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Pagina inziale » Università » Articolo n. 12044 del 15 novembre 2013 (3927) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Mario Pavan, 40 anni di studi e ricerche in giro per il mondo.
Mario Pavan, 40 anni di studi e ricerche in giro per il mondo.
Mario Pavan, 40 anni di studi e ricerche in giro per il mondo. Dalla biospeleologia alla conservazione delle risorse terrestri, questo è il titolo scelto per la conferenza ideata e organizzata dall’Assessorato alla Cultura, Turismo e Marketing territoriale del Comune di Pavia, in collaborazione con il Centro Interdisciplinare di Bioacustica e Ricerche Ambientali del Dipartimento di Scienze della Terra e dell’Ambiente dell’Università degli Studi di Pavia, che si terrà mercoledì pomeriggio al Broletto.
 
Parteciperà in qualità di relatore Gianni Pavan, con interventi dei professori: Giorgio Mellerio, Roberto Schmidt, Gabriele Caccialanza, Luciano Valle. A moderare l’incontro sarà Gigliola De Martini.
 
Durante la conferenza saranno proiettate immagini e brevi video che illustrano oltre 40 anni di attività, viaggi e ricerche di Mario Pavan, per la comprensione del rapporto uomo-ambiente e lo sviluppo di nuove linee di pensiero per la conservazione delle risorse naturali.
A dieci anni dalla scomparsa, lo studio degli archivi documentari mostra un percorso complesso, articolato e interdisciplinare, dallo studio delle più piccole creature, le formiche, alla conservazione delle risorse del pianeta, con sempre al centro l’Università di Pavia e i suoi studenti.
 
In occasione dell’evento, saranno esposte fotografie significative dei viaggi e delle ricerche, pubblicazioni che mostrano, già dalle copertine molto esplicite, i temi della conservazione della natura negli anni Settanta del Novecento e reperti prelevati da Pavan durante le sue innumerevoli trasferte, volte a comprendere il rapporto tra le popolazioni incontrate e l’ambiente.
 
Entomologo e studioso di fama internazionale, Mario Pavan ha dedicato la sua carriera professionale allo studio e alla conservazione dell’ambiente naturale. Tra gli anni Cinquanta e gli anni Novanta ha guidato spedizioni in numerosi Paesi Africani anche per incarico del Governo Italiano e di organizzazioni internazionali al fine di studiare i rapporti tra le popolazioni indigene e il loro ambiente, studiare l’entomofoauna, sviluppare politiche di conservazione dell’ambiente e rapporti di collaborazione scientifica fra l’Università degli Studi di Pavia e le istituzioni locali. Fra i campioni entomologici raccolti nei suoi viaggi, ora depositati nelle collezioni del Museo di Storia Naturale dell’Università degli Studi di Pavia, sono stati riconosciuti numerosi nuovi taxa, alcuni dei quali a lui dedicati. L’Università degli Studi di Pavia è diventata proprietaria, per volontà della famiglia, della collezione entomologica del professore.
 
La sua collezione entomologica, molto eterogenea e ricca, rispecchia i lavori che ha seguito, offrendo dunque un ottimo specchio della sua vita intensa. Composta da circa 2.400 scatole, contenute in una trentina di armadi, la raccolta conta all’incirca 250.000 esemplari, sia di origine paleartica, quasi tutti determinati, sia esotica, in gran parte ancora da studiare. Oltre 300 scatole ospitano una collezione, probabilmente la più ricca esistente in Italia, di imenotteri formicidi del gruppo Formica rufa, raccolti per diversi decenni con la collaborazione del Corpo Forestale dello Stato. Il materiale riveste un notevole interesse sia per il nome dei determinatori e dei raccoglitori, sia per i luoghi di prelievo, ai giorni nostri frequentemente ormai compromessi.
 
Mario Pavan, nato a Vado Ligure nel 1918, si trasferisce a Brescia negli anni Venti e sviluppa qui le sue attitudini naturalistiche collaborando con la casa editrice “La Scuola” e l’Ateneo di Scienze, Lettere e Arti della città. Nel ‘38 si iscrive all’Università di Pavia, nel ‘43 si laurea in scienze naturali iniziando così la sua carriera universitaria. Durante la guerra aiuta i partigiani fornendo le piante delle grotte da lui esplorate e contribuisce attivamente al salvataggio di numerosi ebrei, fornendo loro documenti falsi e accompagnandoli sugli impervi sentieri delle Alpi bresciane, che ben conosceva. Inoltre, nei giorni della liberazione, coordina il lavoro dei partigiani e con il compianto collega prof. Ruggero Tomaselli sventa il saccheggio dei reperti conservati presso gli Istituti Universitari di Pavia. Dal ‘64, fino al suo pensionamento, dirige l’Istituto di Entomologia, da lui fortemente voluto e fondato. Tra gli anni Cinquanta e Novanta ha guidato e partecipato a numerose spedizioni in tutti i continenti. Numerosi gli incarichi extra universitari, tra gli altri: Ministro dell’Ambiente nel 1987 (in questa veste riesce a raddoppiare la superficie delle riserve naturali italiane), collaboratore del Consiglio d’Europa e per un lungo periodo a capo della delegazione italiana. Ha promosso l’organizzazione della quinta Conferenza delle Regioni del Mediterraneo e del Mar Nero nell’ambito della quale ha messo in evidenza l’importanza di una gestione organica dei problemi ecologici, politici e sociali del Mediterraneo.
 
Esemplari per capire l’opera di Pavan sono gli studi che compì a partire dagli anni Cinquanta sulle formiche presenti nei boschi italiani. Tali studi, primi in Italia, ispirati ai lavori del tedesco Gosswald, portarono al riconoscimento dell’opera difensiva prestata dalle formiche contro gli insetti potenzialmente nocivi come la processionaria dei pini, e di conseguenza al trapianto di numerosi nidi in boschi degradati. L’importanza di questa operazione, sviluppata per più di trent’anni in varie località italiane, risultò notevole, creando un nuovo equilibrio ecologico in aree che sembravano irrimediabilmente compromesse come i boschi dell’Oltrepò Pavese.
Collaterale agli studi entomologici, troviamo la sua passione per le diverse culture che incontrò e documentò, anche raccogliendo svariati reperti da numerose tribù africane e sudamericane, durante i suoi viaggi, realizzati in collaborazione con numerose organizzazioni internazionali, sempre volti a comprendere il rapporto delle popolazioni autoctone con l’ambiente.

 

 
 Informazioni 
Dove: Sala conferenze del Broletto, via Paratici 21 Pavia
Quando: mercoledì 20 novembre 2013, ore 17.30
Per informazioni: tel. 0382.987874; cibra@unipv.it
 
 
Pavia, 15/11/2013 (12044)




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