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Pagina inziale » Musica » Articolo n. 12076 del 29 novembre 2013 (4012) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Il Demetrio su Amadeus
Il Demetrio su <em>Amadeus</em>
Immaginate la sorpresa nello scorgere in edicola il numero di Novembre di “Amadeus” (la più prestigiosa rivista italiana di musica classica) e riconoscere, in copertina, Maurizio Schiavo e, poco più indietro, Ugo Nastrucci!
 
Inforcati gli occhiali, riesco a leggere che la copertina è dedicata al “nostro” ensemble Il Demetrio.
Il Demetrio (ensemble con strumenti originali) è composto da Davide Monti, Maurizio Cadossi, Stefania Gerra, Yayoi Masuda(violini I), Silvia Colli, Diego Castelli, Gian Andrea Guerra, Gemma Longoni (violini II), Mauro Righini, Livia Baldi, Marco Varisco (viole), Marcello Scandelli, Antonio Papetti (violoncelli), Maurizio Less (violone), Carlo Calegari (contrabbasso), Cecilia Medi (fagotto), Danilo Costantini (organo), Simonetta Heger (clavicembalo) Maria Cleary (arpa) Ugo Nastrucci (tiorba e chitarra barocca), Cecilia Bernini (mezzosoprano), Maurizio Schiavo (direzione).
 
Il Demetrio nasce nel 2007 a Pavia per iniziativa di Maurizio Schiavo, con l’intento di valorizzare il patrimonio musicale della città. Non a caso trae il proprio nome dalla storia musicale di Pavia: Il Demetrio è, infatti, il titolo dell’opera del boemo Josef Mysliveček che nel 1773 inaugurò il Teatro dei Quattro Cavalieri, oggi Teatro Fraschini.
Accanto alla consueta programmazione concertistica, che si avvale della collaborazione di musicisti specializzati nell’ambito della musica antica, l’ensemble ha svolto un’approfondita attività di ricerca mirata al recupero della produzione artistica dei compositori pavesi. Tra i lavori riportati alla luce si segnalano l’opera seria Il Demetrio di Mysliveček presentata al pubblico a Pavia nel corso del Festival dei Saperi 2010; Paesaggi sonori, le composizioni per il cinema, sino ad oggi praticamente sconosciute, di Franco Vittadini; il Tantum ergo per soli, coro e orchestra e il Dixit Dominus per basso, viola concertante e orchestra di Alessandro Rolla; tre composizioni per la Settimana Santa (l’Adoramus te, il Miserere e il Christus factus est) per coro e orchestra d’archi di Antonio Cagnoni.
 
Non solo la copertina e un ampio servizio all’interno sono dedicati a loro, ma il CD allegato alla rivista è interamente dedicato al loro ultimo lavoro: i Mottetti per contralto di Johann Adolph Hasse.
 
Non cercherò di bluffare e di fare il “colto”: non avevo la benché minima idea di cosa fossero i Mottetti e tanto meno di chi fosse Hasse, non essendo io un cultore della materia; ma la cosa mi interessava, mi sono documentato ed ho scoperto che Johann Adolph Hasse (Bergedorf, Amburgo, 25/3/1699 - Venezia, 16/12/1783) era il “Maestro di coro” dell’Ospedale degli Incurabili di Venezia (poco dopo il 1730) e, dovendo provvedere a sempre nuove composizioni destinate alle numerose occasioni di esecuzioni pubbliche del “luogo pio” (oratori, salmi, antifone mariane, mottetti solistici) compose questi Mottetti per le voci delle più abili “figlie di coro” mettendo in luce le abilità tecniche e la sensibilità delle giovani esecutrici, autentiche virtuose che nulla avevano da invidiare alle più celebri cantanti d’opera; da molti punti di vista lo stile di Hasse può essere considerato come un’anticipazione del classicismo viennese di Haydn e Mozart (questo l’ho letto nella rivista). In realtà, da ignorante di musica classica quale sono, per certi versi l’avrei accostato a Vivaldi.
 
Il passo successivo è stato ascoltare il CD.
E qui è stata la vera sorpresa perché, anche per un orecchio abituato ad ascoltare rock, il lavoro è decisamente intrigante, brillante e piacevole; vuoi per la lunghezza ridotta delle composizioni, molto simili alla forma “canzone”, vuoi per la sostanza stessa dei Mottetti che ricordano certe “ruberie” effettuate dal Prog italiano e, spesso, brani di opera “allegra”.
In buona sostanza, il buon Hasse potrebbe essere paragonato, per la sua prolificità e la “popolarità” delle sue composizioni, ad un Battisti del ‘700.
 
 Informazioni 
 

Furio Sollazzi

Pavia, 29/11/2013 (12076)

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