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Pagina inziale » Cultura » Articolo n. 10373 del 14 dicembre 2011 (5204) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Quattro
Quattro
Quattro. Quattro artisti tra pittura e scultura, tra superficie bidimensionale e terza dimensione, tra colore e materia. Il dialogo che si stabilisce tra le opere di Monica Anselmi, Luigi Bianchini, Achille Clerici e Gianna Ghiech colpisce per la particolare sensibilità nell’approccio con i materiali che ognuno di questi artisti mette in campo, infrangendo i consueti generi artistici con continui sconfinamenti tra il gesto pittorico e quello scultoreo.
 
L’esposizione, allestita a cura di Francesca Porreca nel suggestivo spazio del Broletto,
diventa così un incontro di sensibilità diverse che esprimono una ricerca coinvolgente, attenta all’equilibrio di forma e contenuto, di materia e simbolo, ma anche alla capacità dell’arte di sollevare questioni esistenziali e suscitare domande rispetto alla realtà contemporanea.
Le forme aperte che gli artisti ci propongono, la dimensione mutevole delle loro opere, la contaminazione di tecniche e materiali è testimonianza di un atteggiamento aperto all’incontro e alla sperimentazione, con lo sguardo sempre attento a quella componente immaginativa che determina il coinvolgimento dello spettatore nell’universo artistico.
 
Tracce del vissuto e di un’esperienza che da individuale diviene collettiva, segnata dall’urgenza di esprimere le stratificazioni e le contraddizioni della nostra epoca, emergono in particolare nelle opere di Anselmi e Gheich, percorse da una ricerca figurativa che mescola pittura, fotografia e collage (nel caso di Monica Anselmi), ferro, cemento, creta, resine e smalti (nel caso di Gianna Gheich), con prelievi diretti di frammenti di realtà in entrambi i casi.
Questi lavori conservano suggestioni derivate dal Nouveau Réalisme e dalla complessa stagione Pop, meditate e tradotte attraverso una particolare attenzione per la materia, capace di inglobare il vissuto e dare voce alle inquietudini umane. Le intense accensioni cromatiche, l’assemblaggio di materiali ed elementi diversi, la sottile dimensione narrativa ottenuta con accostamenti originali e inaspettati determinano l’amplificarsi del palpito di vita che emana da queste creazioni.
 
Anche nelle opere di Achille Clerici e Luigi Bianchini si avverte la necessità di far uscire l’opera dai vincoli della forma per creare una sorta di racconto emotivo: pur muovendosi su piani espressivi diversi, entrambi gli artisti plasmano materiali e superfici con grande eleganza e sensibilità, esaltandone le proprietà intrinseche e facendo emergere anche caratteristiche inattese.
Così le tele estroflesse di Bianchini sfuggono alla dimensione bidimensionale del quadro per creare una sorta di movimento emozionale che cattura luce e ombra, certezze e dubbi, desideri e paure. Il colore esalta i percorsi magmatici che solcano la superficie della tela, dà risalto alle linee spezzate che sembrano seguire la traccia di qualcosa di inafferrabile e acuisce la sensazione di trovarsi di fronte ad una composizione in perenne divenire.
Il senso di un’opera che si nutre del rapporto con lo spazio è ben presente anche nel lavoro di Clerici, che dimostra grande attenzione nella scelta dei materiali da plasmare o su cui agire con interventi minimali: lo scultore riconosce e valorizza la forza poetica della materia grezza - il legno, l’argilla, il ferro - e allo stesso tempo costruisce forme sintetiche servendosi di linee essenziali, rese maggiormente espressive grazie al gioco delle ombre creato dall’equilibrio di pieni e vuoti e alla gamma iridescente dei blu e dei verdi ottenuti con la tecnica raku.
 
Quattro identità artistiche, dunque, quattro approcci diversi nei confronti della materia: eppure in questi percorsi che si incrociano e talvolta convergono, sapientemente animati dal colore e dalla contaminazione di tecniche e materiali, si avverte una comune urgenza espressiva. L’identità di ciascuno emerge nella differenza, giunge a maturazione nel confronto, rispecchia e riflette fisionomie interiori che si traducono proprio nel rapporto particolare con la materia artistica.
 
 Informazioni 
Dove: Spazio per le Arti contemporanee del Broletto, ingresso da Piazza Cavagneria - Pavia
Quando: dal 15 (inaugurazione ore 17.30) al 30 dicembre 2011, feriali:16.00-19.00; festivi: 10.00-12.00 / 16.00-19.00.
 

Comunicato Stampa

Pavia, 14/12/2011 (10373)




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