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Pagina inziale » Turismo » Articolo n. 248 del 15 febbraio 2002 (5253) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Tra il 550 e il 225 a.C. - II parte
Tra il 550 e il 225 a.C. - II parte

La descrizione di questi Celti ci viene fatta da Cesare, ma le notizie più sicure le abbiamo sempre da Polibio che visse dal 205 al 125 a.C.... Avevano corpi belli e forti, chioma bionda o rossa, carnagione bianca, piglio severo che ispirava ferocia, indole incostante insofferente della fatica e del calore estivo, facili a risse ma aperti e sinceri, docili coi preti, ingegnosi.

Vestivano con saio sciolto, leggero e peloso, chiuso sul davanti da una fibula, e d'inverno portavano un mantello di lana detto "sagun", giacche di tessuto, gambali e calzature.

Dall'infanzia erano abituati alla caccia, alla guerra e ai bagni freddi ed a questo proposito è simpatico ricordare che i Celti usavano per lavarsi una specie di sapone schiumoso fatto di olio, calce e tinture variamente colorate. Ben pochi uomini si lasciavano crescere la barba mentre quasi tutti si schiarivano i capelli ed erano molto apprezzati i baffi spioventi che fossero lunghi il più possibile; mentre le donne invece usavano tingersi le sopracciglia con un cosmetico detto "ruan" di colore nero, e le labbra, con bacche di sambuco.

Allevavano suini e cinghiali, e si curavano che cavalli - mai usati da tiro ma solo da cavalcare - fossero snelli e veloci. La famiglia viveva in una capanna comune, che ospitava tutte le generazioni, avente forma rotonda, di circa 13 metri di diametro, che saliva a cono. Era limitata da grossi pali e con una sola entrata per essere più facilmente difesa e per impedire l'entrata del freddo, chiusa da pesanti pelli di bue o pecora. Al centro pendeva una catena con un pentolone entro cui si cuoceva il pranzo.

Non c'erano mobili, ma ai pali venivano appese, le armi e gli arnesi che servivano a ciascuno e come letti usavano stuoie e coperte di pelli di pecora.

Sulla base di queste misure e consuetudini si può supporre che il primo insediamento potesse ospitare 50 o 60 capanne con un totale di 700/800 soggetti dislocati nella parte alta del declivio verso il fiume e cioè dalla Piazza Municipio a Porta Cavour che, grosso modo, rimarranno anche in seguito come limiti della città.

(...continua...)

 
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La Redazione
(Tratto da "La storia di Pavia raccontata da Virginio Inzaghi" - Libro I, 1000 a.C.-567 d.C.: periodo celtico romano, gotico e bizantino) di Virginio Inzaghi

Pavia, 15/02/2002 (248)

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