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Pagina inziale » Musica » Articolo n. 1007 del 28 aprile 2003 (5010) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
''M'INTERESSI''
''M'INTERESSI''

Che cos'è un Discoratorio? Il termine non esiste; l'ho coniato io per cercare di descivervi una nuova realtà con cui sono venuto a contatto questa settimana. Ma cominciamo dal principio e ...in principio era Don Emanuele Brusati.

Un prete d'assalto, si sarebbe potuto definirlo ngli anni '60; oggi si potrebbe identificare come prete-manager-imprenditore. Non un pastore di anime, ma un gestore di coscienze,; non un missionario in cerca di conversioni ma un ''illuminato'' che cerca di risvegliare (prima di tutto) in ognuno di noi e, in particolar modo in chi gestisce masse di persone (giovani, specialmente), la consapevolezza di avere a che fare con una serie di individui e non con dei numeri che possono rappresentare un incasso più o meno cospicuo.

Sto facendo un discorso un po' fumoso? Eh, lo so: non è facile condensare in poche righe più di due ore di intervista con un personaggio pieno di energia e di idee quanto uno spettacolo di fuochi pirotecnici.

Ricominciamo da capo: in pricipio era Don Brusati, giovane sacerdote che si ritrova a gestire una parrocchia immersa nel rutilante mondo delle discoteche dell'Emilia Romagna. Questo suo continuo contatto con gestori (da un lato) e giovani fruitori (in grandissima parte giovani) dall'altro lo porta ad accumilare una serie di esperienze uniche.

La consapevolezza che l'istituzione Oratorio, come centro di aggregazione giovanile, ha perso ogni aggancio con la realtà contemporanea e vede diminuire in modo drastico e impressionante il numero dei ragazzi che ancora lo frequentano, sviluppa un interessante e provocatorio progetto che attira l'attenzione delle più alte autorità ecclesiastiche e così, con l'appoggio della Direzione del Servizio Nazionale per la Pastorale Giovanile della Conferenza Episcopale Italiana, viene messo in cantiere questo ardito esperimento. Lo ripeto ancora una volta: non è un tentativo di portare a Messa o a Scolino qualche giovane in più, ma un sincero e disinteressato (e gratuito) nuovo modo di intendere l'Oratorio. Non più come uno spazio delimitato da quattro mura e un cortile, soggetto agli umori di chi lo gestisce e, più o meno esplicitamente, coercitivo nei confronti delle esplicite ideologie e credenze di chi lo frequenta, ma un'alternativa al mondo biecamente commerciale delle discoteche che, oltretutto, dopo avere ben spremuto i giovani li sta abbandonando per un pubblico più adulto e più tranquillo da gestire.

In pratica il progetto nato e sviluppato nella Parrocchia di Quartiano di Mulazzano (a Lodi) si incentra su una discoteca multifunzionale: un primo esempio di Oratorio Notturno. Per la prima volta si ammette che la discoteca (come centro e forma di divertimento) non è la ''Tana del Diavolo'' e che se è questo quello di cui hanno bisogno i giovani per ritrovarsi e divertirsi perché non darglielo in una forma più sana e pulita?

Ecco così che in questa discoteca (che porta il nome del progetto ''M'Interessi'') si balla, si ascolta musica Live, si guardano le partite di calcio proiettate su un gigantesco schermo a parete, si mangia (e anche molto bene), si tengono incontri, seminari e corsi di formazione professionale. Certo, perché uno degli scopi di questo progetto è anche preparare i giovani stessi ad essere futuri manager, professionisti nel campo dell'intrattenimento musicale e di tutto quello che attiene a questo campo. Ci sarà anche un corso per Barman basato sul concetto che chi serve le bevande deve possedere, oltre all'abilità manuale, anche una sensibilità diversa nei confronti del consumatore, guidandolo nella scelta delle bevande e della quantità di alcool che è lecito (e non dannoso) consumare nell'arco della serata.

E' stato proprio quest'ultimo argomento a portarmi a compiere questa scoperta; chi si occupa della programmazione dei concerti Live, gestisce il bar del locale e terrà questi corsi è una nostra vecchia conoscenza: Guido ''Ricciolo'' Piazzi, che abbiamo già trovato in parecchi locali (buon ultimo il Four X Pub di Villanterio).

All'esterno del locale si trovano due grandi campi da calcio regolamentari con illuminazione per le partite notturne e un'arena con gradinata per gli spettacoli estivi.

Vi assicuro che è un complesso impressionante e sta funzionando a pieno regime con grande soddisfazione di chi l'ha pensato.

In parallelo a questo progetto, se ne sviluppa un altro che è complementare per quello che riguarda la formazione di nuovi quadri professionali del mondo dello spettacolo. Si tratta della Hope Music School, una scuola di musica gestita dal fratello di Don Brusati, Marco Brusati (già direttore della Scuola per Cantautori di Mogol), che con l'aiuto di artisti quali Mariella Nava, Sergio Bardotti, Riccardo Fogli, Gatto Panceri, intende dare una possibilità ai giovani per affrontare il mondo della musica in modo professionale.

Tutto questo ''ambaradan'' è gestito in maniera mista (con stipendiati e volontari) ed è quindi costretto ad affrontare quotidianamente i reali problemi di una gestione aziendale che deve tenere d'occhio da un lato la gratuità e dall'altro la qualità dei servizi offerti.

Si tratta di un esperimento unico in Italia (e credo anche in Europa) che ho intenzione di tenere d'occhio (pur venendo da un'area in cui non mi riconosco) perché lo trovo estremamente intelligente, stimolante ed interessante e faccio a Don Emanuele Brusati tutti i miei migliori auguri per una sempre migliore riuscita del progetto.

 
 Informazioni 
Per informazioni:
Web: www.minteressi.it
E-mail: info@minteressi.it oppure brusati@minteressi.it
 

Furio Sollazzi

Pavia, 28/04/2003 (1007)

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