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Pagina inziale » Cultura » Articolo n. 10416 del 10 gennaio 2012 (2502) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Pictures at an Exhibition
un'opera di Valentina Chiappini
Sabato prossimo l’Assessorato alla Cultura del Comune di Pavia e l’Accademia delle Belle Arti di Brera di Milano promuovono l’inaugurazione di una mostra-evento multanime (a cura di Rolando Bellini) di pungente e rara beltà, di grande autenticità – dunque, eticità – e di indubbia originalità negli spazi del Broletto. Protagoniste tre splendide, giovani, brave artiste.
 
La coscienza poetica, stando a Elio Vittorini (lo scrive su “Il Politecnico”), è la forma più evoluta e certo quella più intellettuale tra tutte le forme a cui l’uomo possa aspirare. È spesso però, talvolta, anche la più alienata e sommaria agli occhi dei neofiti. Ma ha dalla sua tutta la forza commovente-seducente della scoperta poetica. E dunque può provocare l’indicibile: un’autentica scoperta degli occhi, per dirla con Leonardo.
Ebbene, questa coscienza poetica mi pare animi con eguale fervore e tuttavia differenti declinazioni espressive, il “fare” di queste tre artiste: Valentina, Michela, Alice/Margherita.
Ma com’è possibile? Chi sono costoro?
 
Valentina Chiappini, magistrale performer siciliana che pare mescolare arte pittorica-musica-azione, alias segni-suoni-colori e simboli in una miscela esplosiva e sensuale non immune dai ritmi e dai contenuti dell’ultima frontiera musicale ma che si nutre anche d’una fervida e viscerale passione per la poesia francese simbolista di fine XIX secolo, da cui scaturisce una personale arte graffiante/primitiva, una pittura rupestre e carnale che sa accostare e sovrapporre le più remote coordinate storiche all’inafferrabile presente-futuro dando vita, attraverso le sciabolate delle lame che impugna e muove come dita-unghie a enti dotati (per sottrazione, per lacerazione o ferita) di spazi geo-asimmetrici, frammentati e destrutturati;
 
un'opera di Michela De CarloMichela De Carlo, multanime produttrice di una ricerca gonfia di liricità, una ricerca inimitabile, autopoetica, che si avvale indifferentemente di diversi medium tecnico-espressivi, dalla videoarte alla più tradizionale pittura a olio, che contamina le tecniche tradizionali agli strumenti multimediali e, allo stesso tempo, va conquistando e trasfigurando dimensioni, identità, materialità, cose e visioni di differenti mondi, di universi paralleli, per realizzare un continuum post-bachelardiano e post-batailleiano di sicuro impatto: visto che sgorga un linguaggio imprevisto, tutto registrato in chiave metonimica e metaforica;
 
Alice Gaja, alias Margherita Di Battista, due anime, due sensibilità, due personalità in una, un’unica duplice artista intenta a coniare una produzione sperimentale attenta ai maghi della pittura astratta e ai vicini teorici e filosofi, coniugata però a una curiosa passione per la poesia romantica tedesca e ad altro che le consente di percorrere sentieri pittorici ai confini dell’universo e di tracciare così vie inesplorate su cui va riscrivendo, in base a selezionate teorie linguistiche e cognitiviste contemporanee – Eco, Merlau-Ponty, Foucault e altri – una originale proposta artistica che dà sembiante a un eccentrico nichilismo epistemologico. 
 
un'opera di Margherita Di BattistaValentina è forse, sulla scena del nuovo millennio, l’erede più trasgressiva-emotiva ed emozionante di Lucio Fontana.
Michela è forse, sulla scena del nuovo millennio, l’erede più paradossale-vitale di Joseph Beuys.
Alice/Margherita è forse, sulla scena del nuovo millennio, l’erede più perspicace-imprevedibile di Piet Mondrian.
 
Pictures at an Exhibition, carica di segni e segnali sin dal titolo volutamente anglofono, è forse la più originale-promettente esperienza visiva che possa toccare, in questo nuovo millennio, a chi capiti in questi giorni a Pavia. A chi desideri innamorarsi dell’arte contemporanea e perché no, di queste tre sue bellissime e brave protagoniste di respiro internazionale, capaci di un “fare” di indubbia quanto felicitante originalità-autenticità-eticità artistica.
Un evento, concepito in collaborazione con un workshop braidense (l’Accademia delle Belle Arti di Brera, Milano) che coinvolge i “passi di lupo”, alcuni veicoli formativi eccezionali e i rispettivi insegnamenti e altro ancora; un evento, forse, da non trascurare.
 
 Informazioni 
Dove: Spazio per le Arti contemporanee del Broletto, piazza della Vittoria – Pavia
Quando: dal 14 gennaio (inaugurazione ore 18)al 5 febbraio 2012, da martedì a venerdì dalle 17.00 alle 19.00; sabato e domenica dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 19.00

 

Comunicato Stampa
a cura di Rolando Bellini
docente di Storia dell'Arte contemporanea Accademia di Belle Arti di Brera, Milano

Pavia, 10/01/2012 (10416)




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