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Pagina inziale » Università » Articolo n. 10272 del 17 novembre 2011 (2041) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Il mondo (e le donne) devono sapere
La copertina del libro
Primo appuntamento letterario al Collegio Nuovo con Michela Murgia, Premio Campiello 2010 con il romanzo Accabadora, tradotto sinora in 6 lingue. Ultima sua pubblicazione, sempre per Einaudi: Ave Mary (2011), «saggio teologico dalle tonalità pop» che le è valso il titolo di socia onoraria del Coordinamento delle teologhe italiane.
 
«Per me la scrittura è piuttosto uno strumento per organizzare il dissenso verso tutto ciò che concepisco come ingiustizia». Parole di Michela Murgia che esordisce con un titolo quasi programmatico: ll mondo deve sapere, un romanzo “tragicomico di una telefonista precaria” (edito da Isbn), nato dal suo blog autobiografico.
La vita del testo continua nella pièce teatrale che ne è stata tratta e nel film di Paolo Virzì Tutta la vita davanti alla cui sceneggiatura ha collaborato la stessa autrice.
 
Una scrittrice, nata 39 anni fa a Cabras, che vive nel “Continente” pianificando un ritorno nell’Isola, che rifugge tanto dall’etichetta del “Rinascimento sardo” (Niffoi, Soriga) quanto dai manifesti della Generazione TQ (un “movimento di lavoratori e lavoratrici della conoscenza trenta-quarantenni di non solo scrittori”).
Tra le ragioni della sua perplessità per questo movimento, senza nulla togliere alla stima verso i suoi componenti, colpisce la sua lettura del contributo delle donne: «Il percorso politico di consapevolezza collettiva delle donne (che è cosa diversa dall'identità collettiva) nell'Italia del 2011 non sta passando dalla narrazione dello scontro generazionale, ma al contrario da quella del consolidamento del legame intergenerazionale contro ogni tentativo di frantumare anagraficamente gli obiettivi. […] Che TQ assuma invece come necessario e fisiologico il codice simbolico della contrapposizione padri-figli significa che chi vi aderisce accetta di muoversi sin dai fondamenti dentro una prospettiva metodologica socialmente bellica e una visione esperienziale culturalmente maschile
 
Una donna più che mai presente e attiva in modo originale nella società contemporanea: lo fa anche attraverso un romanzo ambientato nella provincia sarda degli anni Cinquanta, Accabadora, storia di una donna, “colei che finisce”, dando una morte pietosa, se necessaria e richiesta: un romanzo iniziato in pieno caso Welby e terminato mentre si stava chiudendo il dramma di Eluana Englaro.
Andando ancora più a ritroso, Michela Murgia, credente cattolica «organica, non marginale» torna addirittura a rileggere la storia dell’Annunciazione dove il “sì” di Maria non è una passiva accettazione, ma atto coraggioso e rivoluzionario.
Riflessioni e narrazioni condotte con una scrittura la cui intensità e qualità verranno evidenziate dall’analisi della prof. Anna Modena, docente del Dipartimento di Scienza della Letteratura e dell’Arte medievale e moderna dell’Università di Pavia e attenta lettrice di autori contemporanei, molti dei quali, tra i più recenti Silvia Avallone, Francesco Cascini e Flavio Soriga, presentati al Collegio Nuovo.
 
 Informazioni 
Dove: Collegio Nuovo - Fondazione Sandra e Enea Mattei, via Abbiategrasso, 404- Pavia
Quando: lunedì 21 novembre 2011, ore 21.15
Per informazioni: tel. 0382/547337 - 5471
 

Comunicato Stampa

Pavia, 17/11/2011 (10272)




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