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Pagina inziale » Cultura » Articolo n. 11036 del 17 luglio 2012 (4613) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Paesaggi in quadro
Paesaggi in quadro
Oltre un centinaio di opere, tra dipinti e fotografie, sono state scelte nei depositi e nell’archivio storico fotografico dei Musei Civici di Pavia, per raccontare il volto di Pavia e del suo territorio attraverso l’obiettivo e il pennello dei suoi artisti.
 
Un interessante confronto tra pittura e fotografia emerge dalla selezione di immagini proposta nella mostra che verrà inaugurata venerdì, in grado di documentare e interpretare il paesaggio della città, del fiume, dei campi, dai primissimi anni del Novecento fino all’inizio del XXI secolo.
 
Pur rivelando le specificità dei diversi linguaggi espressivi, le immagini dipinte e quelle fotografiche dimostrano tangenze e influssi reciproci, contaminazioni di punti di vista e prospettive accelerate, tagli inconsueti e indagini luministiche che appartengono ad un comune orizzonte culturale. Colpisce la stretta vicinanza di alcune vedute, che possono far pensare ad un’attività condotta da pittore e fotografo in sintonia, frequentando gli stessi luoghi, confrontandosi sulle inquadrature e i tagli prospettici, sulla resa delle nuvole e dei riflessi sull’acqua.
 
I dipinti e le immagini “scritte con la luce” documentano la fortuna del paesaggio nel corso del Novecento, dopo l’affermazione nel secondo Ottocento, e consentono di scoprire i mille volti della città e del suo territorio, rivelando inattesi confronti e testimoniando i cambiamenti del tessuto urbano e della natura circostante fino ai nostri giorni.
 
Un filo rosso corre tra le ricerche fotografiche dei fratelli Giuseppe e Luigi Nazzari (attivi a Pavia dal 1897 al 1948) e il paesaggismo di gusto post-impressionista magistralmente interpretato negli stessi anni dai pittori Erminio Rossi, Romeo Borgognoni, Antonio Oberto, che avevano idealmente ereditato il testimone dal borghigiano Ezechiele Acerbi: gli scorci di vie e piazze cittadine si alternano ad inquadrature che coniugano il profilo della città e la componente “liquida” del fiume.
 
Si deve poi a Giorgio Kienerk - artista toscano di formazione macchiaiola, direttore della Scuola di Pittura di Pavia dal 1905 al 1934 - un nuovo impulso verso ricerche pittoriche en plein air che ha stimolato la generazione di artisti più giovani, tra cui Riccardo Viriglio, Alfredo Beolchini, Gino Buresch, Adolfo Mognaschi - animatori dal 1922 del sodalizio dei “Giovanissimi” - che intendevano rinnovare la tradizione del paesaggio lombardo secondo una formula nuova, caratterizzata da una sintesi compositiva che trova nel colore e nella scelta di insoliti punti di vista un’originale cifra stilistica.
 
I dipinti dimostrano interessanti tangenze con le inquadrature di un altro celebre fotografo pavese, Guglielmo Chiolini, che nel 1926 si era associato a Davide Turconi nell’impresa commerciale della Bottega di Fotografia. Specialmente attratto dal paesaggio, dalle acque e dai cieli, colti con reale sensibilità d’artista, Chiolini si dedica in modo quasi esclusivo a questi soggetti, specie nei primi anni della sua attività, connotati da una forte tensione estetica.
 
Le stagioni e i colori cambiano nel corso degli anni, la città modifica in parte il proprio profilo, esercitando sugli artisti suggestioni diverse: lo sguardo sul paesaggio si prolunga e muta, trovando altri interpreti negli artisti Enzo Zanotti, Rita Valli, Alfonso Marabelli. La carica spesso espressionista delle pennellate e dei colori sottolinea nuovi dettagli del paesaggio urbano e di quello naturale e un approccio emotivo differente, talvolta venato di simbolismo.
 
Sul fronte della fotografia, negli anni Duemila gli scatti di Giovanni Giovannetti, Antonio Manidi, Elisa Moretti, Pierino Sacchi ci consentono di proiettare le immagini del secolo passato nel nuovo millennio: la Pavia monumentale attesta, silenziosa e tenace, la sua storia gloriosa, tra vicoli medievali e antiche basiliche; l’aspetto del territorio si evolve attraverso le colture, mantenendo intatta la poesia delle lanche, delle risaie allagate, della natura che si riflette tra cielo e terra.
 
 Informazioni 
Dove: Musei Civici del Castello Visconteo, v.le XI Febbraio – Pavia
Quando: dal 21 luglio al 19 agosto 2012 (inaugurazione venerdì 20 luglio ore 18.00), da martedì a domenica dalle 9.00 alle 13.30
Ingresso: 3,00 euro. Gratuito per i possessori del biglietto dei Musei Civici 
Per informazioni: tel. 0382/33853, e-mail: museicivici@comune.pv.it
 
 
Pavia, 17/07/2012 (11036)

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