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Pagina inziale » Cultura » Articolo n. 12723 del 3 novembre 2014 (2302) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Frammenti di un territorio
Frammenti di un territorio

Si intitola Frammenti di un territorio la personale dello scultore Sergio Alberti, protagonista della mostra, il cui sottotitolo è Opere in bronzo e carta 1981-2014, che si propone come un’antologica dell’artista pavese, e dai primi lavori – GerminatoioStruttura orizzontale – conduce fino ai più recenti Tracce di un territorio e Tracce senza fine, in un viaggio tra le carte, che rappresentano lo scheletro, l’anima, il presupposto della scultura, il suo fantasma, e le opere in bronzo, il metallo nobile, che calca a pennello le esperienze plastiche.
Filo conduttore è la poetica del frammento, attorno a cui ruota tutta la produzione di Alberti.

Osservando tutti insieme i lavori esposti in questa mostra – dichiara Giacomo Galazzo, Assessore alla Cultura del Comune di Pavia –, si rimane colpiti dalle stratificazioni materiche e concettuali che caratterizzano l'approccio creativo di Alberti, sempre sostenuto da un attento studio dei rapporti spaziali che lo ha portato a progettare anche elementi di arte sacra contemporanea e importanti opere pubbliche. Tra queste, vale la pena ricordare la scultura di dimensioni monumentali realizzata nel 2010 in seguito al concorso internazionale bandito per celebrare i 70 anni dell'Ospedale Niguarda Ca' Granda di Milano: un "Raggio di sole" che illumina la nuova ala dell'Istituto di cura milanese, affiancandosi alle opere storiche di Francesco Messina, Arturo Martini e Mario Sironi presenti negli stessi spazi.

 “Ho buttato a terra la forma e sono ripartito dai frammenti”, dice Sergio Alberti: la terra, il grumo materico sono il suo territorio di ricerca, e le sculture ricordano reperti archeologici, con le ferite del tempo ben in vista; una sorta di archeologia della materia. È un gioco per Alberti, e la materia un volume con cui giocare: da creare, spaccare, e scoprire cosa si nasconde tra le crepe e i frammenti. L’artista si serve della terra come di un referente, una metafora da usare e poi annullare. La sceglie perché è il deposito delle nostre memorie quotidiane: impregnata di storia, in una sequenza stratificata. È Materia Madre e Matrice.

Alla frantumazione affianca poi un discorso sulla stratificazione. Esplora gli strati della materia scavando nel sotterraneo, alla ricerca di tracce, di memorie; recupera, ripesca quotidianamente quanto celato, prima che muti, distorto dal tempo. Il suo annientamento, l’azzeramento plastico nasce proprio da questo gioco, che in fondo è una provocazione primordiale: scavare, navigare nella materia, reale e metaforica.
Quello di Alberti è un itinerario nella materia frammentata e stratificata, che dà vita a nuova materia, nuovi ricordi e memorie. Ogni frammento è matrice per quello che verrà; la scultura inventa così la propria storia.

 
 Informazioni 
Dove: Sala mostre del Castello Visconteo, Viale XI Febbraio 35, Pavia
Quando: da sabato 8 novembre (inaugurazione ore 18) e fino a domenica 7 dicembre 2014.
Orari: da martedì a domenica 10 – 17.50; dal 1°dicembre 9 – 13.30 

 
 
Pavia, 03/11/2014 (12723)




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