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Pagina inziale » Cultura » Articolo n. 11380 del 4 dicembre 2012 (3132) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Italo Cremona. Un maestro che non lasciò allievi
Italo Cremona. Un maestro che non lasciò allievi
Sarà visitabile fino al prossimo febbraio l’importante mostra su Italo Cremona, inaugurata nel fine settimana alla Seconda Scuderia del Castello di Vigevano.
 
Italo Cremona. Un maestro che non lasciò allievi è il titolo dell’esposizione che contempla circa 70 opere tra quadri, bozzetti/incisioni ed oggetti provenienti dalla donazione torinese proposta da Amalia Bottino - curatrice dell'Archivio Storico Italo Cremona – e da Giovanni Luca Lupo - figlio di Roberto Lupo, amico dell’artista e fondatore dell’Archivio stesso.
 
La donazione verrà esposta a rotazione per permettere al pubblico di conoscere tutta la produzione di questo artista, che è stato definito “un silenzioso maestro onirico dell’arte italiana”.
 
Artista lomellino di nascita ma torinese d’adozione, Italo Cremona, nasce nel 1911 a Cozzo.
L’adolescenza è segnata dalla tragica morte del padre medico, caduto durante la Prima Guerra Mondiale. Terminati gli studi classici, nel 1927 si laurea in Giurisprudenza, ma frequenta intanto, gli atelier dei pittori Mario Gachet e Vittorio Cavalleri e i corsi serali della Scuola di Nudo, presso l’Accademia Albertina di Belle Arti.
 
Esordisce a Torino nel 1927, esponendo uno Studio di oggetti alla XXVIII Esposizione delle Società degli “Amici dell’Arte”. L’anno dopo partecipa alla LXXXVI Expo di Belle Arti della Società Promotrice di Torino, con due opere: Allo specchio e Paesaggio ferroviario.
Nel frattempo, conosce Felice Casorati e i giovani artisti che frequentano il suo studio. Nel 1931 espone alla Quadriennale d’Arte di Roma (parteciperà anche alle successive edizioni). Dal 1932 è presente alla Biennale di Venezia. Nel 1933, presentato da Michele Guerrisi, tiene una personale al Cenacolo di Genova.
 
A partire dalla metà degli anni trenta, inizia una proficua collaborazione con il Teatro e soprattutto con il Cinema, impegnandosi quale sceneggiatore, scenografo, arredatore, costumista e assistente alla regia. Contemporaneamente scrive su alcune delle più prestigiose riviste dell’epoca (Il Selvaggio, Emporium, Primato, La Fiera letteraria, Paragone, Il Caffè, ecc.).
 
Nel secondo dopoguerra insegna prima alla Scuola di Decorazione dell’Accademia Albertina, a Torino, e successivamente (1956) costituisce l’Istituto d’Arte per il Disegno di Moda e Costume che dirige per quasi vent’anni.
Continua a dipingere e a scrivere, pubblicando romanzi e studi critici.
 
Artista capace di dare vita sulla tela a deliri dalle campiture controllatissime che creano una distonia costante con i suoi soggetti e i suoi colori brillanti, quasi psichedelici, dipinge danze macabre, nudi di donna, demoni e figure animalesche, forme che si plasmano e si ricreano, in omaggio a Savinio (il più “dionisiaco” dei fratelli De Chirico), e sono i soggetti più ricorrenti della sua opera.
 
 Informazioni 
Dove: II scuderia del Castello Sforzesco - Vigevano
Quando: fino al 17 febbraio 2013, sabato e domenica dalle 10.00 alle 17.30 (orario continuato)
Ingresso: libero
 
 
Pavia, 04/12/2012 (11380)

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