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Pagina inziale » Cultura » Articolo n. 12628 del 19 settembre 2014 (3026) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Zoomorfie, altro e tutt’altro
Zoomorfie, altro e tutt’altro

Si intitola Zoomorfie, altro e tutt’altro la personale dell’artista pavese Gian Carlo Carena (classe 1942), che inaugura sabato 27 settembre 2014, alle ore 18, nello Spazio per le arti contemporanee del Broletto di Pavia, la mostra presenta fino al 5 ottobre 2014 un’accurata selezione di opere, a ripercorrere il percorso pittorico di Carena.

Prima architetto, poi pittore, Carena è abile sperimentatore di tecniche e materiali, e passa con grande maestria dalla matita all’acquerello, alla tempera, all’olio e acrilico. I soggetti dei suoi lavori – animali, frutta e fiori, sempre ritratti in maniera più evocativa che realistica, stilizzati – sono presentati su un tavolo, quello dell’architetto, che, a volte coperto da una tovaglia colorata, a volte nudo, “simboleggia il limite della nostra vita, con un fondo di ironia, unito all’angoscia”, spiega l’artista.

Cavalli e cavalieri, galline, pesci, tori sbuffanti, figure umane dalla grande fisicità – scrive Francesca Porreca nel testo di presentazione della mostra –sono solitamente raffigurati sul palcoscenico di un tavolo da progettazione architettonica, inevitabile rimando agli studi e all'attività professionale dell'autore. Il piano bidimensionale, tratteggiato con lineare semplicità, diventa il fondale perfetto per visioni oniriche e al tempo stesso ironiche, in cui convivono presenze talvolta anacronistiche, animali da cortile e tecnologie, citazioni storiche e fumetti.
L'artista tralascia lo studio prospettico per scandire invece lo spazio attraverso linee che si intersecano e guidano lo sguardo alla scoperta delle enigmatiche suggestioni racchiuse nella sua pittura, ma non rinuncia alla tridimensionalità dei corpi e degli oggetti, sottolineata dalle ombre colorate. Il colore abilmente dosato è in effetti l'altro elemento vitale di queste opere, in alcuni casi raggrumato in impasti più densi e con improvvise accensioni che spiccano sui neri profondi, in altri steso in campiture geometriche e modulato in gradazioni armoniose, perfette per accogliere i passi svelti di una gallina blu o le composizioni di fiori e frutta in via di maturazione.

Figure umane e figure animali, unite da una sottile, lirica inquietudine, in un continuo rincorrersi ed insieme estraniarsi, dentro un contesto intimista, mute presenze di un mondo sospeso – scrive Stefania Ghiglione nel testo di presentazione alla mostra –. Il gioco intelligente ed ironico di osservazione di oggetti ed eventi, osservazione affettuosa, con purezza infantile, anche se all’apparenza distaccata, ed il richiamo al rispetto della Natura nella bellezza della sua semplicità, si esplicano con il tratto delicato delle composizioni, “quasi per non disturbare oltre, anzi, quasi per rendere essenziale ed "essenzialmente magico" ogni elemento. Ricordi, fantasie, forse anche timori.
Cavalli e cavalieri, vegetali, animali, paesaggi, stilizzati e silenziosi, persino fumetti, e poi ancora raffinate ed eleganti sagome, con lo sguardo assorto verso orizzonti a noi sconosciuti. Qui lo spazio e le campiture di colore divengono elementi evocativi e concreti come gli altri, riflettendo la formazione professionale dell’artista, la sua geometria segreta
.  

 
 Informazioni 
Dove: Spazio per le arti contemporanee del Broletto, Piazza della Vittoria, Pavia
Quando: dal 27 settembre al 5 ottobre 2014
Orari: dal martedì al venerdì 16.30 - 19.30; sabato e domenica 10.30 - 12.30 e 16.30 - 19.30; chiuso lunedì.
Ingresso: libero

 
 
Pavia, 19/09/2014 (12628)




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