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Pagina inziale » Musica » Articolo n. 10707 del 5 aprile 2012 (2808) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Beatles Next Generation: bufala o realtà?
Beatles Next Generation: bufala o realtà?
Sembrava più una di quelle chiacchiere da bar, tipo fantacalcio, in cui ognuno dà la composizione della squadra ideale (in questo caso, i musicisti ideali); invece, pare proprio che sia una cosa vera, per quanto pazzesca possa sembrare.
Ma cosa mai sarà venuto in mente a James McCartney, figlio minore di Paul, che alla Bbc ha dichiarato “Sarebbe fantastico, potrebbero essere i Beatles Next Generation”, in relazione al fatto che avrebbe proposto agli altri “figli di Beatles” di riformare il gruppo in formato “mignon”.
 
Come James anche gli altri figli dei Fab Four hanno seguito le orme dei padri. Sean Lennon vive a New York e ha pubblicato diversi dischi, Dhani Harrison ha fondato un suo gruppo, “thenewno2” e Zak Starkey ha suonato con il padre, Ringo Starr, ma ha anche seguito diversi tour prima gli Oasis e adesso gli Who. Julian, il primo figlio di John, che ha già alle spalle una carriera abbastanza lunga, anche se per lo più ignorata dagli addetti musicali, non ha neanche risposto a questa idea balzana, trincerandosi dietro un dignitoso silenzio.
 
Per promuovere l’idea, James si è esibito con il suo gruppo nello storico Cavern Club di Liverpool dove i Beatles esordirono.
Il giovane McCartney ha aggiunto: “Io ci starei, Sean ci starebbe, Dhani ci starebbe. E se Zak non vuole, possiamo sempre rivolgerci a Jason” (Jason è il secondogenito di Ringo e suona anche lui la batteria).
E Zac (musicista serio) gli ha subito “dato il 2 di picche” dichiarando che non gli passa neanche per l’anticamera del cervello di aderire ad un’iniziativa così balorda.
 
In realtà, pur essendo un beatlesiano sfegatato, anche a me l’idea appare decisamente fuori luogo; a meno che non lo facciano con una vagonata di ironia e tonnellate di umiltà (ma non mi sembra di cogliere cenni di tutto ciò nelle dichiarazioni sino qui raccolte).
Ma perché? Ma che senso ha?
Se hanno voglia di suonare insieme per vedere se, per caso, si forma una sorta di magica mistura…. Ma lo facciano pure e si chiamino i Pinco Pallo o come diavolo gli gira; ma lascino stare il marchio Beatles.
Casomai, se proprio produrranno risultati pregevoli, sarà la stampa stessa a definirli “i nuovi Beatles”; ma partire già con un nome così altisonante mi sembra sciocco, presuntuoso e decisamente masochista: un bel modo per attirarsi critiche feroci da tutte le parti.
 
Ricordo una dichiarazione che fece Paul McCartney in un’intervista in cui gli chiesero perché (quando ancora erano in vita tutti i componenti) non si fossero mai riuniti. Rispose che, a parte tutte le ragioni personali, era soprattutto l’idea di confrontarsi con sé stessi di vent’anni prima: i Beatles erano ormai diventati “il Mito Beatles” e il timore era che la gente, di fronte ad una riunione la accogliesse con un “Beh? Tutto qua?”.
Già è difficile essere figli di artisti famosi; il buon senso consiglierebbe di non mettersi mai in confronto diretto con i genitori.
Sarebbe meglio se il giovane James ci meditasse un po’ sopra.
 
 Informazioni 
 

Furio Sollazzi

Pavia, 05/04/2012 (10707)

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