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Pagina inziale » Cultura » Articolo n. 12891 del 5 febbraio 2015 (1906) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Hanno memoria le querce
Hanno memoria le querce

Nell’ambito della mostra Trame di Guerra (in corso al Castello Visconteo di Pavia fino al 15 febbraio), Massimiliano Gatti e Massimo Leonardi hanno presentato il lavoro fotografico e video intitolato “Hanno memoria le querce”, realizzato in terra piacentina recuperando, tra l’altro, alcune testimonianze dirette di partigiani ancora viventi.

Si tratta di un importante sforzo di elaborazione di Memoria, messo in campo anche attraverso una lettura artistica non codificata da canoni consolidati.
Gli operatori e i ricercatori del Museo della Resistenza Piacentina, un’esperienza plurale che da cinque anni lavora su diversi aspetti della lotta di Liberazione, cercheranno di dare una cornice narrativa al lavoro di Gatti e Leonardi, mettendone in luce il processo ideativo, gli spunti, le modalità, i rapporti umani che hanno contraddistinto tutto il percorso creativo.
I personaggi protagonisti del video e i frammenti di paesaggio, oltre che le testimonianze di cultura materiale che sono la ricchezza del Museo piacentino, verranno contestualizzati inserendoli nel loro ambiente narrato.
L’obiettivo è quello di fornire una corretta lettura dell’esperienza della Resistenza in quel lembo di terra al di là del Po, fornendo una ulteriore chiave interpretativa dell'opera artistica.

Hanno memoria le querce è stato realizzato nelle zone dell'Appenino Emiliano intorno a Sette Sorelle, nei pressi di Castell'Arquato, dove si è formata una tra le prime bande partigiane dopo l'8 settembre del '43, alla guida del Comandante lo Slavo. La banda si è formata spontaneamente e ha raccolto, nel tempo, tutti i ragazzi che o traditi dal regime o per ideali politici ed etici hanno disertato la leva e si sono rifugiati in montagna per combattere le truppe nazi fasciste.

La parte fotografica del progetto artistico si costituisce, a sua volta, di due serie. Una serie di immagini di paesaggio realizzate in bianco nero e infrarosso nei luoghi dove si muoveva la brigata dello Slavo. La mia idea è quella di utilizzare una tecnica di derivazione militare, di fatto usata nella fotografia aerea per scovare nella boscaglia i ribelli e le loro installazioni e perché, da un punto di vista estetico e concettuale, restituisce immagini molto bianche, molto sbiadite, come ricordi slavati che svaniscono poco alla volta nella
memoria. In stretto dialogo con le immagini di paesaggio, ho realizzato un'ulteriore serie ritraendo oggetti appartenuti ai combattenti della Resistenza, dalle armi ai vestiti che facevano parte di una divisa improvvisata, gavette e strumenti che rivelano il lato più quotidiano dell'esperienza che hanno vissuto i giovani soldati che hanno combattuto per l'Italia e la sua Costituzione. Il gioco di contrasti tra le due serie di immagini, una molto chiara e opalescente e l'altra molto netta e nera, è molto intenso da un punto di vista
visivo, questo effetto è esso stesso figura delle diverse interpretazioni che si sono accumulate negli anni sulla Resistenza e i suoi protagonisti.
Il video, realizzato da Massimo Leonardi, invece, raccoglie le testimonianze dirette delle ultime querce che ancora possono raccontare quei momenti. L'idea è di raccogliere dei veri e propri flussi di coscienza, per ottenere questo effetto, le interviste sono state lasciate molto libere, quasi senza porre domande, sono state raccolte testimonianze molto sincere che descrivono momenti sciolti, senza un rigore particolare, nell'ottica di ricreare e raccogliere brandelli di ricordi, nel tratteggio di piccoli quadretti di un tempo in cui la
politica era ancora un ideale.
Per capire da dove veniamo e dove siano le origini e le radici della nostra Costituzione, come dice Calamandrei, siamo saliti in montagna.
 

 
 Informazioni 
 Quando: Sabato 7 febbraio, ore 16.30
Dove: Castello Visconteo di Pavia
Ingresso: libero

 
 
Pavia, 05/02/2015 (12891)




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