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Pagina inziale » Cultura » Articolo n. 13239 del 30 giugno 2015 (2760) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Bernini Borromini e la colomba scomparsa
Bernini Borromini e la colomba scomparsa

Sara Pierantoni e Amalia Olia Pisani presentano il libro Bernini Borromini e la colomba scomparsa fresco fresco di stampa, ed opera prima della "nostra" Sara Pietrantoni che merita i complimenti - non si tratta di una Cicero pro domo sua visto che l'autrice è storica dell'arte e colonna portante dell'Associazione - ma perché si tratta di un libro ben strutturato e ben scritto.

Un giallo per ragazzi ambientato nella Roma del Seicento che fa interagire Bernini, Borromini, e l'aiutante Giannetto, impegnati nella ricerca della colomba dell'obelisco di piazza Navona misteriosamente scomparsa.
"Scrivere, lo sai, è una delle mie più grandi passioni e scrivere per Arte e Arti è per me irrinunciabile...però ad un certo punto mi è venuta voglia di lasciare un po' più di spazio alla fantasia, e passare da articoli e recensioni ad una storia che, seppur con un fondamento reale, è in realtà inventata di sana pianta. È stato un gran divertimento vedere nascere i personaggi pagina dopo pagina, farli battibeccare, litigare e poi rappacificare."

Come hai costruito la trama?
"Sono voluta partire da un periodo della storia dell'arte romana che conosco bene: il Seicento, la grande esplosione dell'arte barocca e la nota rivalità tra due maestri assoluti del periodo, entrambi grandiosi ma diversissimi tra di loro. Uno è Bernini, piacione, estroverso, amico di papi e cardinali, un predestinato che quasi naturalmente si è imposto sulla scena artistica romana del secolo, a tal punto che quando si pensa al Barocco si pensa a lui. L'altro, Borromini, più scontroso e malinconico, ma autore di meraviglie assolute come sant'Ivo alla Sapienza e san Carlino alle Quattro Fontane. L'idea era quella di vederli insieme in uno dei momenti più delicati della carriera di entrambi, quando Bernini soffia a Borromini la commissione della fontana dei Quattro Fiumi a piazza Navona. Da lì mi è venuta l'idea di mettere la fontana al centro di un giallo, di un furto che solo loro due, insieme per forza, avrebbero potuto risolvere."

In realtà nel libro c'è anche lo zampino di donna Olimpia...
"Volendo rendere la storia più realistica possibile non poteva mancare la Pimpaccia, la cognata di papa Innocenzo X da tutti considerata come la vera papessa di Roma; Olimpia avrà in effetti, assieme a Giannetto - il giovane scalpellino aiutante di Borromini - un ruolo determinante nello scovare il colpevole."

È un libro pensato solo per bambini?
"Ho lavorato per molto tempo come guida per gruppi di bambini e ragazzi e mi ha sempre stupito la loro capacità di osservazione, le loro domande mai casuali e il vero senso di stupore e meraviglia che sanno mostrare davanti a quadri e monumenti. Volevo scrivere qualcosa che potesse parlare loro di due grandi artisti e della loro rivalità, ma senza che questo potesse risultare troppo accademico o noioso. È nata quindi la figura di Giannetto, un ragazzino di dodici anni che lavora da scalpellino nel cantiere di san Giovanni in Laterano. È attraverso di lui che il lettore si avvicina alla storia, conosce meglio Borromini ed entra nelle stanze segrete di donna Olimpia. È sempre lui a fare da paciere tra il suo maestro e Bernini nelle loro liti quasi quotidiane...insomma, Giannetto fa da mediatore tra noi e la trama, ed il fatto che sia poco più che un bambino permette a bambini e ragazzi di identificarsi con lui, e sentirsi parte della storia della città. Detto questo, rileggere il libro prima della pubblicazione, dopo averlo lasciato per un po' in un cassetto, mi ha davvero divertito...diciamo che allora lo possiamo considerare come una favola adatta a tutte le età, anche a quei bambini di trenta o sessant'anni che hanno voglia di un po' di leggerezza.”

Per chi parteggi tra Bernini e Borromini?
È difficile dirlo: caratterialmente forse il secondo mi è più vicino, ma come si può resistere ad uno sbruffone geniale come Bernini? Come scegliere tra la fontana dei Quattro Fiumi ed il chiostro di San Carlino? I due, così diversi, si completano e sono due facce della stessa medaglia, sarebbe quindi impossibile privilegiare uno rispetto all'altro.

Cos'ha di diverso piazza Navona oggi rispetto al Seicento
 "Dal punto di vista architettonico ed artistico in realtà non ci sono differenze così grandi: certo, un tempo la piazza era sede di uno dei maggiori mercati cittadini, e d'estate era teatro di giochi d'acqua che sono nati proprio nel Seicento. Considerato questo, oggi fa piangere il cuore vedere abusivi che vendono ogni genere di paccottiglia ai passanti, o turisti con i piedi nell'acqua nelle calde giornate estive...ci vorrebbe maggior cura, qui come nel resto della città, per il nostro patrimonio, ed una maggiore consapevolezza da parte non solo dell'amministrazione pubblica, ma anche del singolo cittadino che non si rende conto di essere parte integrante della società civile...dovremmo insomma essere più consapevoli di essere parte di una storia che non è nostra, ma che ci è stata lasciata in eredità e che dobbiamo conservare al meglio per chi verrà dopo di noi". (cit. Cinzia Colzi)

 
 Informazioni 
Dove: Biblioteca Civica Bonetta, Piazza Petrarca, 2 - Pavia
Quando: sabato 4 luglio, ore 18.30

 
 
Pavia, 30/06/2015 (13239)




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