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Pagina inziale » Spettacoli » Articolo n. 10409 del 5 gennaio 2012 (2681) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Un marito ideale
Un marito ideale
Esisterà davvero? L’appuntamento per scoprirlo è venerdì sera a Voghera quando, nell’ambito della stagione di prosa “A Porte Aperte”, Oscar Wilde offrirà la sua opinione in questo spettacolo tradotto e adattato da Roberto Valerio,che ne è anche regista e interprete insieme a Valentina Sperlì, Pietro Bontempo, Alarico Salaroli e Chiara Degani.
 
An ideal Husband” va in scena per la prima volta il 3 gennaio 1895, al Royal Theatre di Londra. Noto in tutti i salotti per il suo straordinario talento di conversatore Oscar Wilde è incontrastato padrone delle scene londinesi con i suoi society dramas: “Il ventaglio di Lady Windermere”, “Una donna di nessuna importanza” e “L'importanza di chiamarsi Ernesto”.
 
Sir Robert Childern è il marito ideale per lady Childern, incapace di qualsiasi atto immorale; se fosse diverso non potrebbe amarlo. Uomo rispettabilissimo, di grandi capacità, è ormai una personalità e occupa un’importante posizione nella vita politica. Tuttavia egli porta una spina nella sua coscienza: ha iniziato la sua ascesa con un atto disonesto e tace alla moglie quell’inizio immorale per paura di perdere il suo amore. Finché appare una ricattatrice, la signora Cheveley, che è a conoscenza della macchia iniziale della sua carriera e volendo avvalersene per i suoi traffici, minaccia di smascherarlo e di rovinargli sia la posizione, sia la felicità coniugale...
 
Tutti i personaggi ancorati alla loro eleganza, si muovono per spazi angosciosi dove s’annidano duelli, ricatti e compromessi. Nessun personaggio è come sembra.
Sir Robert, considerato da tutti il marito ideale, il politico perfetto, nasconde nel suo passato un losco segreto.
Sua moglie Gertrudh, apparentemente modello di amore virtuoso, è pronta ad abbandonare il marito appena costui si rivela moralmente poco limpido: vero amore o piuttosto venerazione di un ideale?
La signora Cheveley dietro la maschera dell’eleganza e del fascino femminile, nasconde un animo scaltro e senza scrupoli. E lord Goring, autoritratto di Oscar Wilde, apparentemente frivolo e superficiale, in realtà profondamente umano ed equilibrato.
Roberto Valerio, assecondato da una compagnia - Teatridithalia in collaborazione con Padiglione Ludwig - capace di divertire, divertirsi e dare significato a tutte le sfumature di cui i testi di Wilde sono ricchi, ha portato in scena questa commedia poco rappresentata in Italia conquistando il pubblico e regalando uno spettacolo “di calviniana leggerezza, tra vaudeville, farsa e satira di costume”.
 
Ma sul canovaccio stereotipato della commedia vittoriana - ribadisce il regista - Wilde innesta il suo formidabile gusto per la battuta caustica, l'aforisma fulminante, il dialogo frizzante, il nonsense, il paradosso, il virtuosismo verbale, gettando via in un soffio tutto il vecchiume e la polverosa ipocrisia di un'epoca. Il linguaggio di Wilde, così complesso e raffinato, dona alla commedia, nonostante la gravità dei temi trattati, un soffio costante di leggerezza. La leggerezza intesa non come superficialità, bensì come qualità primaria e fondamentale (vedasi le “Lezioni Americane” di I. Calvino) di un'opera d'arte”.
 
 Informazioni 
Dove: Cinema-Teatro Arlecchino, SOMS - via XX Settembre, 92 - Voghera
Quando: venerdì 13 gennaio 2012, ore 21.00
 
 
Pavia, 05/01/2012 (10409)

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