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Pagina inziale » Musica » Articolo n. 10162 del 14 ottobre 2011 (3521) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Donald & Jen MacNeill e i Lowlands
Donald & Jen MacNeill e i Lowlands
Mettete insieme un cantautore folk scozzese che abita nell’isoletta di Colonsay (78 abitanti!) e un gruppo di pavesi (che tutti scambiano per anglosassoni) che ha conquistato la critica e il pubblico inglese (e non solo), dategli da raccontare la storia dell’SS Arandora Star (una nave che trasportava 800 prigionieri di guerra, tedeschi ed italiani, i cui corpi finirono sulle spiagge dell’isola quando, nel 1940, la nave venne affondata da un U-boat) e vi ritroverete, per incanto, in un’atmosfera che ricorda tanto quella dei Fairport Convention o di un certo John Reinborn. Registrato in una stanza con un microfono: sorprendente!
 
Ed (Edward Abbiati, leader e anima dei Lowlands) mi aveva già raccontato la storia di questo album e io ve la riporto tale e quale.
 
Ho conosciuto Donald “Pedie” MacNeill nei primi anni ‘90, quando fui spedito dai miei genitori a lavorare per un’estate nella fattoria dei miei zii, in Scozia. L’isola era Oronsay, popolazione 4 persone. Nell’isola accanto, Colonsay, le anime erano 78, credo. Ci viveva e lavorava anche Donald “Pedie” MacNeill. Uno dei 78. Fui mandato assieme a mio cugino Daniel a lavorare per lui durante la stagione della tosatura delle pecore. Fu allora, lì, che scoprii che Pedie non era solo un insegnante, non solo un marito, non solo un padre e un contadino: era anche un incredibile cantautore. Teneva concerti sull’isola, dove non c’era molto altro da fare; quell’estate andai ad ascoltarlo spesso. “What’ll we do”, “Fair tides” e altre erano canzoni incredibili alle mie orecchie. Bellissime. Al livello di qualsiasi cosa scritta da Dylan o Springsteen.
 
Facciamo un salto in avanti di quasi due decenni. Io e la mia band Lowlands avevamo appena pubblicato il nostro primo disco e mia zia, ancora lei, spedì il cd a Pedie che lo ascoltò e mi contatto via e-mail. Pareva piacergli quello che avevamo fatto e dopo vent’anni fummo di nuovo in contatto, così gli dissi - perché non vieni qui a registrare un disco con noi, facciamo qualcosa assieme-. Donald volò qui la primavera scorsa con sua figlia Jen, anche lei sul disco. Registrammo canzoni vecchie e canzoni nuove, esplorando, credo, molti temi ricorrenti nella vita musicale di questo autore. Temi riguardanti il partire, rimanere, la vita dura, il lavoro, la vita e la morte. Trovo che questo disco sia molto vero e reale in tempi molto duri. È stato un piacere potere registrare con lui e ascoltare le sue canzoni per tutti questi anni”.
 
E il disco che ne è uscito è incredibilmente bello; fuori dal tempo e dalle mode, è musica di sentimenti forti, semplici e diretti.
 
I Lowlands sono riusciti ad intervenire in maniera personale ed evidente, senza mai però soverchiare il lavoro del cantautore che rimane il solo vero protagonista.
Sarà interessante ascoltarli dal vivo con questo unico concerto pavese di martedì 18.
Non perdete questa occasione.
 
 Informazioni 
Fathers & Sons Concerto
Dove
: via Faruffini, 5, c/o Spaziomusica - Pavia
Quando: martedì 18 ottobre, ore 21.00
 

Furio Sollazzi

Pavia, 14/10/2011 (10162)

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