Pavia e provincia: Pavese, Oltrepò Pavese, Lomellina, eventi, spettacoli e manifestazioni di Pavia e provincia
mercoledì, 27 maggio 2020 (933) Qual Buon Vento, navigante! » Entra


 
Articoli della stessa rubrica
» XXVI edizione del Festival Borghi&Valli
» Vittadini Jazz Festival 2019
» l'EX|ART Film Festival
» Maggio in musica
» Da settembre la nuova stagione del Cirro
» Da Mozart a Glenn Miller
» Nkem Favour Blues Band
» Altissima Luce
» Ultrapadum 2016
» Serenata Kv 375
» 4 Cortili in Musica
» Maggio in musica
» Con Affetto
» Mirra-Mitelli chiudono Dialoghi
» La Risonanza a Pavia Barocca
» Dialoghi: Guidi-Maniscalco
» Sguardi Puri
» Le piratesse della Jugar aprono Piccoli Argini
» Il cinema è servito!
» Ultrapadum agostano

Vedi archivio

 
Altri articoli attinenti
» Il Mio Film. III edizione
» Incontro al Caffè Teatro
» Nel nome del Dio Web
» La Principessa Capriccio
» Fra moglie e marito… Drammi del linguaggio
» La Farina Dal Diaul La Finisa In Crusca
» Gran Consiglio (Mussolini)
» Corpi in gioco
» Guglielmo Tell
» Il sogno di Peter Pan
» Le signorine
» Grease
» Petit Cabaret 1924
» La Tempesta
» Crossroads 2019 - Il Cinema dei percorsi di fede
 
Pagina inziale » Spettacoli » Articolo n. 11049 del 23 luglio 2012 (3281) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Cosa piove dal cielo? Ma una magnifica, cinematografica, ESTIVA presenza, no?
Cosa piove dal cielo? Ma una magnifica, cinematografica, ESTIVA presenza, no?
Anche il mese di luglio sta per finire: ma che cosa aspettate ad andare al mare? Come dite? Non volevate proprio perdervi questo film argentino? E avete proprio ragione.
Giovedì 26 luglio, infatti, sempre al Vittadini, sempre all’aperto sempre per UNSAFE/insicuri, rassegna estiva di cinema di qualità a Pavia si proietta Cosa Piove Dal Cielo?, Un Cuento Chino in originale per la regia di Sebastián Borensztein e interpretato da Ricardo Darín e Huang Sheng Huang.
Roberto è un burbero proprietario di un negozio di ferramenta a Buenos Aires. Ogni giorno che vive è meticolosamente uguale all’altro e di questa routine ha fatto una rude corazza per restare isolato dal mondo esterno e dalle assurde richieste della sua clientela. Unici capricci di questa burbera esistenza sono la costante ricerca di notizie bizzarre e incredibili sui quotidiani mondiali e le visite di Mari, un’amica di campagna da sempre innamorata di lui. Un giorno, proprio di fronte al suo negozio, viene scaraventato fuori da un taxi un giovane cinese. Il ragazzo non parla una parola di spagnolo, ma ha un indirizzo scritto sul braccio, che li porta a un alimentari un tempo gestito da suo zio. Roberto chiede allora aiuto all’ambasciata cinese, dove gli annunciano che, per tutto il tempo necessario a ritrovare lo zio disperso, il giovane resterà sotto la sua tutela.
Cosa piove dal cielo? Condivide anime differenti. È, infatti, un po’ classico alla Dickens, v. “Canto di Natale”, un po’ cartone animato americano anni ‘50, un po’ cinema fantastico alla Jean-Pierre Jeunet v. Il favoloso mondo di Amelie. La fiaba, una filosofia di vita differente, il gusto per il vintage: inusuale, singolare, comico ma anche che fa riflettere, tutto questo è Cosa piove dal cielo? perché è proprio come sostiene Prevert: sta nei casi apparentemente senza senso della vita, ciò che dà un senso a tutto il resto.
 
Divertimento assicurato sabato 28 luglio con Hysteria di Tanya Wexler e con Maggie Gyllenhaal, Hugh Dancy, Jonathan Pryce, Rupert Everett e Ashley Jensen. A Londra nel 1880 il giovane Mortimer Granville è un medico che lotta per far progredire la scienza negli ambulatori e negli ospedali gestiti da vecchi babbioni ignoranti e sclerotizzati. Perso l’ennesimo lavoro troverà impiego da dottor Dalrymple, specializzato nella cura “manuale” dell’isteria, che affligge buona parte delle signore di Londra e si manifesta variamente con tristezza, irritabilità, pianto frequente o incontenibile rabbia. Innamorato della seconda figlia di Dalrymple, Emily, e osteggiato dalla primogenita Charlotte, che lo vorrebbe impegnato su fronti più cospicui, Mortimer troverà per caso la soluzione a tutti i sui crucci da Edmund, suo amico e benefattore, che va matto per le invenzioni “elettriche”.
Certo, se volevate un severo documentario sull’aggeggio più rivoluzionario del secolo decimonono allora avete sbagliato film. Se invece avevate voglia di vedere una commedia che romanza un bel po’ la costruzione del primo “vibratore”, allora la vostra “gioiosa” cura, davvero una terapia del piacere anziché del dolore, è già iniziata: buon viaggio!
 
Domenica 29 luglio tocca di nuovo al cinema italiano con Magnifica Presenza di Ferzan Ozpetek, interpretato da Elio Germano, Paola Minaccioni, Beppe Fiorello, Margherita Buy, Vittoria Puccini, Cem Yilmaz, Platinette e Anna Proclemer.
Pietro Ponte è un giovanotto che inforna cornetti di notte e sogna di fare l’attore di giorno. Lasciata Catania per la capitale, cerca e trova casa a Monteverde. Entusiasta dell’appartamento e di una vita ancora tutta da realizzare, si accorge molto presto di non essere solo e di condividere il suo spazio con misteriosi inquilini, che appaiono e scompaiono turbandone il sonno e le notti. Le presenze, distinte e “magnifiche”, sono ombre di attori di un’altra epoca e di un’altra storia. Prigionieri di un passato nemmeno troppo remoto, la compagnia chiederà a Pietro di recuperare la libertà perduta. Così tra provini brillanti e cornetti fragranti, il ragazzo imparerà a convivere coi ‘propri’ fantasmi e a “vederli” nonché ad esserne visto, con occhi differenti.
C’è un ritrovato bisogno di collettività al centro di questo film. Una tavola imbandita, note empatiche tra picchi emotivi e distensioni comiche. Basta con il privato. Con questo mito della realizzazione personale. Il fuoco divorante della passione viene da lontano e approda in un luogo, il Teatro Valle occupato sì, ma non da ectoplasmi, quanto da “presenze” fisicamente autogestite.
 
E la settimana si chiude martedì 31 luglio con Almanya - La mia famiglia va in Germania (Willkommen in Deutschland)per la regia di Yasemin Samdereli e che vede sullo schermo sconosciuti ma ottimi attori turco-tedeschi come Vedat Erincin, Fahri Ogün Yardim, Lilay Huser e Demet Gül.
Una volta un saggio, alla domanda chi o che cosa siamo noi, rispose così: siamo la somma di tutto quello che è successo prima di noi, di tutto quello che è accaduto davanti ai nostri occhi, di tutto quello che ci è stato fatto. Siamo ogni persona, ogni cosa la cui esistenza ci abbia influenzato, o che la nostra esistenza abbia influenzato, siamo tutto ciò che accade dopo che non esistiamo più, e ciò che non sarebbe mai accaduto se non fossimo mai esistiti”.
Vedere a Pavia questo film è un gesto importante oltre che estremamente piacevole. Dopo aver lavorato per 45 anni come operaio ospite, Gastarbeiter in tedesco, Hüseyin Yilmaz, annuncia alla sua vasta famiglia di aver deciso di acquistare una casetta da ristrutturare in Turchia e naturalmente gli farebbe piacere che tutti partissero con lui per aiutarlo a sistemarla. Le reazioni però non sono delle più entusiaste. Ormai la famiglia si sente “troppo tedesca”.
Commedia sull’integrazione davvero irresistibile (si ride così tanto mentre stai guardando il film da star male) Almanya ha inoltre il pregio di metterci in guardia sui cosiddetti “modelli di sviluppo”. Siamo proprio sicuri che di solo PIL viva l’uomo?
 
 Informazioni 
 

Roberto Figazzolo

Pavia, 23/07/2012 (11049)

RIPRODUZIONE VIETATA
www.miapavia.com è testata giornalistica, il contenuto di queste pagine è protetto dai diritti d'autore.
In caso di citazione o utilizzo, si prega di evidenziare adeguatamente la fonte.



MiaPavia è una testata giornalistica registrata, © 2000- 2020 Buon Vento S.r.l. - P.I. IT01858930181
Tutti i diritti sono riservati - Chi siamo - Contatti - Mining pool