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Pagina inziale » Cultura » Articolo n. 11085 del 21 agosto 2012 (2778) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Paesaggi in quadro, dipinti e fotografie tra Novecento e Duemila
Paesaggi in quadro, dipinti e fotografie tra Novecento e Duemila

Il successo di pubblico e gli apprezzamenti fatti registrare dalla mostra "Paesaggi in quadro" durante i mesi estivi - da ultimo, gli oltre 800 ingressi nella serata organizzata il 10 agosto per "Castello sotto le stelle", - hanno convinto l'Assessorato alla Cultura e i Musei Civici di Pavia a prorogare la durata della mostra, che doveva inizialmente concludersi il 19 agosto, a tutto il mese di settembre, per consentire al maggior numero di cittadini pavesi e di turisti la possibilità di visitare l'esposizione. 

Oltre un centinaio di opere, tra dipinti e fotografie, scelte nei depositi e nell'archivio storico fotografico dei Musei Civici di Pavia, raccontano Pavia e il suo territorio attraverso l'obiettivo e il pennello degli artisti che, in un serrato confronto tra pittura e fotografia, documentano e interpretano il paesaggio della città, del fiume e delle campagne, dagli inizi del Novecento al primo decennio del XXI secolo. 

I dipinti e le immagini "scritte con la luce" consentono in effetti di scoprire (e riscoprire) i mille volti della città e del paesaggio circostante, rivelando inattesi confronti e testimoniando i cambiamenti del tessuto urbano e del territorio fino ai nostri giorni. 

Un filo rosso corre tra le ricerche fotografiche dei fratelli Giuseppe e Luigi Nazzari (attivi a Pavia dal 1897 al 1948) e il paesaggismo di gusto post-impressionista magistralmente interpretato negli stessi anni dai pittori Erminio Rossi, Romeo Borgognoni, Antonio Oberto, che avevano idealmente ereditato il testimone dal borghigiano Ezechiele Acerbi: gli scorci di vie e piazze cittadine si alternano ad inquadrature che coniugano il profilo della città e la componente "liquida" del fiume. 

Si deve poi a Giorgio Kienerk - artista toscano di formazione macchiaiola, direttore della Scuola di Pittura di Pavia dal 1905 al 1934 - un nuovo impulso verso ricerche pittoriche en plein air che ha stimolato la generazione di artisti più giovani, tra cui Riccardo Viriglio, Alfredo Beolchini, Gino Buresch, Adolfo Mognaschi - animatori dal 1922 del sodalizio dei "Giovanissimi" - che intendevano rinnovare la tradizione del paesaggio lombardo secondo una formula nuova, caratterizzata da una sintesi compositiva che trova nel colore e nella scelta di insoliti punti di vista un'originale cifra stilistica. 

I dipinti dimostrano interessanti tangenze con le inquadrature di un altro celebre fotografo pavese, Guglielmo Chiolini, che nel 1926 si era associato a Davide Turconi nell’impresa commerciale della Bottega di Fotografia. Specialmente attratto dal paesaggio, dalle acque e dai cieli, colti con reale sensibilità d’artista, Chiolini si dedica in modo quasi esclusivo a questi soggetti, specie nei primi anni della sua attività, connotati da una forte tensione estetica. 

Le stagioni e i colori cambiano nel corso degli anni, la città modifica in parte il proprio profilo, esercitando sugli artisti suggestioni diverse: lo sguardo sul paesaggio si prolunga e muta, trovando altri interpreti negli artisti Enzo Zanotti, Rita Valli, Alfonso Marabelli. La carica spesso espressionista delle pennellate e dei colori sottolinea nuovi dettagli del paesaggio urbano e di quello naturale e una approccio emotivo differente, talvolta venato di simbolismo. 

Sul fronte della fotografia, negli anni Duemila gli scatti di Giovanni Giovannetti, Antonio Manidi, Elisa Moretti, Pierino Sacchi ci consentono di proiettare le immagini del secolo passato nel nuovo millennio: la Pavia monumentale attesta, silenziosa e tenace, la sua storia gloriosa, tra vicoli medievali e antiche basiliche; l'aspetto del territorio si evolve attraverso le colture, mantenendo intatta la poesia delle lanche, delle risaie allagate, della natura che si riflette tra cielo e terra. 

 
 Informazioni 
Quando: fino al 30 settembre 2012
Dove: Castello Visconteo di Pavia
Orari: in agosto 9-13.30, a settembre 10-18. Chiuso il lunedì.
Ulteriori informazionisito internet.

 

 

La Redazione

Pavia, 21/08/2012 (11085)




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