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Pagina inziale » Turismo » Articolo n. 12760 del 18 novembre 2014 (2382) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
A tu per tu con Vincenzo Foppa
A tu per tu con Vincenzo Foppa

Torna Un’opera d’arte al mese: l’appuntamento è fissato per domenica 23 novembre con la Pala Bottigella di Vincenzo Foppa (Brescia, 1427/ 30 - 1515/ 16), uno dei capolavori della Pinacoteca Malaspina di Pavia, di recente restauro. Il dipinto sarà presentato al pubblico da Caterina Zaira Laskaris.

I nostri Musei sono ricchi di arte, di storia e di opere di straordinario valore, a volte non sufficientemente conosciute anche nella nostra stessa città – dichiara l’Assessore alla Cultura Giacomo Galazzo –. Questa bella iniziativa apre le porte dei musei e lo fa in un modo nuovo e originale, tentando di invogliare il visitatore a tornare periodicamente a visitarli proprio perché luogo di esperienze artistiche sempre nuove e stimolanti.
La Pala Bottigella sarà affiancata fino al 21 dicembre 2014 da un video focus che consentirà di approfondirne l'iconografia, la storia dei  committenti, la provenienza, privilegiando il contatto diretto con l'opera e una fruizione "slow".
 
Il dipinto, uno dei capolavori della Pinacoteca Malaspina di Pavia, fu realizzato per volere di Giovan Matteo Bottigella e destinato all’altare della cappella gentilizia della famiglia Bottigella nella chiesa del convento domenicano di San Tommaso a Pavia, dove si conservava il corpo miracolosamente intatto della beata Sibillina de’ Biscossi.

Nel 1786, in seguito alla soppressione del convento, il dipinto e tutti i beni mobili vennero ritirati dall’erede Baldassarre Bottigella. Nel 1887, gli ultimi eredi della famiglia, Siro e Luigi Vico, donarono la pala alla Civica Scuola di Pittura di Pavia, che la cederà al Museo Civico di Storia Patria, in occasione di una permuta tra dipinti antichi e moderni delle due istituzioni.

La tavola raffigura la Madonna in trono col Bambino che volge le braccia verso il committente Giovan Matteo Bottigella, inginocchiato, caratterizzato da una preziosa veste damascata dalla quale spuntano appena le mani a reggere il copricapo. Alle spalle del Bottigella, in atto di presentarlo alla Madonna, sono posti il beato Domenico di Catalogna, fondatore del nuovo Ospedale San Matteo di Pavia, morto tra il 1477 e il 1478, san Matteo e san Giovanni Battista.

L'opera riveste un ruolo di capitale importanza nel panorama della pittura lombarda rinascimentale, dal momento che costituisce uno dei primi esempi in area regionale di una grande pala a superficie unica, nella quale i personaggi sono raggruppati in uno spazio reso unitario dall’uso della prospettiva, anziché divisi in scomparti, come succedeva nei polittici tardogotici. La Pala Bottigella attesta inoltre la straordinaria capacità di Vincenzo Foppa di tradurre in termini più naturali le figure, come si rileva dall’inedita vivacità con cui il Bambino si sporge dal grembo materno per giocare con il copricapo che il committente tiene tra le mani.

In vista dell'impegnativo intervento di restauro che ha interessato la pala (sia sul fronte, sia sul retro, con l'eliminazione della vecchia parchettatura) tra il 2008 e il 2010, sono state eseguite nuove riflettografie e analisi dei pigmenti mediante fluorescenza x condotte dall'Istituto Nazionale di Ottica (INOA) di Firenze e dall'Ente per le Nuove Tecnologie, l’Energia e l’Ambiente (ENEA) di Roma. Le analisi, oltre a caratterizzare i materiali originali e quelli introdotti nei successivi restauri, “hanno dimostrato che i due beati ai lati della pala non sono stati dipinti sopra le figure retrostanti”: sembrerebbe dunque da escludere l’ipotesi che in un primo momento i beati Domenico da Catalogna e Sibillina Biscossi non fossero stati previsti.
Molto interessanti i risultati della riflettografia, che ha rivelato per il committente una precedente impostazione di tre quarti rispetto a quella di profilo (come dimostra il disegno preparatorio del piede destro del Bottigella in forte scorcio davanti alla pedana del trono), e per Bianca Visconti uno splendido abito di broccato bianco maggiormente aderente al corpo e stretto alla vita, poi coperto da una stesura successiva più scura. Tale cambiamento sarebbe stato apportato dopo la morte di Bianca Visconti, avvenuta il 27 marzo 1486, su richiesta di Giovan Matteo e del figlio Filippo, per coprire l’immagine della defunta con una veste più severa.  
 
 Informazioni 
Dove: Musei Civici del Castello Visconteo - Pavia
Quando: domenica 23 novembre, ore 16.30, e fino al 21 dicembre 2014
La visita e l’ingresso ai musei sono gratuiti e senza prenotazione. Si terranno alle ore 16.30; ritrovo presso la biglietteria dei Musei civici 

 
 
Pavia, 18/11/2014 (12760)




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