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Pagina inziale » Musica » Articolo n. 11176 del 26 settembre 2012 (2199) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
I Sixties al Boschetto
I Sixties al Boschetto
I Sixties chiudono quella che potrebbe essere definita la loro “tournée estiva”, che li ha visti esibirsi in numerose occasioni in giro per la nostra provincia, con un concerto al Boschetto di Torre d’Isola.
Il pubblico dei fan di questo gruppo è sempre più numeroso e lo dimostra la foto di Alberto Fortis con la spilla dei Sixties appuntata sulla giacca.
 
C’è stato anche qualche tentativo di “imitazione” ma lo spettacolo che il gruppo offre è davvero unico nel suo genere; non si tratta solo di suonare con i “modi” giusti e ridare dignità a tutta una serie di canzoni da tempo fagocitate da un bieco revivalismo, ma anche di mostrare, in modo divertente e divertito, l’altra faccia della medaglia: le versioni e gli interpreti originali dei brani che, negli anni ‘60 (gli anni del Beat), venivano spacciati per successi “nostrani” e, allo stesso tempo, ricordare invece quei brani scritti, composti ed arrangiati in Italia che hanno contribuito all’evoluzione della nostra musica.
 
Per questo i Sixties, dopo il concerto del Boschetto, inizieranno a lavorare per rinnovare il repertorio (ma lo stanno già facendo) per il prossimo anno, introducendo altri brani famosi e chiarificanti del processo di mistificazione, e a volte di confusione, che si era creato nel mercato discografico italiano.
 
Volete un esempio? Ve ne do due.
 
Il primo è quello di una canzone, Il paradiso della vita (scritta nel 1968 da Mogol e Battisti per La ragazza 77, ma che non ottiene alcun successo) che, rimasta in un cassetto, venne ceduta alla casa discografica inglese Deram e incisa dal gruppo inglese degli Amen Corner, con il titolo (If Paradise Is) Half as Nice, raggiungendo il primo posto delle classifiche di vendita britanniche. Patty Pravo, in un viaggio nel Regno Unito, rimase affascinata dal brano degli Amen Corner, ignorando che fosse stato scritto in origine dagli italiani Battisti e Mogol, e decise di farne una cover con il titolo di Il paradiso, rendendo la canzone popolare anche in Italia e molti furono convinti che fosse appunto una cover.
 
Ancor più strano il caso di A Groovy Kind of Love, portata al successo dai Mindbenders, che venne “coverizzata” dai Camaleonti con il titolo italiano di Non c’è più nessuno; non ebbe grande successo e presto il pubblico se ne dimenticò.
Nel 1988 Phil Collins ne fece una sua versione per una colonna sonora; questa versione ebbe una grande risonanza e in Italia si scatenò un putiferio: tutti che urlavano allo scandalo, ma come, Collins ha copiato completamente una delle più belle canzoni di Ivan Graziani, Agnese; è praticamente identica!
Nessuno si rendeva conto che la canzone era stata scritta nel 1966 e che Graziani aveva firmato il brano solamente con il proprio nome perché, in realtà, A Groovy Kind of Love è basata (come Agnese) su una Sonatina per pianoforte in Sol Maggiore di Muzio Clementi (1752-1832) un compositore e pianista italiano, uno dei primi ad aver scritto musica per il pianoforte moderno.
 
Come vedete, di carne al fuoco ce n’è molta e i Sixties pensano di imbandire un bel banchetto.
 
 Informazioni 
Quando: sabato 29 settembre 2012
Dove: Boschetto di Torre d’Isola
 

Furio Sollazzi

Pavia, 26/09/2012 (11176)

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