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Pagina inziale » Cultura » Articolo n. 10458 del 26 gennaio 2012 (2261) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Matite per la Memoria, VIII ed.
Matite per la Memoria, VIII ed.
Ritorna nel fine settimana “Matite per la Memoria”, iniziativa che da 8 anni viene promossa dalla Provincia di Pavia nell’ambito della Giornata della Memoria, riconosciuta dalla Repubblica Italiana in data 27 gennaio, quella dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz.
 
Per quanto ci riguarda – commenta l’assessore alla Cultura Milena D’Imperio –, non è solo una adesione formale che nasce dal dettato di una legge dello Stato, ma un sostanziale impegno, attraverso le nostre proposte, nei confronti dei cittadini in generale e delle giovani generazioni in particolare, al fine di indagare un fenomeno quale è quello della deportazione, della concentrazione e dello sterminio degli ebrei che ha segnato così profondamente la storia del Novecento. Vogliamo sviluppare non solo un’operazione “ricordo celebrativo”, ma soprattutto un’azione volta a mantenere viva la memoria della tragedia che ha investito milioni di cittadini europei di origine ebraica che ebbero la sventura di essere catalogati come “diversi” dal sistema terroristico del Terzo Reich nazista. Attivamente e fermamente contro ogni tipo di discriminazione. Sempre”.
 
La proiezione di due film al Politeama di Pavia, nella giornata del 1 febbraio - Vento di primavera (La Rafle) (alle 16.00) e This must be the place (Versione originale sottotitolata, alle 21.00), farà da corredo alla consueta mostra documentaria, a cura di Matteo Corradini e Andrea Valente, che, dopo i numeri, vedrà "i nomi" fare da filo conduttore tra i pannelli espositivi.
 
Prima a Cava Manara poi a Pavia, i termini legati alla Shoah, lo sterminio compiuto dal Terzo Reich e dai suoi alleati a danno di circa 6 milioni di ebrei, aiuteranno i visitatori a comprendere meglio, e non dimenticare, questo triste capitolo di storia.
Jude, che significa semplicemente ebreo in tedesco. Ghetto, primo fra tutti quello ghetto di Venezia, risalente al 1516, dove gli ebrei della Serenissima erano costretti ad abitare. Stück: uno dei passaggi fondamentali dello sterminio riguarda i trasporti. Gli ebrei venivano ammassati nei treni merci e portati a forza verso i campi di lavoro o di sterminio. Aliyah, che vuol dire salita, ma in qualche modo anche pellegrinaggio…
 
Nel famoso reportage “La banalità del male”, dedicato al processo ad Adolf Eichmann, – riporta Antonio Sacchi, dirigente del Settore Cultura – Hannah Arendt chiarisce bene le caratteristiche di una “procedura di sterminio” nella quale si assiste alla sostituzione della morale con la tecnica. Dimostra così come possa nascere quel sistema di radicale persecuzione che si auto assolve dalle proprie colpe proprio in funzione del fatto che la violenza è autorizzata, che c’è una distanziazione tra vittima (spersonalizzata a cominciare dall’imposizione del numero di matricola sulla pelle) e carnefice (l’impiegato del sistema dei Lager, che fa un lavoro di routine – e lo fa bene – nel quale non si tiene conto della sacralità della vita umana). Relativizzare la Shoah, attività intellettuale alla quale per altro si dedicano, in modo irresponsabile, anche alcuni esponenti del pensiero contemporaneo, è diventato l’irriverente provocazione di chi vorrebbe ricondurre la storia della persecuzione antiebraica in Europa a una forma cancerogena, a una parentesi, nel lungo e luminoso percorso della civiltà. Essa invece ne è un prodotto. È un errore immaginare che crudeltà e civiltà siano in antitesi.
In questo senso Auschwitz è un paradigma: può ampliare l’universo della nostra consapevolezza”.
 
 Informazioni 
Dove: presso lo Spazio Espositivo di Villa Olevano - Cava Manara
Quando: 28 gennaio - 12 febbraio 2012, dal lunedì al sabato: dalle 9.00 alle 13.00, sabato e domenica: dalle 15.00 alle 18.30
 
Dove: presso l’Istituto Superiore Cairoli, corso Mazzini, 7 - Pavia
Quando: 18 febbraio - 3 marzo 2012, dal lunedì al sabato, dalle 9.00 alle 13.00
 

La Redazione

Pavia, 26/01/2012 (10458)

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