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Pagina inziale » Cultura » Articolo n. 12262 del 18 marzo 2014 (3359) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Uno: Uno. A tu per tu con l’opera
Uno: Uno. A tu per tu con l’opera

Un’opera d’arte al mese, per un anno ricco di cultura: Uno:Uno. A tu per tu con l’opera, l’iniziativa organizzata dai Musei Civici del Castello Visconteo, Assessorato alla Cultura, Turismo e Marketing territoriale del Comune di Pavia, in collaborazione con l’Associazione Amici dei Musei Pavesi, domenica 23 marzo accende i riflettori su La Madonne in trono con bambino e santi, di pittore mantegnesco, della fine del Quattrocento.


Il grande dipinto, realizzato a tempera su tela di lino verso la fine del XV secolo, rappresenta una Sacra Conversazione.  Sotto un pergolato la Madonna in trono col bambino è circondata da Sant'Antonio da Padova, Santa Caterina d'Alessandria, Sant'Antonio Abate e una Santa non identificata.

L'opera faceva parte della collezione del Marchese Luigi Malaspina, che l'aveva acquistata come opera di Andrea Mantegna sulla base dell'iscrizione sul cartiglio appeso al pergolato, che recita: "Andrea Mantegna Patavinus Fecit 1497". In realtà, si tratta di un'iscrizione apocrifa, ma le lettere in caratteri capitali e la tipologia delle abbreviazioni fanno pensare ad un intervento antico.

L'impostazione della Sacra Conversazione, le dimensioni e le particolarità tecniche dell'opera consentono di individuare nella monumentale Madonna della Vittoria di Mantegna (oggi al Louvre), un preciso riferimento per l'autore del nostro dipinto.
L'opera è dunque da ricondurre al clima culturale di fine Quattrocento  - inizio Cinquecento, nel quale si muovevano i pittori che ripetevano temi mantegneschi derivati da dipinti, disegni e incisioni.

Oggi si ipotizza che la grande tela sia opera di almeno due autori: ad un artista più preciso e abile nella rappresentazione dal vero si devono la definizione dell'architettura vegetale e alcuni particolari dei personaggi (come il giglio di S. Antonio da Padova e il maialino nero che accompagna S. Antonio Abate), mentre le figure e il tappeto erboso in primo piano sono da ricondurre ad una mano diversa.

I recenti studi dei biologi vegetali Ettore Pacini e Gian Garbiele Franchi hanno portato un importante contributo all'analisi del dipinto. La bellissima architettura vegetale ha suscitato grande interesse per l'accurata rappresentazione di una pianta in particolare, che raramente è presente nell'iconografia dei pittori rinascimentali.
Si tratta della Momordica, appartenente alla famiglia delle cucurbitacee, genere che comprende numerose specie erbacee rampicanti. La pianta, che in Italia è coltivata raramente, è di origine africana e viene utilizzata, oltre che a fini alimentari, anche per le proprietà curative dei suoi frutti e del succo estratto dalle foglie - da cui il nome "balsamina".
La più antica raffigurazione della Momordica risale alla prima metà del XV secolo, nel manoscritto "Herbe pincte" di Antonio Guarnerino da Padova, del 1441. La pianta è inoltre riconoscibile negli affreschi della Loggia di Psiche a Villa Farnesina a Roma, realizzati da Giovanni da Udine nel 1517. Le prime illustrazioni a stampa di Momordica balsamina compaiono invece nei trattati di Fuchs (1542) e Mattioli (1568), in cui sono descritte le preparazioni finalizzate all'uso balsamico.

L'elemento originale che caratterizza il dipinto pavese è la rappresentazione scientifica della Momordica balsamina in tutti i suoi elementi, circa 100 anni prima della nascita del Metodo Scientifico, da parte di un artista che probabilmente aveva avuto modo di riprendere la pianta dal vero: si nota infatti grande attenzione nella raffigurazione delle foglie, dei fiori sia maschili sia femminili, dei frutti a differenti stadi di maturazione, che si prestano ad una lettura simbolica. I frutti ancora chiusi sono infatti spinosi e rimandano alla corona di spine, mentre quelli giunti a maturazione si aprono mostrando semi rossi come gocce di sangue.

Per l’occasione, sarà inoltre presentato il quinto numero di “Museo in Rivista”, notiziario dei Musei civici, che presenta studi recenti sulle opere dei Musei, tra cui quello botanico sul dipinto mantegnesco.
 
 
 Informazioni 
Quando: domenica 23 marzo 2014, ore 16.00
Dove: Musei civici del Castello Visconteo, Pavia  
Si terranno alle ore 16.00; ritrovo presso la biglietteria dei Musei civici
Le visite e l’ingresso ai musei sono gratuiti e senza prenotazione.

 

La Redazione

Pavia, 18/03/2014 (12262)




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