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Pagina inziale » Tavola » Articolo n. 130 del 23 aprile 2002 (3364) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Bevande analcoliche
Bevande analcoliche

Nel regolamento in discussione ci sono gravi rischi per le scelte dei consumatori. Nei primi giorni della prossima settimana la Conferenza Stato Regioni discuterà uno schema di regolamento per disciplinare la produzione e commercializzazione delle bevande analcoliche.

Lo schema in discussione, se non verrà modificato, introdurrà norme che trarranno in inganno i consumatori e consentiranno ai produttori modifiche significative degli attuali schemi di lavorazione.

La legge 286/61, stabilisce infatti che tutte le bevande analcoliche che si richiamano alla frutta per loro denominazione, debbono contenere frutta in misura non inferiore al 12 per cento.

Nello schema del Regolamento, il Ministero ha ridotto questo limite al 10 per cento minimo di essenza di agrumi per le aranciate, eliminando qualsiasi obbligo per tutte le altre bevande (pesca, limone, pompelmo, ananas, ecc.) le quali, pur richiamando in etichetta altre varietà di frutta, come ad es. pesca, pera, limone, pompelmo, ananas, ecc., non contengono alcun goccio di frutta.

L'eliminazione completa e la riduzione del contenuto di frutta nelle bevande, oltre a costituire un gravissimo danno alle produzioni ortofrutticole italiane, rappresentano un inganno per i consumatori, soprattutto i più piccoli abituati a consumare succhi con contenuto di frutta e non dei suoi surrogati.

Federconsumatori si è già pronunciata contro questo schema di regolamento per le bevande analcoliche che secondo noi è lesivo dei diritti dei consumatori e non escludiamo , qualora venisse approvato, di impugnarlo davanti al Tar del Lazio.

 
 Informazioni 
 

Mario Spadini

Pavia, 23/04/2002 (130)

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