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Pagina inziale » Università » Articolo n. 11464 del 25 gennaio 2013 (4207) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Il sapere negato
Il sapere negato
A 75 anni dall’entrata in vigore delle leggi razziali l’università di Pavia rende omaggio agli studenti e docenti, italiani e stranieri, che in diversi modi, a partire dal 1938, furono vessati e cacciati a causa delle stesse.
 
Con la mostra documentaria Il sapere negato. Le leggi razziali e l’Università di Pavia, la prof.ssa Elisa Signori ricostruisce - nell’allestimento del prof. Enrico Valeriani - le vicende individuali di docenti e studenti, intrecciandole con la storia dell’istituzione di cui vollero far parte; una mostra che invita a interrogarci sui temi della libertà della scienza e del libero accesso ai saperi nel quadro di una società aperta.

All’inaugurazione, che si terrà mercoledì mattina, presso il Salone Teresiano della Biblioteca universitaria: interverranno, accanto al rettore Angiolino Stella, Klaus Voigt (Università tecnica di Berlino), Michele Sarfatti (Centro di documentazione ebraica contemporanea – Milano), Paola Vita Finzi ed Elisa Signori (Università di Pavia). A conclusione del convegno (verso le 12.30), verrà aperta la mostra a Palazzo San Tommaso.

L’espulsione degli ebrei dall’università italiana - spiega la curatrice della mostra Elisa Signori - è solo un aspetto della politica persecutoria voluta nel 1938 dal regime fascista, ma ne costituisce un segmento rivelatore: per la tempestività con la cui fu avviata, per i criteri incerti e arbitrari adottati e le contraddizioni dell’iter burocratico, infine per l’ambiguità e insieme durezza delle decisioni assunte, essa appare un percorso politico-istituzionale emblematico. Le comunità accademiche, pur dotate di un solido prestigio sociale e di forti legami interni di appartenenza, benché politicamente influenti, furono il terreno sperimentale di tale innesto razzista, che stravolse valori fondanti dell’istituzione universitaria.
Un lato ancora in parte oscuro della vicenda è l’esperienza degli studenti “ebrei” e l’impatto della legislazione razzista sui loro studi e destini: ne sono protagonisti italiani, ma anche stranieri, affluiti negli atenei del Regno dall’Ungheria, Polonia, Romania, Germania, per eludere pratiche persecutorie e/o discriminatorie già in atto a loro danno. Tale flusso s’incrociò, sin dagli Venti, con il disegno gentiliano di internazionalizzare gli atenei, attraendovi con incentivi le élites studentesche europee, potenziali strumenti poi di irradiazione della cultura italiana e del modello fascista. Gli studenti “ebrei” stranieri finirono presi nella trappola di tale favorevole contesto, convertitosi però dalla metà degli anni Trenta in tolleranza selettiva e poi, dal '38, in discriminazione e ostracismo.


Se il focus della mostra è il microcosmo di studenti e docenti, il percorso documentario è volto più in generale a chiarire la svolta del 1938 quale momento-chiave della fascistizzazione della cultura e della mise au pas del mondo scientifico, seguendo nelle tracce archivistiche la casistica dei comportamenti istituzionali, individuali e collettivi.
Gli itinerari dei perseguitati, dalla “diaspora” all’internamento coatto, dalla clandestinità all’esilio alla deportazione, fino alla reintegrazione, incerta e parziale, dei diritti per i sopravvissuti, compongono un quadro chiaroscurato della vicenda, aiutandoci a leggerne il segno lasciato nell'identità e nella storia del paese.
 
 Informazioni 
Dove: Sala delle Sibille di Palazzo San Tommaso, ingresso da via Cavallotti - Pavia
Quando: dal 30 gennaio (inaugurazione ore 10.30 presso il Salone Teresiano della Biblioteca Universitaria, c.so Strada Nuova, 65) al 1 marzo 2013. Orario: da lunedì a venerdì, dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 18.00
Apertura straordinaria e visita guidata dalla curatrice prof. Elisa Signori sabato 2 febbraio e sabato 23 febbraio dalle 10 alle 12.
Per informazioni: le scuole interessate possono prenotare la visita e/o chiedere eventuali informazioni ai seguenti recapiti: relest@unipv.it; tel. 0382/984223

 
 
Pavia, 25/01/2013 (11464)

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