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Pagina inziale » Cultura » Articolo n. 12918 del 16 febbraio 2015 (2140) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Piero Maccaferri – Sguardi d’artista
Piero Maccaferri – Sguardi d’artista

Sabato prossimo, allo Spazio b, nella storica cornice di Palazzo Sanseverino di Vigevano, sarà inaugurata la mostra Piero Maccaferri – Sguardi d’artista, un omaggio al vivace percorso artistico ed esistenziale dell’artista cilavegnese scomparso nel 1992 che, con Carlo Zanoletti, fu assoluto protagonista della straordinaria stagione pittorica vigevanese tra gli anni ‘60 e ‘80 ed appassionato insegnante d’arte.

L’universo pittorico e poetico, per certi versi essenziale ed intimistico, del maestro è evocato in questa mostra attraverso una selezione di opere che ci trasportano nel suo modo di esser stato pittore, nell’attaccamento a un mestiere antico, basato sul rispetto delle radici e della tradizione, sulle quali si sono innestate una notevole carica innovativa personale di innegabile perizia tecnica e di originale cifra stilistica.

Un’arte che affonda le radici in una dimensione legata alle straordinarie esperienze della pittura internazionale (Cezane, Braque, Picasso, Sonia Delaunay) e ad un’interpretazione permeata da un senso di poesia, perché Maccaferri era poeta quando dipingeva, un poeta con il talento di fare partecipe lo sguardo dello spettatore ad un mondo di sensazioni, emozioni e sentimenti comuni in sintonia con i tempi e, insieme, universale.

In molte sue opere si avverte il fascino composto di un artista che “parla” di sé attraverso il segno; frantuma la figurazione in un orizzonte informale, scioglie, amalgama, smaterializza, costruisce e fa respirare il suo pensiero in continuo movimento, dove la vita stessa, le esperienze ed i sogni diventano giostra di colore e pennellate di uomini e donne, paesaggi, nascite e distruzioni, fra passato e presente in una continua ricerca di aspirazioni e contemplazioni dove il tratto ha subìto più volte una trasformazione così come la vita stessa, attraverso le esperienze, trasforma l’indole umana. 

Piero Maccaferri (1916-1992) nasce a Cilavegna Lomellina (PV). Frequenta l'Accademia di Brera, dove ha come maestri i pittori Aldo Corpi e Achille Funi e l'incisore Benvenuto Disertori. Giovanissimo, nel 1940 partecipa al Premio Hayez, vincendo il 1° Premio.
Chiamato alle armi in Nord Africa, nel 1941 viene tenuto prigioniero dagli Inglesi ad Alessandria d'Egitto; qui realizza grandi dipinti murali, ritratti e partecipa, nel 1945, persino alla realizzazione di scenografie per il film "Cesare e Cleopatra" del regista Gabriel Pascal. Tornato in Italia, nel 1947 organizza la sua prima personale alla Galleria Borromini di Milano, dove espone la serie di opere da lui definite del "periodo rosso". Questa sarà la prima di una lunga serie di mostre a lui dedicate, organizzate in tutta Italia durante tutta la sua carriera. Nello stesso anno si sposa con Teresa, con la quale avrà le due figlie Carla e Antonella e inizia la sua professione di insegnante di disegno. Attento alla valorizzazione della cultura artistica locale, fonda a Vigevano, con gli amici Merlo, Belmontesi, Franzoso, Zanoletti e altri, il gruppo "Il Sagittario", fucina di giovani e promettenti pittori, e a Mortara, con l'amico Giancarlo Costa, il "Circolo Culturale Lomellino". Gli vengono conferiti numerosi riconoscimenti, quali il Premio Hayez (1940), il Premio Italnord "Calzolaio d'Italia" a Vigevano (1964), il 1° premio per l’incisione alla Mostra d'arte figurativa "Cantico delle creature" di Assisi (1964), la Medaglia d'oro del Senato (1965) e la Medaglia d'oro del Presidente del Consiglio (1966). Si spegne, dopo una breve malattia, a Cilavegna il 29 giugno 1992.
 
 Informazioni 
Dove: Corso della Repubblica, 19 presso Studio b – Vigevano
Quando: dal 21 febbraio (inaugurazione ore 17.00) all’8 marzo 2015, nei seguenti orari: sabato e domenica, dalle 16.00 alle 19.30. 
Ingresso libero

 
 

Comunicato Stampa

Pavia, 16/02/2015 (12918)




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