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Pagina inziale » Cultura » Articolo n. 12854 del 19 gennaio 2015 (3463) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Parole e musica raccontano la Shoah
Parole e musica raccontano la Shoah
Le celebrazioni per la Giornata della Memoria, che coinvolgono tutto il Paese nel ricordo della tragedia della Shoah vedono anche quest’anno Pavia partecipe con una proposta che si articola su tre occasioni di riflessione curate dall’Associazione Culturale Musicale Il Demetrio e concepite specificamente per le scuole.
 
Si comincia venerdì 23 gennaio con Son morto...che ero bambino
 
Lo spettacolo, ideato per le scuole medie e superiori, della durata di circa un’ora, viene proposto con l’ausilio di immagini, canzoni, poesie.
Nel 1940 la Gestapo prese il controllo di Theresienstadt (Terezìn) e nel 1941 l’intera città divenne un Lager, la cui funzione principale era quella di collettore per le operazioni di sterminio degli ebrei.
Propagandisticamente venne presentato come il modello nazista di insediamento per ebrei, ma di fatto era un campo di concentramento e di transito per gli ebrei destinati ad Auschwitz e ad altri campi di sterminio. Sono stati raccolti disegni e poesie creati dai moltissimi bambini che hanno trascorso lì i loro pochi anni di vita. Le immagini relative ai disegni e la lettura di quelle poesie verranno proposte ai ragazzi durante lo spettacolo, intervallando questi momenti con le canzoni proposte dal Sacher Quartet, scelte tra quelle del loro repertorio che appartengono agli anni dell’immediato dopoguerra, insieme ad alcune, più recenti ma universalmente note, come Auschwitz e La vita è bella.
 
Sognavamo nelle notti feroci sarà l’appuntamento di lunedì 26 gennaio che tratterà il mondo dell’ebraismo europeo attraverso le musiche Klezmer.
 
Riprendendo la tradizione dei narratori ebraici e facendo propria la lezione di Mendel Teichmann, il cantore dell’universo chassidico, Fred Wander restituisce un volto unico e inconfondibile alle tante anonime vittime, tracciando un quadro vivissimo di quel mondo dell'ebraismo europeo destinato a scomparire nel più tragico dei modi.
Arrangiamenti ed esecuzione delle musiche saranno a cura di Royklezmorim.
 
Infine, mercoledì 28 gennaio, l’incontro con Giorgio Sacerdoti chiuderà il ciclo con Nel caso non ci rivedessimo
 
Giorgio Sacerdoti (Nizza 1943) - professore di Diritto internazionale all’università Bocconi, avvocato e presidente del Cdec, Centro di documentazione ebraica contemporanea di Milano - è il figlio maggiore di Ilse Klein Sacerdoti, tra i protagonisti delle vicende che il libro ricostruisce inquadrando le oltre cento lettere famigliari inedite scritte tra il 1938 e il 1945. La prima edizione del libro con le lettere in originale è stata pubblicata nel 2010 in Germania (Falls wir uns nicht wiedersehen), dove ha ricevuto favorevoli recensioni ed è stata presentata tra l’altro al Museo ebraico di Berlino e agli Istituti italiani di cultura di Colonia e Francoforte in occasione della Giornata della Memoria.
Nel caso non ci rivedessimo…” sono le parole purtroppo profetiche dell’ultima lettera spedita da Siegmund Klein alla figlia Ilse in Italia dal nascondiglio di Amsterdam pochi giorni prima del suo arresto da parte della Gestapo nell’ottobre 1943.
 
 Informazioni 
Son morto...che ero bambino
Dove: Teatro delle Canossiane corso Garibaldi 60 - Pavia
Quando: venerdì 23 gennaio 2015, ore 9.15 e 11.15
 
Sognavamo nelle notti feroci
Dove: Aula magna Istituto Volta Via Abbiategrasso 38 - Pavia
Quando: lunedì 26 gennaio 2015, ore 10.15
 
Nel caso non ci rivedessimo
Dove: Teatro delle Canossiane corso Garibaldi 60 - Pavia
Quando: mercoledì 28 gennaio 2015, ore 10.30
 

La Redazione

Pavia, 19/01/2015 (12854)

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