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Pagina inziale » Musica » Articolo n. 1041 del 9 maggio 2003 (1892) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Trovesi al Brianza Open Jazz
Trovesi al Brianza Open Jazz

E' stata presentata, Giovedì 8 Maggio, la terza edizione del Brianza Open Jazz Festival (come sempre, molto ben organizzato da Giovanna Mascetti per l'agenzia Verdearancio) con una conferenza stampa ed un concerto, presso il Teatro Villoresi di Monza, dell'Ottetto di Gianluigi Trovesi.

Questa grossa e distribuita rassegna giunge così all'edizione 2003 con un ben nutrito programma che vede alternarsi nelle piazze e nei luoghi di Monza, Villasanta, Biassono, Brugherio, Cernusco sul Naviglio, Vedano al Lambro e Lissone, tra il 25 Giugno e il 13 Luglio, formazioni e artisti quali Flavio Boltro French Quartet, Enrico Rava e Stefano Bollani, gli Zappatistas (gruppo di jazzisti britannici -tra cui spiccano John Etheridge e Annie Whitehead- che rielabora temi di Frank Zappa), Rita Marcotulli, la Louis Armstrong Tribute All Star (con Alfredo Ferrario al clarinetto), Federica Tassinari Sextet, Trapezomantilo, Maurizio Giammarco, l'Herbie Nichols Project, Media Res, Simone Guiducci Ensemble, Giovanni Mazzarino Trio e il Paolino Dalla Porta Sextet.

A quello che è il programma tradizionale si aggiunge quest'anno una nuova sezione che si colloca nel Teatrino della Villa Reale di Monza.

Gianluigi Trovesi

In questa nuova sezione (Lampi) si terra Temp Testa (un recital ''solo'' di Gianmaria Testa) e Nuvole e Lampi, straordinario progetto che vede insieme il violoncellista Mario Brunello accoppiato al clarinetto di Gabriele Mirabassi e alla voce di Gianmaria Testa.

La conferenza Stampa è stata l'occasione per il concerto in anteprima dell'Ottetto di Gianluigi Trovesi e la presentazione del CD Fugace, inciso per la prestigiosa etichetta ECM. Così come Umberto Eco aveva presentato il CD (sempre per l'ECM) di Trovesi e Coscia (In Cerca di Cibo), Stefano Benni scrive un breve ed intenso testo per questo nuovo lavoro discografico, il cui libretto e corredato anche da fotogrofie di Roberto Masotti.

Il progetto del disco, registrato (per la prima volta dall ECM in uno studio italiano) presso lo studio Next Officine Meccaniche di Mauro Pagani, si articola su una serie di temi e spunti che ripercorrono la storia del Jazz e non solo quella, se si tiene conto della poliedrica formazione musicale di Trovesi.

Nel suo modo di sentire la musica si intrecciano la musica da banda e da ballo, lo swing e le radici popolari della tradizione italiana, la musica classica e la riscoperta fdel jazz in tutte le sue forme e contaminazioni.

Trovesi si è creato uno stile unico, personale e immediatamente riconoscibile che, in qualche modo e in maniera del tutto casuale, mi ricorda un po' (nella forma dell'Ottetto) alcune cose di Westbrook, piuttosto che di Jan Carr o dei Soft Machine nel tipo di arrangiamento adottato.

D'altro lato, le soluzioni ritmiche e i siparietti armonici rimandano ad una concezione teatrale dello spettacolo che affonda le proprie radici nella tradizione italiana.

Il concerto vero e proprio inizia alle 22 e 30 (legato ad una diretta RAI che tarda a collegarsi) ma, in realtà, viene preceduto da una buona mezz'ora di ''assaggi'' e spiegazioni dei temi presenti nel nuovo lavoro.

Sul palco, con Trovesi (clarinetti e sax alto), ci sono Massimo Greco (tromba, flicorno ed electronics), Beppe Caruso (trombone), Marco Micheli (Contrabbasso e baso elettrico), Vittorio Marinoni (batteria), Roberto Bonati (Contrabbasso), Marco Remondini (violoncello) e lo straordinario Fulvio Maras (percussioni ed electronics).

Descrivere l'elaborazione dei temi, senza averli ascolati, poco aggiungerebbe alla vostra conoscenza e quindi mi limito a dire che l'ora di concerto ha avuto la lievità di un minuto grazie alla bravura dei musicisti, alla variegata diversità e originalità degli arrangiamenti (che, se pur molto ''scritti'', lasciavano ampio spazio all'improvvisazione dettata dalla sensibiltà del singolo), al cocktail di stili e modi diversi di intendere la musica, all'ironia e al divertimento che trasudavano dalle esecuzioni.

Nota curiosa: è la prima volta che sento suonare il violoncello con distorsore e wha-wha in ''evocazioni'' hendrixiane !

 
 Informazioni 
 

Furio Sollazzi

Pavia, 09/05/2003 (1041)

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