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Pagina inziale » Cultura » Articolo n. 6745 del 5 giugno 2003 (5616) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Al salt ad l'oca
Al salt ad l'oca

Pavia, fine '800, come si divertivano i nostri antenati?
Pare che uno dei giochi più popolari fosse appunto il "salto dell'oca", un passatempo, piuttosto crudo in verità, che si svolgeva sul Ticino.

Il divertimento, consisteva nell'uccidere il povero pennuto che, appeso per le zampe, pendeva da una corda tesa sotto un arco del Ponte Coperto. La bestiola, ovviamente viva, stava sospesa a circa tre metri dall'acqua in attesa (si fa per dire) d'essere giustiziata dal suo boia…
Perché di "boia" si trattava in effetti: i partecipanti al gioco arrivavano in barca armati di falcetto e, nel momento in cui l'imbarcazione passava sotto al ponte, spiccavano un salto per "decapitare" l'oca di turno. 

Nella maggior parte dei casi il volatile veniva mancato, o colpito di striscio, ed i giocatori, buoni nuotatori, finivano comunque in acqua con gran divertimento del pubblico, che si accalcava sul ponte o sulle rive del fiume per assistere allo spettacolo. 
 
L'oca, ne siamo certi, si divertiva un po' meno ma, nonostante lo scopo del gioco, non era detto che venisse uccisa… almeno non durante il momento ludico della giornata. Il pubblico infatti, se particolarmente impietosito dal triste avvicendarsi del gioco, aveva facoltà di porre fine alle torture inferte alla vittima gridando un semplice "Basta!". 
 
Esisteva anche una versione del "salt ad l'oca" giocata a terra. L'oca in questo caso veniva appesa ad un palo, tipo "albero della cuccagna", ma girevole ed il partecipante, dopo aver spiccato il salto, atterrava sulla paglia sistemata sul terreno anziché in acqua. 
 
Il gioco è ormai passato di moda, per forza, se questa tradizione fosse sopravvissuta fino ai giorni nostri, i partecipanti sarebbero assaliti da orde inferocite di animalisti (n.d.r.: tra i quali probabilmente mi schiererei anch'io) che, per salvare il pennuto, torcerebbero, invece, volentieri il collo ai giocatori! 
 
Non c'è dato sapere se il tradizionale "Palio dell'oca" pavese abbia o meno preso ispirazione da questo gioco, certo è che ogni quartiere cittadino aveva una barca in gara i cui rematori, a termine regata, vincevano aggiudicandosi l'oca, sempre appesa sotto il ponte… ma di questo vi racconterò la prossima volta.
 
 Informazioni 
 

Sara Pezzati

Pavia, 05/06/2003 (6745)

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