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Pagina inziale » Spettacoli » Articolo n. 12151 del 27 gennaio 2014 (2101) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Giocando con Orlando
Giocando con Orlando
Stefano Accorsi e Marco Baliani rimettono in scena Ariosto, rivisitato e corretto. È Giocando con Orlando, il nuovo testo ispirato all’Orlando Furioso che l’attore e l’autore porteranno al Cagnoni di Vigevano giovedì sera.
Uno spettacolo classico giocato con le parole, i personaggi, le rime, di un testo importante della nostra letteratura.
La giostra è quella dei cavalieri paladini e maomettani che duellando, amando, scontrandosi e scornandosi, tradendo e infuriando, girano in tondo come figure di una macchina giostrante apparendo e scomparendo a seconda del girotondo che il gioco impone.

Giostra è l’intera impalcatura dell’Orlando Furioso, un girovagare ciclico, rotondo, fiabesco dove le storie principiano a girare guidate dalla musica delle parole in rima e di colpo si interrompono, si perdono, restano sospese, in attesa del prossimo giro, ritrovando il bandolo perduto, riprendendo il filo del racconto.
Giostra è la sarabanda di parole, sempre cercate in rima, con cui vorticano e volteggiano, nel gioco antico del teatro, mondi, paesaggi, personaggi sentimenti, passioni furie e tradimenti.

A susseguirsi sulla giostra dello spettacolo sono dapprima Angelica e Orlando, poi Bradamante e Ruggero, coppie di amanti in fuga e in continuo inseguimento, ogni giro di giostra porta avanti un pezzo della loro storia per poi lasciare la prossima rotazione all’altra coppia.
La posta in  gioco è l’amare e l’amore, amore braccato, tradito, sbagliato, amore amato, dimenticato, sempre ostacolato, finché di rosso si tinge la giostra per l’amore infuriato di Orlando da gelosia posseduto.
 
Stefano Accorsi e Marco Baliani saltano su e scendono giù dai cavalli in corsa nella giostra (e cavallo alato è l’ippogrifo stregato) in un ludico e ironico carosello di corpi e voci dandosi l’un l’altro a volte  la spinta dell’abbrivio a volte l’inciampo dell’ostacolo, cambiando modi e toni del parlare, narrando, monologando e dialogando.
 
Stefano è il cavalier narrante che tiene le fila dei tanti percorsi, incarnando in mutevole trasformismo tutti i personaggi, giostrando da par suo con sentimenti e passioni, risa furia e pianto in ciel volando tra delusione e incanto.
Marco è un folletto saltellante che commenta, insinua, interrompe, suggerisce e spiazza, entrando e uscendo dalla tessitura del racconto, girando in tondo come un jolly errabondo.
 
 Informazioni 
Dove: Teatro Cagnoni, Corso V. Emanuele II, 25 - Vigevano
Quando: giovedì 31 gennaio 2014, ore 21.00
 

 
 
Pavia, 27/01/2014 (12151)




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