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Pagina inziale » Università » Articolo n. 10206 del 28 ottobre 2011 (2229) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Personaggi e avventure del Ghislieri negli anni '30
Personaggi e avventure del Ghislieri negli anni '30
Lo studio può essere un’avventura, cui dedicare ogni energia nel nome del merito e della passione ? E Pavia può essere il luogo in cui iniziare quest’avventura, e proseguirla fino a compiere scoperte straordinarie e a sfiorare il Premio Nobel? Può la cultura restare immune dai veleni della politica, e creare spazi di libertà dove costruire un futuro migliore?
 
Di questo parleranno mercoledì sera al Collegio Ghislieri di Pavia tre brillanti studiosi, capaci di trasformare i percorsi della storia in vibranti incursioni nel presente: Gianmarco Gasperi, che presiede la Casa del Manzoni a Milano, Paola Carlucci, della Normale di Pisa, e Arianna Arisi Rota, storica che sa registrare anche la dimensione emotiva del passato.
L’occasione è la presentazione ufficiale del volume “Il merito e la passione. Vittorio Erspamer e Pietro Ciapessoni, due avventure di studio a Pavia fra fascismo e serotonina” (editrice Cisalpino 2011), promosso dal Centro per la Storia dell’Università di Pavia degli autori Dario Mantovani e Paolo Mazzarello, storici del diritto e della scienza.

Il luogo della conferenza (e punto di partenza dell’avventura) è il Collegio Ghislieri, residenza universitaria d’eccellenza, e i due protagonisti sono il farmacologo Vittorio Erspamer e il giurista Pietro Ciapessoni: vite quasi parallele, che trovarono in uno dei collegi universitari pavesi il loro punto di convergenza, negli anni ‘30 del Novecento. Anni difficili per chi, avendo responsabilità pedagogiche come Ciapessoni, Rettore del Ghislieri, cercava di mantenere un’au­tonomia dal totalitarismo fascista. Con la sua azione educativa, che traeva alimento dalla pas­sione per lo studio che egli stesso praticava, Ciapessoni seppe ritagliare, a vantaggio dell’istitu­zione che dirigeva, significativi spazi di libertà intellettuale.

In questi spazi, poterono germo­gliare tanti alunni destinati a incidere profondamente nella vita culturale e scientifica del nostro Paese, di cui seppe sostenere le esitazioni e valorizzare i talenti, con “arte... maestra d’incanti e di chimismi”, come la definì uno di loro, Teresio Olivelli; e fra gli altri, nomi celebri come i filologi Gianfranco Contini e D’Arco Silvio Avalle, l’ematologo Edoardo Storti, il giurista Vittorio Denti, lo psicanalista freudiano Johannes Cremerius e l’economista Ezio Vanoni.
 
Tra questi giovani brillantissimi, c’era anche il giovane appassionato naturalista Vittorio Erspamer. Senza mezzi, spronato da una madre volitiva, che avrebbe preferito per il figlio una carriera più tradizionale di medico condotto, ma che dovette arrendersi al suo talento straordinario, Erspamer intraprese un brillante cursus honorum fino a diventare uno dei maggiori scienziati italiani di tutti i tempi, più volte candidato per il Premio Nobel per la medicina.
A lui si deve, fra l’altro, la scoperta della serotonina, il cosiddetto “ormone del buonumore”. Erspamer isolò la serotonina nelle ghiandole della pelle della rana, nell’ambito dello stesso filone di studi si rese protagonista dell’isolamento di altri neurotrasmettitori.
L’impatto scientifico di questo lavoro pionieristico, che aprì la strada a importanti scoperte nell’organismo umano, fu descritto da Viktor Mutt, del Karolinska Institute, come l’analogo della scoperta di un continente nuovo e inesplorato: “Vittorio Erspamer ha realizzato nel nostro tempo quello che due suoi connazionali, Cristoforo Colombo da Genova e Amerigo Vespucci da Firenze, fecero cinque secoli fa: scoprire un continente da esplorare”.

Le vicende narrate in questo libro - ricostruite grazie a lettere finora inedite, attraverso le parole dei protagonisti e dei loro compagni di strada, con suggestive immagini e giudizi storici profondi e attuali - assurgono a simbolo, valido oggi come allora, della realtà universitaria italiana, delle difficoltà in cui si dibatte, ma anche del ruolo svolto da docenti e istituzioni di valore nella formazione di un ceto dirigente all’altezza dei propri compiti.
 
 Informazioni 
Dove: Aula Goldoniana del Collegio Ghislieri, Piazza Ghislieri, 5 – Pavia
Quando: mercoledì 2 novembre 2011, ore 21.00
 

Comunicato Stampa

Pavia, 28/10/2011 (10206)




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