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Pagina inziale » Cultura » Articolo n. 3387 del 19 settembre 2005 (8079) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Gustav Klimt. Disegni proibiti
Bozzetto a carboncino per nudo seduto (Studio per il fregio di Beethoven), 1902

Tutti lo ricordano per il celebre "Il Bacio" o per l'altrettanto seducente "Danae" ma, come lui stesso amava ricordare, "Chiunque voglia conoscermi - come artista, perché non c'è altro che sia meritevole d'interesse - deve guardare con attenzione le mie opere e cercare di scoprire quello che sono e quello che voglio".

E proprio per offrire ai pavesi la possibilità di scoprire qualcosa in più sul pittore austriaco, la città di Pavia accoglie, dopo Parigi, la grande mostra sui "disegni proibiti" di Gustav Klimt.

A partire dal prossimo sabato, il Castello Visconteo ospiterà l'esposizione GUSTAV KLIMT. Disegni Proibiti. Una nuova selezione di opere di carattere erotico del grande maestro viennese, appositamente curata per l'Italia, che arriva a Pavia dopo il successo parigino riscontrato al Museo Maillol, dove è stata ammirata da ben 125.000 visitatori.

L'iniziativa - prodotta da Alef con la collaborazione del Comune di Pavia - è affidata alla cura scientifica di Annette Vogel e Caroline Messensee, che hanno appositamente selezionato 50 disegni sul tema del nudo e dell'erotismo che svelano l'universo più intimo di questa figura di straordinaria importanza nella storia dell'arte moderna.

La produzione di Klimt, che inizialmente predilige grandi spazi e una dimensione pubblica, trova infatti nel disegno un momento di più intimo confronto. Spesso momento preparatorio per le creazioni pittoriche, e quindi non destinate al pubblico, i disegni sono liberati dai motivi decorativi, nei quali le figure scompaiono, come assorbite da una trama astratta.

Nei suoi disegni, Klimt rende un omaggio alla bellezza femminile attraverso nudi, ritratti in pose spesso estremamente erotiche. Tale rappresentazione del corpo femminile gli permetteva di esprimere e di raggiungere, con il più alto grado di verità, l'essenza delle idee.
"Klimt - scrisse il critico Werner Hofmann - era capace di dipingere la donna nella sua distante dignità e di disegnarla nella sua totale disponibilità sessuale".

Queste opere su carta, destinate a un pubblico privato di amici, estimatori e critici - che al tempo le consideravano le sue creazioni migliori - saranno ora proposte in un percorso che permette alle opere stesse di rivelare un'immagine privata dell'artista poco conosciuta ai più, che consente di esplorare in profondità la sua personalità più intima.

Nato nelle vicinanze di Vienna nel luglio del 1862, Gustav Klimt manifesta presto una spiccata predisposizione all'attività artistica. Nel 1876 si iscrive alla Kunstgewerbeschule - la Scuola di arti e mestieri di Vienna - e poco dopo con il fratello Ernst e il compagno di studi Franz Matsch prenderà parte ai primi lavori di decorazione (tra cui l'interno del Burgtheater di Vienna). Notato dalla critica, nel 1888 riceverà dall'imperatore la Croce d'oro al merito. Nel 1894 ottiene l'incarico per la realizzazione di pannelli decorativi per l'Aula Magna dell'Università di Vienna.
Nel 1897 è tra i fondatori della "Secession" (la Secessione viennese) di cui viene eletto presidente e nel 1898 il gruppo tiene la prima mostra, di cui Klimt realizza il manifesto. Alla VII edizione della mostra, nel 1900, Klimt espone il pannello Filosofia, un'opera che venne molto criticata, salvo ottenere, poi, la medaglia d'oro all'esposizione universale di Parigi. Scandalo ancora maggiore è suscitato dal pannello Medicina, esposto alla X mostra del 1901. La XIV mostra è dedicata a Beethoven, per la quale realizza il grande Beethovenfries ("Fregio di Beethoven").
Klimt viaggiò molto. Fu anche in Italia, a Venezia, Firenze e Ravenna, dove, impressionato dalla luminosità dei mosaici bizantini, iniziò a studiare quest'arte.
Nel 1905 lascia la "Secession", per dare vita alla "Kunstschau". Nel 1906 esegue il Ritratto di Fritza Riedler, primo esempio di ritratto del cosiddetto periodo "d'oro". Nel 1908 hanno luogo importanti mostre a Praga, Vienna e Roma. L'anno dopo visita Parigi, dove scopre il lavoro di Toulouse-Lautrec. Conseguenza del viaggio è il definitivo abbandono dell'uso dell'oro. Nel 1910 Gustav Klimt partecipa alla IX Biennale di Venezia, dove riscuote grande successo. Il consenso di pubblico si ripete anche l'anno dopo, all'Esposizione mondiale di Roma, dove ottiene il primo premio. Tra il 1912 e il 1916 completa grandi composizioni, come Morte e vita e La vergine. Esegue vari ritratti femminili in uno stile cosiddetto "fiorito". Nel 1917 viene eletto membro onorario delle Accademie di Vienna e di Monaco. Inizia la serie degli ultimi dipinti, cosiddetti "filosofici", lasciati incompiuti: Adamo ed Eva, Neonato, La sposa.
Gustav Klimt muore il 16 febbraio 1918 per crisi cardiaca.
 
 Informazioni 
GUSTAV KLIMT. Disegni proibiti

Dove: Sala del Rivellino, Castello Visconteo - Pavia
Quando: dal 24 settembre al 18 dicembre 2005
Orari: tutti i giorni: 10.00-19.00; giovedì: 10.00-22.00; sabato e domenica: 10.00-20.00.
Orari particolari... Leggi l'Articolo
Ingresso: biglietto intero 7 euro; 5 euro ridotto.

Per informazioni:
Alef - cultural project management
Tel.: 0382/24376
E-mail: info@alefcoop.it

 

Sara Pezzati

Pavia, 19/09/2005 (3387)

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