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Pagina inziale » Università » Articolo n. 10607 del 9 marzo 2012 (2333) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Federico Zeri, detective del falso
Federico Zeri, detective del falso
7 maggio 1992: “Cos’è un falso”, questo il titolo scelto da Federico Zeri per la sua lectio magistralis con cui si inaugurava un ciclo di incontri promosso dal Collegio Nuovo in collaborazione con l’Istituto di Storia dell’arte moderna, allora diretto da Rossana Bossaglia.
Un ciclo che vide pure la partecipazione di due allievi di Roberto Longhi: Andrea Emiliani, allora Sovrintendente ai Beni Artistici e Storici di Bologna e Mina Gregori, Accademica dei Lincei.
 
Come ricorda Grazia Bruttocao nel volume Incontri al Collegio Nuovo 1987-1997, Zeri si presentava allora per la prima volta al pubblico pavese, nel pieno delle polemiche per la ricostruzione della torre civica su cui espresse una proposta che introduce il concetto di “falso”: «Io farei una torre con le proporzioni di prima, il materiale di prima e il coronamento di prima, senza negare le varie stratificazioni nel tempo, perché questa sarebbe una falsificazione ignobile».
 
Una negazione di questo genere apparterrebbe, infatti, alla sfera del cosiddetto “vero falso”, ben distinta da quella del falso come erronea attribuzione: «Un oggetto eseguito in un’epoca diversa da quella dello stile che vuole esibire, cioè un oggetto destinato a ingannare». Ad aiutare Zeri nell’opera di smascheramento, un principio ineludibile a vari livelli: il passato è morto per sempre, pertanto il falso non riesce a non denunciare una sensibilità contemporanea, anzi spesso ha un elemento che riflette la “moda” e il gusto del tempo quasi anche a soddisfare le esigenze del collezionista.
 
Della figura di Federico Zeri, e della sua infaticabile attività di detective del falso, si discuterà con Marco Bona Castellotti, esperto di arte lombarda, editorialista del “Sole 24Ore” e curatore del volume Federico Zeri, Cos’è un falso e altre conversazioni sull’arte edito da Longanesi che raccoglie le ultime ancora inedite testimonianze del critico: oltre a questa storica lezione al Collegio Nuovo, altre quattro tenute tra il 1989 e il 1993 alla Bocconi e in forma di intervista per la Radiotelevisione della Svizzera Italiana.
 
A vent’anni da quella lectio magistralis, appuntamento giovedì sera a Pavia per un evento eccezionale, che non ignora le stratificazioni del tempo e vede anche due graditi ritorni al Collegio Nuovo: Maria Grazia Albertini Ottolenghi docente di Storia delle Tecniche artistiche prima a Pavia poi a Milano (Università Cattolica del Sacro Cuore), promotrice in Collegio del ciclo “Mediart 2000” (arte e multimedialità) e la responsabile relazioni esterne Longanesi Valentina Fortichiari, ospite in Collegio per una serata per Guido Morselli.
 
A chiudere la serata, il ricordo personale di Alessandra Mottola Molfino, storica dell’arte e attuale Presidente di Italia Nostra: quando era direttore del Museo Poldi Pezzoli organizzò una mostra sulla collezione di sculture di Federico Zeri, in un allestimento di Sottsass che intendeva rievocare l’epoca delle sculture (XV-XIX secolo) ma anche il loro carattere di oggetto di ricerca di questo eccezionale storico d’arte. A lei, legata a Federico Zeri da un lungo rapporto di stima e collaborazione, si deve anche il coordinamento della prima mostra dedicata al critico promossa, nel 2009, a Bologna dalla Fondazione che ne porta il nome per testimoniarne l’infaticabile officina di studio e ricerca.
 
 Informazioni 
Dove: Collegio Nuovo - Fondazione Sandra e Enea Mattei, via Abbiategrasso, 404 - Pavia
Quando: giovedì 15 marzo 2012, alle 21.00
 

Comunicato Stampa

Pavia, 09/03/2012 (10607)




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