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Pagina inziale » Cultura » Articolo n. 11774 del 18 giugno 2013 (4139) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Notte ai Musei: Festa d'estate
Notte ai Musei: Festa d'estate
Porte aperte per il solstizio d’estate. I Musei Civici del Castello Visconteo di Pavia celebrano l’arrivo della stagione più calda dell’anno con una grande Festa d’estate: venerdì sera le sale espositive apriranno gratuitamente al pubblico dalle 21.00 alle 24.00 e, insieme, saranno presentate due interessanti mostre d’arte moderna e contemporanea.  
 
In Sala mostre, allestita fino al 21 luglio, sarà protagonista Lina Sannazzaro Pittrice - Alfonso Marabelli Scultore Una coppia di artisti del ‘900.
 
Lui, Alfonso Marabelli (1878-1937), scultore; lei, la moglie Lina Sannazzaro (1878-1960), pittrice. Entrambi pavesi (nonostante Lina Sannazzaro sia d’origine genovese) e legati a doppio filo alla propria città. Lui, un amore incondizionato per le lapidi e le sculture celebrative e funerarie; lei, per i soggetti femminili, che ritrae con un simbolismo sensuale e talvolta morboso. Lavorano entrambi a Pavia e per Pavia (in realtà Marabelli progetta monumenti funebri anche per il cimitero di Neuchâtel e per il Monumentale di Milano) e vivono nella casa-studio da loro interamente progettata in via Nazario Sauro (ceduta in seguito al Comune, con il vincolo di ospitarvi una Civica Scuola d’Arte).
Per la prima volta i Musei Civici (che possiedono una ricca collezione di opere dei due artisti) scelgono di esporli insieme, fianco a fianco.
Di Alfonso Marabelli sarà presente un’ampia selezione di progetti (carboncini, acquerelli, matite, tempere su carta e cartone) per edicole e monumenti funebri, oltre a un interessante gruppo di gessi: una Testa femminile, l’Amazzone, un Medaglione con ritratto virile e il “pezzo forte” della collezione, il Bozzetto per il monumento a Camillo Golgi, col quale l’artista vinse, nel 1934, il concorso per il monumento al medico premio Nobel, da erigersi nel cortile “delle statue” dell’Università degli Studi di Pavia.
I dipinti di Lina Sannazzaro si concentrano sulle figure femminili. Le sue donne sono forti, sicure, coi piedi ben saldi a terra; delle valchirie ritratte per lo più senza veli (talvolta coperte da un leggero manto azzurro), che non si vergognano a coprire le proprie forme e a mostrare tutta la corporeità: donne nude a cavalcioni del divano, sdraiate, magari con un’anfora in mano, di spalle, riprese in mezzo a un paesaggio o a un gregge di pecore, colte a mezzo busto o a figura intera; e poi ritratti ed autoritratti, di taglio e iconografia tipicamente “novecentisti”.
 
Alfonso Marabelli nasce a Pavia nel 1878 e qui muore nel 1937. Allievo di Pietro Michis, frequenta la Civica Scuola di Pittura dal 1891 fino al 1902, per poi proseguire i suoi studi artistici a Brera, dove si avvicina alla scultura. Alterna la produzione pittorica – quasi esclusivamente dedicata al paesaggio – con quella plastica, che diviene prevalente dopo il primo decennio del secolo. Gli vengono commissionati numerosi progetti celebrativi e funerari: tra i più significativi ricordiamo il Monumento ai Caduti nella guerra 1915 – 1918 e il monumento al Premio Nobel Camillo Golgi, situati entrambi nei cortili storici dell'Università degli Studi di Pavia.

Lina Sannazzaro nasce a Genova nel 1878 e muore a Pavia nel 1960. Tra il 1894 e il 1897 frequenta a Nizza l’Ecole Nationale d’Art Décoratif, quindi si trasferisce a Pavia, dove sposa lo scultore Alfonso Marabelli. La sua produzione pittorica, copiosissima, si caratterizza prevalentemente per la scelta iconografica di nudi dal simbolismo sensuale, che alterna a tipologie fortemente plastiche, di gusto novecentista. Col marito costruisce la villa-studio di via Nazario Sauro che lascia, insieme con la ricchissima collezione di gessi e dipinti, al Comune di Pavia perché vi ospiti un’accademia d’arte. L'edificio è oggi sede della Civica Scuola di Arti Visive Marabelli.
 
Nella Sezione archeologica, allestita fino all’8 settembre, sarà, invece, protagonista: Tempus – Time Installazione di Giovanna Fra.
Tempus – Time è il titolo scelto dalla brava e nota artista pavese Giovanna Fra per una serie di nuovi dipinti (una ventina) su tela e un’installazione di piccoli parallelepipedi in legno, che lei disporrà (non a caso) nella Sezione archeologica per creare un percorso ideale, un dialogo a tu per tu attraverso la materia pittorica, l’arcaicità dei reperti e la contemporaneità di un linguaggio costituito da colore e segno, secondo modelli imprevedibili, protagonisti nel loro rapporto leggero eppure dirompente con lo spazio. Si tratta di una riflessione sul tempo e l’istante che, citando John Cage, deve essere apprezzato per la sua irripetibilità. E proprio partendo da uno studio su questo emblematico autore americano, Giovanna Fra insieme ai musicisti Rocco Parisi e Igor Poletti interpreteranno con il clarinetto basso un percorso musicale fondato su suoni improvvisati, dettati da una fusione sinestetica tra pittura e musica (partendo da studi di Bach sino ad arrivare ad Eric Dolphy).
 
La pittura di Giovanna Fra è fatta di segni minimali, eppure caricati da una gestualità piena, intensa, densa di significati e rimandi, che si fa di volta in volta graffiante, eterea, rarefatta, oppure si ispessisce e assomiglia a un’impronta che l’artista incide sulla tela. È stata più volte collegata a maestri come Sam Francis, Cy Twombly, Helen Frankentaler, sino al prediletto Vasco Bendino. Ma pur riconoscendo la ricchezza della tradizione, Giovanna Fra si concede all’avventura del colore: verdi trasognati, azzurri che paiono nuvole vaganti, vibrazioni di rosso che sembrano pensieri eccitanti, toni grigi che si purificano fino a svanire nel bianco, che ha il sentore di un approdo e insieme di un’alba del fare, da cui partire di nuovo.
 
Giovanna Fra è nata a Pavia nel 1967, dove vive e lavora. Dopo il liceo artistico studia restauro conservativo tra Milano e Venezia e nel 1993 si diploma in pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera, preparando una tesi sul rapporto tra arte e musica nel ‘900. La sua visione creativa ha privilegiato nell’ultimo decennio la fisicità dinamica del colore in relazione alle diverse consistenze della materia, fissando nell’immediatezza del gesto attimi di sospensione e rarefazione del gesto.
 
Per allietare la serata, anche musicalmente, gli allievi dell’Istituto Superiore di Studi Musicali Franco Vittadini di Pavia si esibiranno in una performance per chitarra e canto e in una per archi, che avranno luogo nella Pinacoteca del ‘600 e ‘700 rispettivamente alle ore 22.30 e alle ore 23.00.
 
In occasione della Festa d’estate, inoltre, i Musei Civici, alle 23.00, presenteranno i risultati della campagna promozionale Ti riconosco! Alla ricerca di particolari nelle opere dei Musei Civici di Pavia (un invito, lanciato pubblicando sulla pagina Facebook dei Musei dei particolari di opere, ad individuare gli interi e postarne il titolo corretto a commento delle immagini) e insieme lanceranno la campagna Mi piace…, già sperimentata con successo a Palazzo Madama di Torino. Durante l'apertura serale del Castello Visconteo, dalle 21 alle 24, i visitatori saranno invitati a realizzare con i propri mezzi (macchina fotografica o smartphone) una fotografia dell’opera esposta che preferiscono, da postare sulla propria pagina Facebook e su quella dei Musei Civici. Il personale fornirà ai visitatori il simbolo riconoscibilissimo del noto social network, che comparirà nello scatto quale dichiarazione di apprezzamento.
 
 Informazioni 
Dove: Musei Civici, Castello Visconteo, v.le XI Settembre – Pavia
Quando: venerdì 21 giugno dalle 21.00 alle 24.00
 
 
Pavia, 18/06/2013 (11774)




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