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Pagina inziale » Cultura » Articolo n. 12296 del 2 aprile 2014 (2680) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
S-geografie
S-geografie

«Molti conoscono Luigi Dellatorre come prolifico artista/performer e bizzarro inventore di neologismi legati alle proprie installazioni artistiche. Proprio un neologismo dà il titolo a questa mostra – “S-geografie” – appunto, parola che evoca la geografia, ovvero la scienza che ha per oggetto lo studio, la descrizione e la rappresentazione della Terra nella configurazione della sua superficie e nella estensione e distribuzione dei fenomeni fisici, biologici, umani che la interessano e che, interagendo tra loro, ne modificano continuamente l’aspetto – spiega Federica Rabai, curatrice della mostra –.

Le “Sgeografie” di Dellatorre – in quest’ottica – diventano dunque metafora di tutti quei mutamenti, microscopici e macroscopici, che ognuno di noi vive tutti i giorni sulla propria pelle: non solo la conformazione fisica della Terra si modifica in continuazione, ma anche la società, i cibi, gli usi e i costumi, le tecnologie, la politica e la cultura dei popoli che si trovano avvolti e imprigionati in una globalizzazione confusionale, fatta di scambi veloci e reciproci di milioni di informazioni e immagini evocative che stordiscono i cervelli e non permettono di riconoscere la realtà dalla finzione.

La portata dirompente di questi accadimenti è significativamente presente nelle opere in mostra, nelle quali Dellatorre ricrea dei planisferi che sovvertono la realtà geografica delle mappe del mondo, ed evidenziano anche la precarietà delle nostre "mappe mentali", che - di fronte a questi imponenti cambiamenti - non sono più adeguate ad orientarci saldamente nella vita.

Nell’opera di Dellatorre ricorrono alcune parole, quasi ossessivamente: una di queste è “Accantando”, creata nel 2008. Accantando, forma gerundiva del neo verbo “accantare”: ovvero “mettere accanto” diventa la vera e propria azione artistica che Dellatorre pratica nella realizzazione dei suoi video mediante l’accostamento casuale e caotico di alcune migliaia di immagini, suonicolori scaricati dal web impulsivamente, ma diventa anche pensiero che esalta una realtà plurima, instaurando una continuità tra un passato ed un presente che si schiude al futuro, come l’artista stesso ama dichiarare.

La mostra vuole stravolgere tutti gli schemi tradizionali, ribaltando i ruoli e le consuetudini legati all’etichetta fin da quello che dovrebbe essere il momento solenne dell’inaugurazione ufficiale: il pubblico si troverà immerso in un immenso e luminoso “oceano blu” e solo per gradi scoprirà le sorprese che lo aspettano all’interno dell’esposizione, attraverso le tre installazioni di Luigi Dellatorre. Una performance dall’emblematico titolo “Avvio di partita”, darà il vero e proprio via alla mostra attraverso un fischio calcistico che scatenerà una serie di reazioni a catena svolte da una misteriosa figura in nero».

Entrando nel merito di questa esposizione, patrocinata da Provincia di Pavia e Comune di Vigevano – Assessorato alla Cultura, l’artista presenta allo spettatore per la prima volta il nuovo ciclo di opere intitolato “Accantando: sgeografie”, eseguito fra aprile e giugno del 2013, e costituito da sessanta opere bidimensionali (trenta di 100x140 cm, e trenta di 70x70 cm), pezzi unici prodotti mediante stampa digitale e da un video della durata di 3 minuti e 18 secondi, la cui parte visiva è realizzata attraverso l’accostamento di 629 immagini satellitari della Terra, mentre, la parte sonora è il risultato del casuale assemblaggio del secondo iniziale di 192 inni nazionali che forma, dunque, un nuovo e simbolico “inno mondiale”.
Al gruppo di opere si aggiungono oltre ottocento stampe digitali su forex, di 10x15 cm, che costituiscono una “vulcanica” installazione ambientale. 

Diverse saranno le reazioni del pubblico, così come ci si aspetta ad ogni performance contemporanea, ma sono proprio queste reazioni che l’artista vuole provocare; affinché gli spettatori si interroghino sulla loro vita e sulla società che stanno frequentando, affinché possano uscire dagli standard e dagli stereotipi forniti dai media e dalle consuetudini, per recuperare quel verace senso della vita e quella concretezza che stava alle origini del nostro grande, meraviglioso mondo oggi sempre più violentato e maltrattato.

 
 
 Informazioni 
Dove: Nuova strada sotterranea del Castello Sforzesco - Vigevano
Quando: fino al 13 aprile 2014, da martedì a venerdì 16.00-18.00, sabato e domenica 10.00 - 12.30 / 15.30 - 18.30. Lunedì chiuso
Ingresso libero

 

La Redazione

Pavia, 02/04/2014 (12296)

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