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Pagina inziale » Dossier » Articolo n. 1198 del 2 luglio 2003 (4889) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
La centrale termoelettrica di Voghera
La centrale termoelettrica di Voghera

Dopo l'udienza dello scorso 22 maggio, il TAR Lombardia ha emesso la sentenza con cui ha accolto il ricorso di alcuni privati, Comuni ed associazioni, tra cui Italia Nostra e Legambiente, contro la variante del PRG di Voghera che autorizzava la localizzazione della nuova centrale termoelettrica in località Torremenapace, e contro il parere positivo del Ministero dell'Ambiente e il decreto di autorizzazione del Ministero delle Attività produttive.

Le associazioni ambientaliste salutano con soddisfazione la sentenza per due motivi.
In primo luogo essa riconosce la legittimazione di Italia Nostra e Legambiente ad agire a tutela dei valori ambientali connessi con la localizzazione dell'impianto.
In secondo luogo essa boccia la logica di saccheggio di un paesaggio agrario pregiato da parte di un'amministrazione, come quella del Comune di Voghera e della sua azienda energetica, che ha intrapreso l'iniziativa al di fuori di ogni logica di coordinamento e programmazione regionale e nazionale, cioè senza tenere affatto conto che a pochi km di distanza, a Sannazzaro de' Burgondi, è in costruzione nella raffineria ENI un'altra nuova centrale termoelettrica da 1080 MW, e senza informare con trasparenza e in modo corretto i cittadini. Va detto, ad esempio, che alla popolazione è stata finora tenuta nascosta l'intenzione di raddoppiare addirittura l'inutile nuova centrale di Voghera per portarla a una capacità di 800 MW.

Il TAR ha giudicato illegittima la mancanza dell'assenso della Regione Lombardia alla variante del PRG di Voghera relativa alla collocazione della centrale, ed ha ritenuto fondate le osservazioni di Italia Nostra e Legambiente riguardanti l'incidenza della centrale sull'agricoltura e sul "Parco delle Folaghe", come pure il fatto che l'autorizzazione ministeriale ha trascurato l'impatto del nuovo elettrodotto che sarebbe necessario costruire.

Va tenuto presente che nel maggio 2002, quando il Comune di Voghera ha deliberato di costruire la centrale, la Regione Lombardia non si era ancora dotata di un piano energetico regionale. Dal canto suo la Provincia di Pavia già nel 2001 aveva rilevato che con la costruzione di un gruppo da 400 MW sarebbe stato colmato il fabbisogno elettrico provinciale: se la centrale di Sannazzaro produrrà 1080 MW, appare evidente perfino secondo la Provincia l'inutilit? della centrale di Voghera.

Un'altra serie di considerazioni pu? trarre spunto dagli allarmismi, riecheggiati anche dalla stampa, circa i "blackout" di corrente elettrica verificatisi in questi giorni. E' compito di un buon governo programmare in modo corretto le produzioni ed i consumi di energia, come pure valutare la dipendenza dell'intero Paese da importazioni di fonti di energia primarie e secondarie.
In assenza di un piano energetico nazionale aggiornato (l'ultimo risale infatti al 1988) non crediamo che sia corretto, ne' che convenga, autorizzare costruzioni di nuove centrali senza averne valutato davvero la pubblica utilità. Converrebbe invece, e in maniera sistematica, mettere allo studio e adottare misure per realizzare economie di energia, evitare sprechi nel trasporto e nella distribuzione, migliorare la produttività delle centrali esistenti rinnovandole, rendendole competitive e diminuendone l'impatto ambientale.

A nostro avviso infine occorre che il piano energetico italiano sia definito nel contesto europeo e mondiale, tenendo conto in particolare che alcuni Paesi vicini producono elettricità a costi minori, e che quindi in condizioni di libero mercato importare elettricità è spesso più conveniente che produrla in Italia.

 
 Informazioni 
 

Italia Nostra
Comunicato stampa a cura della Sezione pavese

Pavia, 02/07/2003 (1198)

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