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Pagina inziale » Università » Articolo n. 526 del 1 febbraio 2001 (9052) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Papiro, non solo carta
Papiro, non solo carta

Goliardia scritta. Avete mai sentito parlare del "papiro"? Nel gergo dei goliardi il papiro è una sorta di carta d'identità, la tessera e lo "smacco" da pagare per poter entrare nel clan di re, principi e vassalli armati di feluche.

Il papiro - oltre ad essere una pianta da cui si ricava materia scrittoria - nel gergo degli studenti universitari è un vero e proprio documento, un oggetto necessario per l'iniziazione.

Il foglio ricorda l'antico diploma e il suo contenuto, arricchito da disegni e motti spesso ai limiti della decenza, è scritto nei toni pomposi e carnascialeschi del latino maccheronico.

L'antica goliardia, quella doc di una volta, imponeva d sottoporre le matricole a uno scherzo iniziatico, il pagamento di un piccolo rinfresco in cambio del papiro. Il foglio, controfirmato da tutti i goliardi della facoltà o soltanto dall'élite, aveva la funzione di lasciapassare: se la malcapitata matricola avesse incontrato degli anziani sarebbe sopravissuta indenne al rendez- vous senza dover più sborsare quattrini o salvarsi con ridicole penitenze.

Oggi rimane solo un ricordo sfumato di questa vecchia goliardia, ma il papiro è sopravvissuto ai tempi, anche se è cambiato nelle forme.

E se un tempo i goliardi che si laureavano nascondevano il papiro alle proprie mogli per non farle arrossire, oggi tutto questo sembra all'acqua di rose.

Cambiano i tempi o diminuisce la verve goliardica?

 
 Informazioni 
 

Paola Ciandrini

Pavia, 01/02/2001 (526)

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