’attenzione al vero è esemplare nella resa dei capelli, del ciuffo che ricade sulla scollatura della veste ricamata, nelle maniche, nelle frange del cuscino che ricopre lo sgabello e nei piedi che sbucano dalla veste.

La Fanciulla che scrive è una copia in gesso, firmata e datata dallo scultore, dell’originale in marmo che fu esposto all’Esposizione Permanente di Belle Arti a Brera nel 1867 ed è oggi custodito presso la Galleria d’Arte Moderna di Milano. Il gesso, donato dalla vedova dell'artista, Teresa Rarioli Spertini, nel 1895, è al momento collocato nella sezione della Quadreria dell’Ottocento dei Musei Civici di Pavia, dove dialoga idealmente con il Pudore di Quintilio Corbellini e l’Innocenza di Vincenzo Luccardi.
 

 
 Informazioni 
Quando: domenica 26 luglio 2015, alle ore 16.30
Dove: presso la biglietteria dei Musei Civici,  senza bisogno di prenotazione
Iingresso: gratuito per tutti i possessori della MY MUSEUM CARD, la carta che (al prezzo di 18 euro) apre le porte dei Musei Civici del Castello Visconteo per 365 giorni: una vera e propria tessera fedeltà – annuale e nominale – che consente l'accesso illimitato alle collezioni museali e alle mostre organizzate dai Musei Civici, la partecipazione gratuita a tutti gli eventi collaterali e riduzioni speciali per le mostre delle Scuderie e gli acquisti al bookshop. Per chi non fosse in possesso della MY MUSEUM CARD, l'iniziativa è aperta al costo simbolico di 1 euro: un piccolo contributo  alla salvaguardia del patrimonio artistico e culturale della città.

 
 
Pavia, 21/07/2015 (13280)




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